FEDERAZIONE COMUNISTA DEL BELGIO E COSàŒ CHIUDONO IL CONSOLATO DI BRUXELLES E L’AGENZIA CONSOLARE DI GENK: GLI ITALIANI DEL LIMBURGO ANCORA PIà™ LONTANI E LASCIATI A SE STESSI!

Veniamo a sapere, da un paio di scarni e timidi comunicati sulle pagine web dell'Agenzia
Consolare di Genk e del Consolato d'Italia a Bruxelles, che “questa Agenzia Consolare,
soppressa dal Ministero degli Affari Esteri con provvedimento del 16.09.2009, sarà chiusa al
pubblico, per tutti i servizi, a partire da lunedì 20 settembre 2010. A partire dal 1° ottobre 2010, la
collettività italiana del Limburgo dovrà rivolgersi alla Cancelleria Consolare dell'Ambasciata d'Italia
a Bruxelles, sita in Livornostraat 38 – 1000 Bruxelles”, e “dal 1° ottobre 2010, la circoscrizione
consolare di Bruxelles accoglierà anche la collettività italiana residente in Limburgo. Inoltre, a
partire dalla stessa data, il Consolato passerà sotto la competenza della Ambasciata d’Italia presso
il Regno del Belgio, diventando Cancelleria consolare”. Così, in poche righe in caratteri minuti e
quasi di nascosto, con pochissimi giorni di preavviso, come se fosse una cosa di cui vergognarsi.
E infatti lo è. La capitale del Limburgo, Genk, dove vivono migliaia di concittadini italiani che hanno
speso la loro vita nelle miniere di carbone, è a quasi 100 km da Bruxelles. Questo vuol dire che,
per ogni necessità di servizi consolari, dovranno dedicare almeno un paio d'ore in più solo per il
viaggio di andata e ritorno: proibitivo in automobile (dove si può parcheggiare a Bruxelles?, e in
una zona ad alta intensità commerciale, poi!), piuttosto complicato in treno + altri mezzi pubblici.
Praticamente, tra una cosa e l'altra, ci dovranno perdere tutta la giornata. Senza contare le spese.
Questo sarebbe “accogliere”? E meno male!
Sono minacciate di chiusura in Belgio anche le sedi consolari di Liegi e di Mons; così come varie
altre in Europa e nel mondo con importanti comunità italiane, o sono già chiuse, un po' alla
chetichella, senza fare troppo rumore. Sempre imponendo a tantissimi concittadini delle notevoli
distanze da percorrere, spesso persone anziane o senza grandi mezzi. E tutto questo si farebbe
per “razionalizzare” e “risparmiare”… ma sulla pelle degli emigrati, ancora una volta, dopo i
durissimi tagli ai fondi per le attività di sostegno culturale e sociale, per le associazioni, la scuola, la
lingua italiana. Si tolgono soldi da qui e magari li si usa, invece, nelle guerre, negli sprechi, nella
propaganda, nei clientelismi di certa politica politicante.
In nostri precedenti comunicati ed azioni di informazione e di protesta lo abbiamo detto forte e
chiaro: No allo smantellamento della rete consolare, sì a servizi veramente utili ed efficaci!
Una vera riorganizzazione della rete consolare italiana, non tagliando a casaccio e abbandonando
le persone a se stesse, ma eliminando gli sprechi e le arbitrarietà e sfruttando come si deve le
possibilità offerte dalle reti informatiche, i mezzi mobili, le competenze professionali in loco, etc.
Tutte cose da discutere e approfondire innanzitutto con i più diretti interessati: gli Italiani residenti
all'estero, appunto, con le loro necessità ed esperienze di vita e di lavoro.
Ma le nostre proposte rimangono inascoltate. Chi di dovere non fa quello che dovrebbe fare.
Vediamo solo scarni e timidi comunicati di “fatto compiuto”. Complimenti, grazie, governo italiano,
per trattare così i propri concittadini, specialmente i più deboli!!!

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