Narducci (PD): Insoddisfacente la risposta del Governo sul mancato monitoraggio della programmazione televisiva di “Italiani nel Mondo Channel”

L’on. Franco Narducci, presidente dell’Unaie (Unione nazionale associazioni di immigrazione ed emigrazione), primo firmatario – assieme ad altri 36 deputati – dell’interpellanza urgente indirizzata al Ministro dello sviluppo economico sulla tristemente nota vicenda delle trasmissioni di “Italiani nel Mondo Channel” a contenuto chiaramente pornografico, ha sottolineato in aula che “in questa vicenda sono necessari atti di chiarezza e ci si aspettava una maggiore vigilanza da parte dell’Agcom”.

“Chi non ricorda le parole di riferimento ai valori cristiani profferite dal sen. De Gregorio e dai suoi amici cofondatori il 24 febbraio 2009, quando presentarono in pompa magna la Fondazione Italiani nel Mondo profondamente ancorata a valori cattolici? Valori e riferimenti vergognosamente smentiti dai programmi messi in onda dalla rete denominata “Italiani nel Mondo Channel”, che si poneva come un punto di riferimento per gli italiani nel mondo, un canale – ha attaccato l’on. Narducci – sul quale per sei mesi sono stati trasmessi contenuti di carattere pornografico”, ovvero il meglio del porno etero come affermava il programma stesso.

“Soprattutto all’estero molti cittadini italiani e discendenti si sono sentiti profondamente offesi ed hanno protestato con sdegno per quanto accaduto ed è doveroso dare conto, che il Governo dia conto, e anche il Cardinale che aveva benedetto l’associazione, di quanto è avvenuto. Lo dobbiamo a milioni di cittadini oriundi italiani, alle missioni cattoliche e alla protezione dell’immagine che l’Italia diffonde nel mondo e all’esigenza di tutelare un patrimonio culturale immenso”.

All’on. Franco Narducci ha risposto l’on. Paolo Romani, Vice Ministro per lo Sviluppo Economico, il quale ha precisato che “ai sensi della delibera 127 del 2000 l’Agcom effettua la vigilanza su emittenti che trasmettono programmi di grande diffusione e per le altre emittenti la vigilanza avviene su segnalazione da parte della cittadinanza e per l’emittente in questione non vi è stata alcune segnalazione”.

Il Vice Ministro ha anche sottolineato che “con riferimento al tema della erogazione di finanziamenti pubblici connessi alla natura di organo di movimento o partito politico, si evidenzia che la problematica è all’attenzione del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri competente in materia” e che alla società in questione non era stato erogato alcun contributo per mancanza dei requisiti.

“Il Ministero per lo Sviluppo Economico – ha concluso il Vice Ministro Romani – non mancherà di farsi parte diligente nel sensibilizzare l’Autorità affinché provveda ad effettuare i dovuti accertamenti,…, intensificando in particolare l’attività di monitoraggio sulla programmazione delle emittenti televisive in lingua italiana che trasmettono all’estero affinché in futuro non si debbano ripetere fatti che ledano fortemente la dignità di un territorio e dei cittadini italiani residenti all’estero” come aveva richiesto l’on. Narducci nella sua interpellanza urgente. E’ da segnalare poi che il Comitato Media e Minori operante presso il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato, in seguito alla segnalazione dell’onorevole interrogante, una istruttoria per verificare se vi è stata una lesione degli interessi dei minori.

L’on. Franco Narducci, pur apprezzando lo sforzo prospettico del Governo nel voler evitare che simili episodi possano ripetersi, ha esternato la propria insoddisfazione per la risposta fornita dal Governo sul mancato monitoraggio della programmazione televisiva di “Italiani nel Mondo Channel”. “Sono davvero incomprensibili le dichiarazioni del sen. De Gregorio quando afferma che il canale gli è stato scippato abusivamente da un hacker e viene da chiedersi: ma come è possibile che a un senatore della repubblica italiana, ex presidente della Commissione Difesa, sfugga una cosa così grave? Una dichiarazione che sicuramente non combacia con il ragguardevole periodo in cui il canale ha mandato in onda programmi pornografici: come dire, il senatore si è accorto di quanto stava accadendo quando i media hanno denunciato pubblicamente la cosa” ha rimarcato Narducci uscendo da Montecitorio. Né si ha traccia della diffida che il senatore dice di avere depositato alla Procura della Repubblica. Come noto, i programmi pornografici e la pubblicità relativa sono molto redditizi, forse è questa la chiave di lettura. In barba ai buoni propositi cristiani e all’immagine dell’Italia e degli italiani all’estero.

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