L’Italia strozzata dall’usura

Venti miliardi di euro annui, questo il giro d’affari dell’usura in Italia. Le regioni più colpite sono la Campania, il Lazio e la Sicilia, per un totale di 600 mila vittime italiane, cui si sommano 15 mila vittime straniere. E’ il quadro emerso oggi durante il convegno “Fuori dal buio. Uscire dal silenzio: oggi le vittime si riprendono la parola”, tenutosi nella data di oggi, 21 settembre, nell’ambito del primo “No usura Day” organizzato a Roma da Confesercenti e Sos Impresa.

“Nel 2009 l’usura ha creato 120mila posti di lavoro in meno” ha spiegato Marco Venturi, presidente della Confesercenti. Nell’ultimo trienni infatti sono state chiuse 165mila attività commerciali e 50 mila tra alberghi e pubblici esercizi. E un dato allarma particolarmente, ossia l’infiltrazione della criminalità organizzata anche in un reato come l’usura. I dati di Sos impresa indicano in 6 miliardi di euro annui l’incasso dell’usura da mafia e un andamento che le vede sempre più protagoniste anche di questo reato. Trentotto su 193 le operazioni anti usura che riguardavano le mafie nel 2008, 60 su 243 nel nel 2009. Le vittime stimate sono circa 70 mila, ma è un conteggio difficile perché – e questo è un altro dato d’allarme – le denunce sono poche e in calo.

“Quello di oggi – hanno spiegato gli organizzatori – intende essere un momento di riflessione per rompere quel silenzio assordante e imbarazzante, una giornata che interroga la nostra coscienza e che ci obbliga a denunciare con forza il muro di oblio che si è abbattuto sulle vittime di questo odioso reato. Così come è necessario rimettere al centro dell’agenda istituzionale e politica la pericolosità di questo reato”.

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