La scure di Tremonti si abbatte sulla sanità  lombarda

Il viceresponsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti: “Invece di pensare a ridurre i costi e gli sprechi della politica, il governo pensa solo a tagliare e a mettere le mani nelle tasche degli italiani”

I tagli contenuti nella manovra economica del ministro dell’’Economia Giulio Tremonti potrebbero avere pesanti ripercussioni sulla sanità della regione Lombardia. Qualora le cifre che stanno circolando in questi giorni dovessero essere confermate, il taglio per la sanità lombarda sarebbe del 2%, quantificabile in circa 230 milioni di euro, numeri che metterebbero in seria difficoltà i dirigenti del Pirellone. A rischio le sostituzioni dei medici in procinto della pensione, le liste di attesa, e l’acquisto di apparecchiature sanitarie. “Con la manovra finanziaria in attesa di essere approvata dal governo – ha detto Enzo Graziano viceresponsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti – stanno venendo a galla tutte le promesse fatte che non potranno essere mantenute. Tutti sono a conoscenza dell’efficienza della sanità lombarda e del suo bilancio ma nonostante questo, contro ogni logica, si decidono tagli molto pesanti ”

La Lombardia a differenza di altre regioni: Lazio, Campania, Abruzzo e Calabria, può vantare il pareggio dei conti dal 2003 ma il giro di vite voluto dal governo rischierebbe di far saltare il banco. “Il prezzo delle scelte sbagliate di questo escutivo – ha proseguito l’esponente del movimento guidato da Antonello de Pierro – verrà pagato dai cittadini, che vedranno diminuire l’efficienza del servizio, e dalle persone che lavorano nel settore, che rischieranno di perdere il posto di lavoro. La domanda che mi pongo è: quello che si vuole è che la sanità lombarda diventi improduttiva, carente e sprecona come quella di altre regioni? La situazione è imbarazzante. Invece di tagliare i costi della politica (auto blu e viaggi a carico dello stato in primis) si continuano a mettere le mani nelle tasche degli italiani”.

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