QUANDO IL GIORNALISTA PRIVILEGIA L’INTERESSE, DISANCORATO DALLA DEONTOLOGIA PROFESSIONALE…

Esprimo tutta la mia solidarietà a Maurizio Belpietro, stigmatizzando tutti coloro che alzano anche un dito per inveire contro qualcuno. Così come escludo in maniera assoluta che l’ex PM Di Pietro, come hanno detto vergognosamente alcuni parlamentari di centro-destra anche in TV (Raitre h. 14.30), abbia una qualche addentellato in questa esecranda vicenda che ha interessato il direttore di Libero.

Una osservazione sì la voglio fare in relazione a questa vicenda che non può non sollevare degli interrogativi. Non sarà che, di questi ultimi tempi, il predetto giornalista ha esagerato nella sue sarcastiche “performances” giornalistiche tanto da provocare la gente oltre le righe ? Esse hanno arrecato grande fastidio anche a me, ma non per questo ho avuto delle reazioni che non fossero state quelle di contrarietà, e se vuoi anche, da discinesia gastrica…come ho anche scritto in qualche giornale.

A me, personalmente, questo giornalista non piace, anzi mi è addirittura antipatico come persona fisica, (così come a tanti altri potrei essere antipatico pure io), pur apprezzando la sua stoffa professionale, ma mi par di poter dire che, come non piace a me, non piace neanche a tanti altri, peraltro di spessore professionale superiore. Il suo modus-operandi infatti, tanto per giustificare quando vado dicendo, lo sento fastidioso sulla viva pelle, lo giudico come un giornalismo che non trova conforto sulla essenza giornalistica che la deontologia professionale peraltro richiederebbe, ma che trae vantaggio quasi sempre sugli sviluppi di marginalità ad effetto, capaci di suscitare pruriti giornalistici che incuriosiscono populisticamente al punto da trasformare un semplice granellino di sabbia in dimensione di Monte Bianco o Everest… I fatti recenti che non vado a ricordare perché stufano, sono piuttosto eloquenti e significativi. O no ?

Con questo, cosa voglio dire ? Voglio dire che, se viene meno il rispetto deontologico che la professione richiede, ci sono molte probabilità che il predetto prurito si trasformi in azioni sempre ed ovunque da condannare. Così come ho sempre condannato il lancio della statua del Duomo di Milano al premier che, secondo me, trova una motivazione (sia pur assolutamente non giustificabile) nelle provocazioni di cui entrambi non sono certo alieni dal fare. Come è successo anche oggi ove, arroganza e baldanza da parte di chi per ottenere la fiducia dapprima adopera toni pacati e poi, una volta ottenuta, inveisce contro tutti che non la pensano alla stessa maniera, nella non consapevolezza, almeno a mio avviso, che questa effimera gloria politica si spegnerà a breve. A meno che Fini, non abbia fatto accordi sotterranei con il premier, facendo apparire proditoriamente che la giustizia non è uguale per tutti… come ha detto anche l’ex magistrato De Magistris su Rainews 24 poco fa.

Ritornando a Belpietro, ho saputo un’ora fa da lui (in TV) che da due anni è sotto scorta. Perché ? Ci sono tanti giornalisti, sicuramente più importanti di lui, i quali, finito il lavoro, prendono semplicemente la bicicletta per andare a casa, ovviamente ove la distanza rispetto alla residenza lo permetta loro.. Segno evidente che, a furia di sollevare problemi macroscopici su fatterelli da prurito populista, anche nelle varie televisioni, si finisce poi per subirne lo scotto da parte di qualche disgraziato che magari non ha nulla da perdere ed a cui interessa solo la pagnotta….

Purtroppo, lo voglio dire, il giornalismo di oggi ha le sue gravi colpe, che il più delle volte si estrinsecano in bizantinismi di tipo sofista piuttosto che basarsi sul rispetto della deontologia professionale, non sottacendo che esso è sempre più lontano da coloro che contano. E cioè i cittadini, veri padroni dei quotidiani, come diceva Indro Montanelli.

Ma questa, per taluni, è retorica a basso prezzo..

Arnaldo De Porti – giornalista extra….moenia redazionali da mezzo secolo

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