Breccia di Porta Pia: Laicità  vo’ cercando…

Autore Leoluca Orlando

La breccia di Porta Pia è un evento storico di una vittoria, di straordinaria importanza positiva per il nostro Paese.
La breccia di Porta Pia è un evento storico di una sconfitta, di straordinaria importanza negativa per lo Stato Vaticano.
La breccia di Porta Pia è per la Chiesa cattolica, per la Chiesa corpo mistico di Cristo e popolo di Dio, un “dono della Provvidenza”: l'espressione di compiacimento dell'avvio del processo di riduzione del potere temporale dei Papi non è di un ateo anticlericale, è di un grande Papa.
La laicità ruota intorno a queste diverse prospettive, a questi diversi punti di vista e analisi.
La laicità non è soltanto un valore, un principio etico , per non credenti.
La laicità è valore e principio etico per credenti; di più, la laicità è valore e principio etico per ogni essere umano….Chi crede …non cessa di essere un essere umano! Tutto al contrario: “niente di umano è alieno per chi crede”.
Qualcuno fonda la laicità su Voltaire, qualcuno su Marx, tanti fondiamo la laicità sul precetto evangelico: “rendete a Dio ciò che è di Dio, rendete a Cesare ciò che è di Cesare”.
Rendere a Cesare ciò che è di Dio è inaccettabile laicismo.
Rendere a Dio ciò che è di Cesare è inaccettabile clericalismo.
E il clericalismo è un insulto a chi crede, prima e oltre che un insulto a chi non crede.
Quando qualche mio interlocutore non-credente si lamenta e protesta per posizioni clericali, obietto sempre che non è soltanto il non-credente che ha di che lamentarsi, siamo quanti crediamo, quanti cerchiamo di credere, che abbiamo forte, più forte di chi non crede, il diritto-dovere di lamentarci e di protestare contro il clericalismo.
E il clericalismo è un insulto a chi crede, prima e oltre che un insulto a chi non crede.
Il nostro Paese vive un gravissimo deficit di laicità.
Siamo una anomalia tra i Paesi democratici e civilizzati, una anomalia che soffoca insieme libertà e fede.
Soltanto nel nostro Paese esiste, forte e influente, la casta degli “atei clericali “.
Perversione delle perversioni. Che sia clericale un credente è perversione “normale” (chiedo scusa per il provocatorio uso dell'aggettivo “normale”). Che sia clericale un non-credente è perversione al quadrato, perversione delle perversioni.
Ma così è! Il nostro Paese è imbarbarito da troppi “clericali a convenienza ”.
Sono, così, “clericali a convenienza” coloro che pretendono e hanno interesse confondere lo Stato Vaticano e i suoi interessi temporali (da IOR a Propaganda Fide…) con la Chiesa, corpo mistico di Cristo e popolo di Dio. Se oggi – è qui una condizione grave e pericolosissima! – in Italia si chiede ad un cittadino mediamente informato che differenza vi è tra lo Stato Vaticano e la Chiesa Cattolica, la risposta troppe volte è drammatica: “nessuna”.
La Chiesa cattolica è popolo di Dio, un popolo ricco di diversità, di diverse sensibilità ed etnie, con diversi orientamenti politici e culturali. Questa distinzione è preziosa, è imprescindibile. La Chiesa cattolica deve fornire riferimenti e tenere insieme conservatore e progressista, europeo e africano, giovane e anziano…
Il clero non è il luogo della perfezione; il clero è luogo – imprescindibile ma non esclusivo – del servizio a Dio, al popolo di Dio.
Vengo da una formazione familiare ispirata all'insegnamento di mio nonno paterno, cattolico praticante, testimonianza di valori cristiani, ma non clericale. Mio nonno ci ha insegnato: “il tuo amore per Dio si misura dalla distanza amorevole e critica dal suo clero”.
Non era un atto di oltraggio ai sacerdoti; era l'applicazione anche ai sacerdoti del principio umano-cristiano: la perfezione non è di questo mondo.
Per noi, in famiglia, intorno alla tavola, era normale parlare di limiti e difetti del nostro Vescovo o del nostro parroco. Non era un insulto, era il riconoscimento umano-cristiano della fallibilità di ogni essere umano… anche di chi ha dedicato la propria esistenza al servizio religioso.
Per me, pertanto, è stato, è del tutto normale, armonioso, compatibile, tentare di vivere, tra lacune ed errori, un cammino di fede e, al tempo stesso, criticare severamente speculazioni e crociate, ruberie e contiguità con cricche e mafie, di uomini del clero e rappresentanti ufficiali degli interessi dello Stato Vaticano: da IOR a Propaganda Fide.
Consentire, auspicare, realizzare confusione tra interessi terreni e aziendali dello Stato Vaticano con le sue diramazioni e il popolo di Dio e corpo mistico di Cristo è, a mio avviso, atto gravissimo, reso ancora più devastante quando tale confusione sia promossa-finanziata, nell'assordante silenzio di gerarchie ecclesiastiche, da troppi atei clericali, dai troppi “clericali a convenienza”.

P.S. Laicità è anche riconoscere pari dignità ad ogni fede religiosa e pari diritti a credenti di ogni fede e a non credenti, secondo il principio “to be different, to be equal”.
E' una tristezza essere costretti a ripetere affermazioni ovvie nei Paesi democratici e civilizzati!
Ma l'Italia qualcuno vorrebbe, non soltanto a Palazzo Chigi e ad Arcore, non soltanto tra esponenti di interessi dello Stato Vaticano, fosse non democratica e non civilizzata… magari a “convenienza”, invocando Dio e teorizzando un clericalismo eversivo, al tempo stesso, della fede religiosa e della legalità costituzionale.

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