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PARTITO DEGLI ITALIANI DALL’ESTERO

Da noi le certezze sono sempre poche e, in ogni modo, condizionate dai rapporti di forza politica di chi intende, o intenderebbe, risanare la situazione in questa penisola dei compromessi e del generale malessere. E non si sono Santi. Chi governa intende continuare il suo mandato e chi è all’opposizione preme per un esecutivo tecnico per modificare la legge elettorale ed andare a consultazioni politiche generali. Ora ci chiediamo, più per coerenza, che per mera cuoriosità, se gli elettori residenti all’estero, che sono circa tre milioni e mezzo, sono effettivamente aggiornati sui giochi di bussolotto che in Parlamento sono dibattuti anche sulla loro pelle. Ci chiediamo, ma lo facciamo da tempo, quale sia stato, e sia, il ruolo degli Onorevoli eletti, dopo tanto travaglio, nella Circoscrizione Elettorale estero. Questi Parlamentari, che fanno capo ai soliti partiti nazionali, hanno fatto poco. Per una questione di disciplina di partito, ma anche per l’oggettiva mancanza di formazioni nazionali interessate allo status di chi, italiano a tutti gli effetti, vive all’estero ed ha caparbiamente voluto mantenere la cittadinanza italiana. Per questa fitta umanità, l’interesse del Paese è assai limitato, per non scrivere anche condizionato. La crisi ha colpito anche chi è lontano dal Bel Paese. Ridotti i contributi per la stampa a loro dedicata, rilevante riduzione dei nostri uffici consolari, rivisitazione punitiva delle scuole italiane all’estero. Tutto questo col placet di chi avrebbe dovuto opporsi e, oggettivamente, non l’ha fatto. Qui non si può scrivere di colpe o di responsabilità personali. Il problema è da ricercare nel macchinoso sistema che consente il voto dei Connazionali nel mondo. Ciò che ci sembra proponibile non è impossibile. Intanto, accanto al voto per posta, si dovrebbe aggiungere quello elettronico in loco ed il diritto dovrebbe essere esteso anche ai candidati in corsa nei Collegi Elettorali Nazionali. Votare solo per i politici aggregati nella Circoscrizione Estero è un po’ ghettizzare chi ancora crede nella politica italiana e nel futuro della Patria. Non esistono neppure motivi tecnici insormontabili per estendere il diritto. Basta discuterlo in sede parlamentare e volerlo appoggiare veramente. Fatto che, almeno per ora, non trova riscontro tra i Partiti Nazionali che hanno fagocitato anche gli eletti nella Circoscrizione Estero. Per una gestione veramente democratica del diritto di voto, una volta ridata una dignità alla legge elettorale, il voto potrebbe tornare libero e universale. A questo punto, tutto è possibile. Basta volerlo in senso concreto. Il Partito degli Italiani dall’Estero (P.I.E.) è una realtà. Noi siamo pronti ad assumerci specifici impegni per il Paese; sempre che ci sia offerta l’opportunità per poterlo fare. Chi vive lontano dalla penisola vuole contare di più e con tutte le ragioni; anche quelle che potrebbero non essere tali per chi spera ancora nelle cordate di comodo. Quelle che, appunto, non durano!

Giorgio Brignola

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