Berlusconi in prima persona all’assedio delle nostre comunità 

Nella scia di dichiarazioni che solitamente si accompagna alle uscite pubbliche del Presidente del Consiglio, non potevano mancare estemporanei riferimenti, per altro non confermati ufficialmente, al voto e alla rappresentanza dei cittadini italiani all’estero. Autentiche o meno che siano le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, le sue opinioni sugli italiani all’estero non sono invece misteriose. E’ nota, infatti, la diffidenza con cui Egli ha sempre guardato all’ingresso nella vita politica italiana dei cittadini che vivono all’estero. E a chiarimento di questo orientamento è arrivata di recente una nota di uno dei suoi consiglieri più ascoltati, l’ambasciatore Castellaneta, citato dallo stesso Berlusconi, che considera eccessivo il sistema di cittadinanza su cui il voto si poggia, lacunosa e farraginosa la legge applicativa, inopportuna la soluzione di una rappresentanza parlamentare, da sostituire utilmente – secondo l’Ambasciatore – da un CGIE costituzionalizzato. Scusate se è poco.

I punti sostanziali, comunque, delle affermazioni del Presidente del Consiglio sono che la rappresentanza parlamentare debba diventare simbolica (“uno o due alla Camera, uno o due al Senato”) e che prima della fine della legislatura, pur essendo il voto una “grande conquista”, egli intende mettervi mano. “Tanto più – aggiunge – che non è che tutti questi parlamentari stiano facendo un granché”.

Insomma, il quadro ora sembra compiuto. Dopo i tagli, che con la manovra si moltiplicheranno nel prossimo triennio, la “razionalizzazione” dei consolati e la normalizzazione della rappresentanza è il turno della “simbolizzazione” della componente parlamentare. E’ troppo scoperto l’intento riduttivo per prendere sul serio la proposta di costituzionalizzazione del CGIE, che appare un puro pretesto, per altro agli antipodi con la linea che il governo sta seguendo sulla riforma dell’organismo.

Per quanto riguarda, poi, l’utilità degli eletti, ci limitiamo a ricordare che finora quelli del PD hanno presentato 36 proposte di legge riguardanti tutti i principali aspetti della vita delle nostre comunità, 135 interpellanze e interrogazioni, una settantina di ordini del giorno e hanno assicurato, nonostante la difficoltà di conciliare la presenza in Parlamento con quella nelle ripartizioni continentali, una presenza che si attesta mediamente sull’85%. Più o meno altrettanto hanno fatto gli eletti all’estero della maggioranza. Dobbiamo sottolineare, inoltre, che i parlamentari eletti all’estero sono gli unici scelti direttamente dagli elettori. L’on. Berlusconi è sicuro che gli altri eletti abbiano fatto di più e meglio?

Per quanto ci riguarda, non ci faremo intimidire da affermazioni tanto autorevoli quanto gravi. Continueremo a sostenere e ad affiancare con convinzione la lotta che gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero hanno intrapreso per rompere l’assedio che questo governo e questa maggioranza hanno posto intorno alle nostre comunità.

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