IL CORAGGIO DI ANDARSENE � STORIE DI IMPRENDITORI ITALIANI NEL MONDO, BELARDELLI: �NEI BALCANI LA MIA ISOLA FELICE

ROMA Pubblichiamo qui di seguito la seconda e ultima parte dell'intervista all'imprenditore romano Pietro Belardelli.

Non solo pizza, spaghetti e mandolino. No, ormai gli Italiani all�Estero non rispecchiano pi� questo antico stereotipo che vecchi film anni �50 hanno attribuito agli emigranti del Belpaese. O almeno non vale pi� per tutti. In un Paese, l�Italia, dilaniato dalla crisi economica e dalla recessione che oramai hanno contribuito a mettere in ginocchio la nazione, la fuga dei cervelli � inevitabile e incontenibile. I migliori �talenti� di casa nostra, giovani o meno giovani, lasciano il Bel Paese per concretizzare quel sogno lavorativo che l�Italia non � pi� in grado di coronare. Con coraggio, un pizzico di temerariet�, quello stile italiano che ci contraddistingue nel mondo. Lo stile dell�essere emigranti dentro capaci di fare bene e adattarci ovunque ci troviamo. Una vera e propria fiumara di ricercatori e imprenditori che, valigia in mano, partono oggi dalla propria patria nat�a, a volte costretti ad abbandonare le proprie famiglie, i propri cari, i propri amici, per trovare un po� di fortuna. E per trovare soprattutto una terra che li accolga e li valorizzi come meritano. Mentre negli anni passati si andava alla �ricerca dell�oro� nella lontana America, oggi invece molti imprenditori trovano terreno fertile per i loro affari nei Balcani. Territori come la Romania, la Bulgaria e l�Albania: � l� che molti Italiani ripongono la loro genialit� e il loro impegno, per rendere pi� floride queste zone, che ancora non hanno ampiamente sviluppato il loro potenziale. E quando l�Est europeo chiama, l�imprenditoria italiana sembra, almeno negli ultimi anni, pronta a rispondere e a dire la sua.
Uno dei maggiori imprenditori, che meglio ha saputo addentrarsi in territori ancora economicamente poco esplorati ma cos� ricchi di potenzialit� ancora inespresse, � Pietro Belardelli. Gli abbiamo dedicato un articolo qualche giorno fa. Adesso abbiamo voluto completare il discorso della sua esperienza all�estero raccontando a 360 gradi il viaggio umano e lavorativo che l�industriale edile capitolino ha avviato negli ultimi anni. L�imprenditore romano con la passione del calcio ha puntato tutto sui Balcani. Ci ha messo il cuore, dopo che ha dovuto �ripararlo� dai dolori che gli erano stati inferti proprio nella sua amata Italia. Belardelli infatti ha dovuto sopportare vicissitudini giudiziarie rocambolesche dalle quali per� la sua posizione � uscita completamente indenne. Dalle pesantissime accuse di riciclaggio, alla detenzione, per un anno, a Reggio Calabria, senza alcun processo, senza mai comparire davanti ad un giudice, fino alla risoluzione positiva del caso, dal momento che oggi Belardelli, alla faccia dei suoi nemici e di quanti lo definivano un millantatore, alla faccia della stampa che lo ha crocifisso, alla faccia di quelle tifoserie che lo accusano di essere fuggito, alla faccia di quei giornali che non hanno mai scritto nulla sul suo proscioglimento limitandosi a spendere fiumi di parole solo per attaccarlo, alla faccia di quei giornalisti sportivi che lo definivano un uomo venuto fuori dalle vicende dei film di Alberto Sordi, si � preso la sua rivincita, umana e professionale. Prosciolto come gi� detto da ogni accusa, con archiviazione in istruttoria, Belardelli per� si � dovuto reinventare, come uomo e come imprenditore, ha dovuto ricostruire la sua immagine professionale, ha lasciato una Italia che non credeva pi� in lui trovando nei Balcani terreno fertile per mettere ancora a frutto coraggio e potenzialit�, voglia di fare tutte italiane.
�Ora ho solo voglia di rivalsa. La fortuna mi � debitrice�. Questo il primo commento dell�imprenditore mentre guarda indietro alla sua precedente vita.
