I pensionati italiani residenti in Brasile pagano due volte le tasse

Riceviamo da un attivo lettore, che abita in Brasile, una grave denuncia.
Risulta che i pensionati italiani residenti in Brasile soffrono con una
doppia imposizione fiscale, nonostante che la Convenzione sottoscritta fra i
due paesi stabilisca il contrario.

La prima tassazione avviene alla fonte operata dall'Inps che trattiene
l'IRPEF sulla pensione da erogare, la seconda in base alle leggi brasiliane
e alla Convenzione, entrambe, prevedono che il pensionato residente in
Brasile ha obbligo di pagamento delle imposte nel solo Paese di residenza.
La convenzione ratificata con Legge 844 del 29 novembre 1980 è stata
sottoscritta da Italia e Brasile, proprio per evitare che i pensionati
italiani residenti in Brasile pagassero due volte le tasse sullo stesso
reddito. La convenzione stabilisce che i pensionati italiani residenti in
Brasile paghino le tasse solamente nel Paese di residenza, cioè il Brasile.
Convenzioni simili, e con la stessa finalità, sono state firmate anche con
altri Paesi quali Venezuela, Svezia, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda,
Thailandia, Australia, Canada tanto per citarne alcuni.
Le cose sono andate bene fino all'anno 2000, poi, in seguito ad una
interpretazione diversa e molto discutibile della norma inserita in una
circolare interna dell'Ente, l'INPS ha cominciato ad effettuare la
trattenuta dell'IRPEF alla fonte, penalizzando fortemente i pensionati
italiani. Uno degli aspetti più inspiegabili della vicenda, è che sembra che
Patronati e Sindacati non vogliano occuparsi di questa tematica, che
dovrebbe essere di loro competenza naturale. In pratica, con la doppia
tassazione i pensionati si vedono ridotto sostanzialmente il loro reddito,
anche del 35% o più, dovendo di conseguenza rinunciare a servizi essenziali
come la salute.
In Brasile, infatti, avere un'assicurazione privata sulla salute il
cosiddetto plano de saúde, è praticamente obbligatorio per avere trattamenti
sanitari accettabili. Sempre parlando in termini di sanità, parte dell'IRPEF
trattenuta alla fonte dall'INPS, per la precisione l'8% è proprio contributo
sanitario. È bene ricordare che non appena una persona si iscrive all'AIRE
perde il diritto all'assistenza sanitaria in Italia fatta eccezione per il
pronto soccorso (provate a rivolgervi alle Asl, per vedere i “documenti
kafkiani” che vengono richiesti e che qualcuno ci smentisca!). Ossia, oltre
al danno…la beffa!
Come Associazione Italo-Brasiliana di Porto Seguro “Anita Garibaldi”,
chiediamo al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, al
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Presidente della Camera dei
Deputati Gianfranco Fini, al Presidente del Senato Renato Schifani, a tutti
i Ministri, Parlamentari e Sindacalisti che si sforzino per porre fine a
questo impasse e non voltino le spalle ai pensionati italiani residenti
all'estero.

Per ulteriori informazioni l'e-mail di Virgilio Toniati è: vtoniati@yahoo.it
oppure virgiton@hotmail.com

Comunicazione inviata da Antonio Alberghini dell'Assiciazione
Italo-Brasiliana di Porto Seguro “Anita Garibaldi” al Vicepresidente
dell'associazione Mantonvani nel Mondo Antonello Confente.

Patrizia Marcheselli

www.lombardinelmondo.org

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