Diventano legge i tagli alla lirica

La responsabile per i Beni Culturali dell’Italia dei Diritti: “I tagli del ministro Bondi sono inaccettabili”

Dopo una seduta durata circa due ore, ieri è definitivamente passato al Senato il contestato decreto Bondi, divenuto legge, che si prefigge di aggiustare i bilanci delle fondazioni Liriche che gestiscono 14 teatri e concretamente opererà numerose restrizioni tra cui quelle alle assunzioni. Con 150 voti favorevoli , Pdl e Lega, e l’impossibilità di fare ostruzionismo, per chi come l’Idv, si dichiara contrario al provvedimento.
“Senz’altro è una cosa deprecabile,- commenta Anna Nieddu la responsabile per i Beni Culturali dell’Italia dei Diritti – gravissima, che purtroppo si allinea nella linea politica generale dei tagli alla cultura. Ritengo si dovrebbero individuare altri settori in cui tagliare, non certo nel welfare e nei beni culturali, tutto sommato la cultura è la trasmissione di un patrimonio alle future generazioni, della nostra identità. Andrebbero riviste molte situazioni per evitare sprechi nel settore, come provvedere al monitoraggio e valutare il reale impatto nel settore di molte manifestazioni e premi di vario genere prima di erogare fondi. I tagli del ministro Bondi sono inaccettabili.”

Continuano anche le proteste dei lavoratori de ” La Scala “, che hanno suonato in piazza, a Milano sotto i portici, arie famose, esponendo striscioni contro il sindaco Moratti, accusata di non aver preso posizione sui fatti. Cartelloni polemici con scritte come “No alla cosca, si alla Tosca” oppure

“E' l'ennesima Traviata del Governo” anche dal partito di Antonio di Pietro.
“Le reazioni sono giustificate, – prosegue la Nieddu – , la cosa macroscopica è che non possono portare a nulla. L’attuale maggioranza di governo va, talvolta, sotto in parlamento, sovente sugli stessi decreti, evidentemente c’è una maggiore partecipazione e convergenza da parte delle opposizioni su precisi temi. La protesta – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro – va fatta soprattutto politicamente nelle istituzioni. Un senso di impotenza ci arriva da questo Governo, deciso anche se il paese si fermasse, a non rivedere in nessun modo le proprie decisioni. I partiti e i loro esponenti devono rendere concreto il malcontento della gente”.

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