S�, due vita in una forse quelle vissute da Belardelli. L�esperienza da italiano all�estero inizia alla dirigenza del Lugano e il lavoro come imprenditore in Svizzera, calcio ed edilizia vanno sempre di pari passo nel mondo di Belardelli. La terra elvetica gli porta bene, ottenendo ottimi risultati egregi sul campo, ovvero una promozione dalla B alla A e una qualificazione in zona Champions l�anno successivo: risultati che non sono bastati a risparmiargli le polemiche che da sempre hanno seguito la sua persona. Belardelli vince ma non lega mai fino in fondo con le piazze dove fa il dirigente, o forse sarebbe meglio dire con la stampa. E allora Pietro Belardelli, sentendosi mal voluto sia dalla societ� che amministrava, sia dai tifosi, � costretto a rilasciare le sue dimissioni (che misteriosamente pi� tardi verranno cancellate, facendo precipitare l�ex presidente nelle grinfie degli inquirenti). Come ogni buon italiano per�, la passione per il calcio non viene meno neanche di fronte alle difficolt� della vita. E allora ancora due volte ritroveremo Belardelli alla presidenza di due diverse squadre calcistiche: il Castel di Sangro e il Lecco. Anche queste esperienze non saranno pienamente positive per l�imprenditore che nonostante i buoni risultati sul campo vende gli abruzzesi a costo zero (un euro) mentre a Lecco non lega con la tifoseria e chiude in malo modo liquidando la societ�. Il calcio gli regala gioie e dolori, ma arriva il coinvolgimento in inattesi scandali giudiziari, fino alla condanna, da scontare nel carcere di Reggio Calabria, per riciclaggio e collusione con la criminalit�. Accuse pesanti come un macigno. Ha scontato giorni e giorni di carcere, vessato dalla stampa e dall�opinione pubblica. Alla fine � stato dichiarato innocente: totalmente prosciolto. Il suo caso difatti � stato archiviato come gi� detto in istruttoria.
Il Belardelli di ieri era un uomo distrutto dalla critica e dai problemi con la giustizia dai quali � uscito a testa alta, oggi invece lo ritroviamo come un imprenditore di successo, un uomo nuovo, detentore di numerosi riconoscimenti come uomo d�affari in terre come la Bulgaria e l�Albania, con una sguardo ora rivolto anche verso la vicina Romania. Un uomo nuovo, ricostruito da cima a fondo, senza per� aver perso la sua grinta, la sua tenacia, e soprattutto la sua passione per il calcio. Difatti tra i progetti futuri dell�imprenditore italiano ci sono nuove sfide, lavorative e sportive.
Ma partiamo dal recente passato, dal Belardelli che uscito dalla lunga e dolorosa detenzione e ha lasciato l�Italia per ritrovare se stesso. �Il mio eldorado, racconta, la mia isola felice, non poteva pi� essere l�Italia. La mia situazione giudiziaria non me lo consentiva. Nessuno pi� nel nostro paese avrebbe dato credibilit� ad una persona come me. La stampa mi ha torturato, senza mai e dico mai scrivere una riga sui risvolti positivi della mia vicenda. Se bisogna bastonare qualcuno certi giornalisti sono proprio bravi, ti sanno dare il colpo di grazia, quando per� bisogna fare un passo indietro e ammettere di essere stati frettolosi, le notizie passano inosservate. Ebbene, come ho detto, la mia isola felice, � stata la Bulgaria. Un paese bellissimo, pieno di potenzialit�. Ancora inespresse. Ho avuto coraggio, continua Belardelli, ho ripreso la valigia in mano e sono emigrato nell�est europeo. E in Bulgaria mi hanno accolto alla grande senza farsi condizionare dal mio passato. Mi hanno teso la mano e io ci ho messo il mio impegno, la mia passione, la mia professionalit�. Tanto � vero che un sindaco di un comune bulgaro mi ha affidato una procura per coordinare progetti ed affidarli ad altre italiane, una sorta di supervisione per conto della Bulgaria, un incarico che ho svolto con orgoglio e del quale vado fiero. E poi non poteva mancare anche in Bulgaria una parentesi calcistica, quasi per gioco, sono stato nominato presidente di un club di serie B. Mi sono divertito, ho rifatto calcio, senza pressioni, senza assilli, ho lavorato e bene, e ho ritrovato serenit�, umana e professionale. Non dimenticher� mai la Bulgaria e dir� sempre grazie ai bulgari nonostante qualche impresa italiana abbia tentato di farmi lo sgambetto.
