ROM, BURKA E IPOCRISIA

Certe posizioni europee francamente non le capisco o – meglio – le considero del tutto demagogiche, come le prese di posizione contro la Francia solo perché Sarkozy ha richiesto l’allontanamento non “di tutti i Rom” dal suolo francese, ma solo di parte di quelli che non vogliono risiedere nei campi nomadi organizzati e non siano di nazionalità francese.

Allo stesso modo non capisco perché non si debba chiaramente sostenere a livello europeo che ciascuno è libero di professare la religione che crede, ma nei limiti della legge e quindi che coprirsi in modo integrale impedendo il proprio riconoscimento è e deve essere vietato.

E’ comunque offensivo equiparare queste prese di posizione alle deportazioni naziste (non fosse anche per rispetto ai milioni di morti nei lager), mentre piuttosto sarebbe ora che ciascun paese collabori concretamente con gli altri partner europei nella lotta all’immigrazione clandestina assumendosene in quota-parte le proprie responsabilità.

Va denunciato – per esempio – come, dopo che l’Italia è riuscita a bloccare il traffico di carne umana dalla Libia (pagando questo paese a peso d’oro e sopportando la tracotanza impunita di quell'arrogante ed insopportabile caprone di Gheddafi), l’immigrazione clandestina prende ora altre strade, come quelle dell’est europeo la cui frontiera è un colabrodo. Ma sue queste cose l’Europa, Barroso e la sua corte progressista abbozzano, e tacciono…

ECONOMIA & OCCUPAZIONE

Tutti – maggioranza ed opposizione, Chiesa e Confindustria, giornalisti, sindacalisti e talkshow – ripetono ogni giorno a margine delle solite chiacchiere parapolitiche-monegasche-gossip che “Non sono questi i problemi del paese, mentre invece vanno affrontati quelli veri, come l’economia e l’occupazione”. Bene, bravi, bis! ..Però le uniche proposte economiche per tentare di uscire dalla palude per ora le suggerisce e le risolve Tremonti, mentre gli altri critici in servizio permanente effettivo come la Marcegaglia e Montezemolo (e tutti gli altri dell’allegra brigata) non propongono assolutamente mai nulla di concreto e di alternativo – e soprattutto che comporti un sacrificio per le loro/nostre classi dorate – salvo non ciascuno pensare alla propria specifica categoria. Vale anche per noi deputati, della serie “Bisogna fare sacrifici, ma è meglio li facciano gli altri”. Chissà se verrà mai un giorno quando ai tanti discorsi del “bisogna, bisogna, bisogna far così” si sostituirà finalmente un “Noi intanto abbiamo fatto questo…”

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