archivio di politicamentecorretto.com

Per gli Italiani all’Estero il PD è già  in campagna elettorale

Falsità e distorsione della realtà

di Fabio GHIA

La Legge Tremaglia è ancora in primo piano per gli assurdi risultati elettorali prodotti. Di 2.800.000 elettori, hanno espresso il proprio orientamento solo il 40% (1.150.000 votanti), con il paradosso più evidente nella Ripartizione Africa, Oceania, Asia, nella quale dei 141.000 elettori solo 51.000 persone hanno risposto all’espressione di voto e, grazie alla concentrazione di voti (33.000) ottenuta in Australia, il PD con poco più di 16.000 voti ha portato in parlamento il Sen. Randazzo e il Deputato On. Fedi. Tutto legittimo e rispondente a quanto previsto dalla nostra Costituzione (art; 51 -59: voto degli italiani all’estero), ma il riscontro numerico di questa Ripartizione non è paragonabile neanche agli esiti elettorali della più piccola circoscrizione italiana. Di fatto però, ai fini della partecipazione democratica della base politica, grazie alla posizione di vantaggio oggi occupata dal PD, i citati Rappresentanti locali hanno organizzato una grandiosa riunione dei circoli PD a Melbourne, presenziata da Eugenio Marino, Responsabile nazionale del PD all’estero. La stampa locale (principalmente Il Globo e la Fiamma) ha dato ampio risalto alla manifestazione, enfatizzando i risultati in maniera esorbitante, come se fosse il “verbo” disceso dal cielo. E’ giusto, tutto seconde le più fondamentali regole democratiche! Peccato però che i contenuti proposti dal Sen. Randazzo e dall’On. Fedi siano stati fuorvianti e poco veritieri. Non è da mettere in dubbio l’azione anti governativa proposta al pubblico degli elettori italiani in Australia; è il mestiere del PD contrapporsi all’azione di Governo Ma non è accettabile la disinformazione attuata con falsità e distorte interpretazioni, in particolare dall’On. Fedi. Dal resoconto della riunione si legge, infatti, “Un altro segnale di crisi profonda è la ripresa dell’emigrazione dall’Italia. Un’emigrazione diversa da quella degli anni Cinquanta e Sessanta (per fortuna che se n’è accorto!), ma che genera effetti devastanti nell’economia e crescita del nostro Paese. Desta, infatti, molta preoccupazione la fuga di giovani con alto livello di scolarizzazione, ricercatori, imprenditori e professionisti che non trovano più in Italia condizioni appena accettabili per lavorare e costruire il loro futuro. Paradossalmente, gli alti investimenti dello Stato sull’istruzione di questi giovani vanno a generare profitti altrove.” Onorevole Fedi lei sta tentando di distruggere alla base un fenomeno manifestato dalla nostra migliore gioventù che, lungi dal “fuggire dall’Italia” come lei sostiene, non fa altro che rispondere positivamente a quell’ampliamento culturale imposto dall’internazionalizzazione dei mercati e dal nuovo concetto di mobilità che si va sempre affermando, soprattutto in Europa, grazie all’annullamento del concetto di frontiere fra Stati dell’Unione. I nostri laureati devono alla preparazione ricevuta dalla tanto vituperata Scuola Italiana, se vengono accettati come “ricercatori” perché giudicati “migliori” quanto a cultura generale e specialistica, rispetto agli altri concorrenti europei, ma anche cinesi, indiani, australiani etc. E, se vanno all’estero è solo perché sentono il bisogno di un approfondimento con metodologie e “lingua” diverse da quella italiana. Sono esperienze, nella loro legittimità, da intendersi “temporanee” e non portano altro che benefici sia nei singoli (autoaffermazione del proprio io professionale), sia al sistema Italia nel suo insieme. Ben diverso è la “fuga” degli imprenditori (in questo caso accetto pienamente il termine!), per la quale la rimando a un articolo pubblicato dall’”Opinione delle Libertà” e da “ItaliachiamaItalia”, la cui ragione principale è attribuibile essenzialmente alla “Giustizia Italiana”, ai suoi tempi di attuazione e al suo approccio estremamente “giustizialista”, nonché causa principale di lavoro in nero, usura e illegalità finanziari. Solo nel 2009 sono state dichiarate 117.000 procedure fallimentari: secondo lei quanti di questi imprenditori, a causa dei menzionati impedimenti giudiziari, hanno scelto l’unica strada per loro percorribile, l’Estero? Approfondisca questa tematica e si renderà conto che l’azione di Governo sulla “Riforma della Giustizia” non solo è impellente, ma addirittura dovrebbe essere più che sostenuta anche dall’opposizione, con in testa i rappresentanti della Circoscrizione Estero. E se proprio vuole essere sincero con se stesso, approfitti per chiedersi quale diritto lei ha di sedere in Parlamento in rappresentanza di quei 16.000 voti espresso dal suo collegio preferenziale, se rapportato all’intero contesto nazionale. Al suo posto opterei anche per una rilettura, se non un “annullamento”, della Legge 459/2001 (Legge Tremaglia).

giornale

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Exit mobile version