Dopo la Bulgaria, Belardelli si lancia in una nuova impresa targata est europeo. Il vigore � rinnovato, la voglia di fare � tornata quella di un tempo. Ed ecco l�esperienza albanese, mesi trascorsi a Tirana e dintorni a progettare un ospedale del quale a breve gli saranno affidati i lavori operativi. Belardelli ci racconta la sua Albania: �Un paese tanto simile all�Italia, sembra di stare a casa. Anche qui tante potenzialit�, tanta bella gente, moltissime possibilit� lavorative. Ma ancora tanto cammino da compiere per una nazione giovane che per equipararsi ad altri paesi europei deve comunque lavorare sodo. Ma Belardelli si chiede: cosa sarebbe successo a me, alla mia famiglia, al mio lavoro, se non avessi avuto il coraggio di emigrare e di andare in Bulgaria, e se non fossi stato accolto qui nel migliore dei modi? Oggi ancora me lo chiedo. Ero davvero ad un bivio. Belardelli traccia poi un bilancio complessivo delle esperienze nei balcani come imprenditore italiano nel mondo alla luce della crisi attuale. Non � facile prendere la valigia in mano e mollare tutto. Non lo era tanti anni fa, per i nostri primi emigrati, non lo � adesso. Per giovani e meno giovani. Per� posso dire che soprattuto nell�est europeo ci sono tantissime possibilit�, bisogna saperle sfruttare, essere preparati, non andare all�avventura. E poi se devo essere sincero le istituzioni italiane all�estero, e non sono il solo a pensarlo, dovrebbero supportare maggiormente le aziende e gli imprenditori italiani nel mondo e in generale gli imprenditori italiani all�estero.
Alla faccia di certa stampa, che ancora oggi appare su internet, io non sono scappato, n� dalle piazze che ho diretto come presidente, n� dal mio paese. Ho scelto, di andare via. E non me ne pento. Io quel famoso muro di cinta a Lecco non l�ho mai scavalcato per fuggire dall�ira dei tifosi. Non � vero, e questa immagine di me, grazie a google che non cancella i vecchi articoli, e grazie a certa stampa, me la porter� dietro per sempre. Fu la digos ad invitarmi a fare quel percorso per evitare problemi con la tifoseria di Lecco. Mi spiace ma continuer� a dirlo all�infinito anche se ha molti d� fastidio. D� fastidio che io sia rinato, mi sia reinventato, e che oggi abbia ripreso a lavorare e a fare calcio.
Il nuovo Belardelli quindi si appresta a vivere la sua terza tappa nei Balcani: dopo Bulgaria e Albania, ecco la Romania. �Stiamo costituendo un gruppo di valenti imprenditori, a giorno il team sar� ufficiale e stiamo prendendo incarichi importanti. Lavorare all�estero non vuol dire solo arricchirsi, vuol dire creare posti di lavoro, benessere nei paesi dove ti trovi, contribuire alla diminuzione della criminalit�. La Romania la conosciamo, � molto vicina a noi, e ci saranno tanti bei progetti, tra cui una iniziativa editoriale e non escludo anche un ritorno nel calcio, la mia grande passione. Senza quella non posso vivere�.
Belardelli chiude questa intervista riprendendo il messaggio di un articolo apparso qualche giorno fa sul Messaggero. Una intervista al grande ricercatore Mauro Ferrari, uno dei nostri simboli all�estero, emblema della fuga di cervelli. E� vero, in Italia vince il potere e non il merito. Per questo ho scelto i Balcani, la mia nuova isola felice.
Vorrei concludere questa intervista, dice Belardelli, rivolgendo un augurio di cuore a tutti i giovani imprenditori italiani nel mondo e alle aziende che operano con coraggio lontano dall�Italia. Voglio dire loro di non mollare, di rimboccarsi le maniche, perch� il made in Italy rappresenta il traino per uscire dalla crisi e il simbolo, l�immagine del nostro paese. (Globalpress Italia)

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