Il presidente Barack Obama ha chiuso il vertice dei grandi del pianeta a Toronto prendendo atto del fatto che non esiste una ricetta unica per portare avanti la battaglia per la ripresa economica

G20, Obama: “E' stato un successo”. Deficit sarà dimezzato entro il 2013

Mentre il G20 ha sottoscritto il 'mantra' del presidente Usa che la priorità è quella di salvaguardare e potenziare la ripresa, nello stesso tempo Obama ha accettato la conclusione che esistono strade diverse per arrivare a questo traguardo: la riduzione del deficit dovrà essere adattata alle condizioni particolari di ciascun paese. Gli Usa – ha detto Obama – ''stanno guidando con l'esempio: le nostre azioni audaci hanno avuto successo sulla strada della crescita economica''. Mentre ''diversi dei nostri partner europei stanno operando difficili decisioni: ma dobbiamo essere consapevoli che la nostra salute fiscale sarà basata in futuro in gran parte sulla nostra abilità nel creare oggi crescita e occupazione''.Resta da vedere quanto l'obiettivo di dimezzare il deficit entro il 2013 – fissato dal G20 – sarà realisticamente conseguibile. Il presidente Usa ha affermato di essere una persona ''che mantiene sempre le sue promesse'' anche se alcuni continuano ogni volta a sorprendersi (ha citato la riforma sanitaria e l'ammissione dei gay dichiarati nelle forze armate) Obama aveva ammonito l'Europa sui pericoli di tagli troppo massicci. Ma al G20 si è trovato in chiara minoranza mentre un paese dopo l'altro sottolineava la necessità di ridurre i loro deficit indicando la vicenda della Grecia come spauracchio. Il presidente Usa ha ricevuto un sostegno inatteso dalla Cina un segno forse del disgelo tra Washington e Pechino che ha portato ad omettere la questione dello yuan dal comunicato finale ed ha fatto scattare un invito a Hu Jintao per una visita ufficiale di stato negli Usa. E' solo la terza da quando Obama è alla Casa Bianca.Obama ha detto di considerare un passo positivo la maggiore flessibilità del cambio dello yuan ma è solo un primo passo e il giudizio può essere dato solo tra alcuni mesi. Ha però ammonito – con un riferimento che la Cina non può non prendere in seria considerazione – che nessun paese deve basare la sua prosperità puntando sulle esportazioni in America. Sul piano internazionale ha definito ''inaccettabile'' il ''comportamento belligerante'' della Corea del Nord. Ha ribadito che l'Afghanistan sarà partner per molti anni degli Usa ma questo non significa una presenza altrettanto lunga delle truppe americane.Ue, non passa la tassa alle banche – Una vittoria a metà. Così l'Europa esce dal G20 di Toronto, incassando un impegno preciso sul fronte della riduzione dei deficit. Ma perdendo su quello di una tassa globale sulle banche: proposta affossata nelle conclusioni del vertice, così come l'ipotesi di una tassa sulle transazioni finanziarie. Un'idea, quest'ultima, fortemente sostenuta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, ma contrastata anche da molti Paesi della Ue, Italia compresa. ''E' stata accolta la nostra linea che il risanamento non compromette la crescita'', ha detto soddisfatto il presidente della Commissione Ue, Jose' Manuel Barroso. E in effetti, dopo il braccio di ferro con gli Stati Uniti, l'aver inserito nella dichiarazione finale del summit l'obiettivo minimo di dimezzare i deficit entro il 2013 e di stabilizzare i debiti pubblici entro il 2016 e' un riconoscimento alla posizione della Ue.Ue pressata dalle tensioni sui debiti sovrani di alcuni Paesi dell'Eurozona è costretta a perseguire la strada di un drastico risanamento dei conti. E' un successo soprattutto della cancelliera Merkel, che con la sua manovra da 80 miliardi di euro in quattro anni, ha alzato l'asticella del rigore nell'intero Vecchio Continente, costringendo tutti i Paesi ad accelerare il consolidamento delle finanze pubbliche. E facendo storcere il naso agli Stati Uniti che avevano insistito sulle necessità di non mettere troppo l'accento sul rigore a discapito della ripresa. Meno fortuna ha avuto invece la proposta di una tassa sulle banche, la piu' sbandierata dall'Europa alla vigilia del summit, quando Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e David Cameron hanno annunciato la sua introduzione nei rispettivi Paesi. Pur riconoscendo la necessità di un sistema finanziario che sia in grado di pagare per future crisi, nella dichiarazione finale del G20 si sottolinea come questo obiettivo può essere raggiunto attraverso ''un'ampia gamma di approcci politici''. Anche attraverso la via fiscale, ma senza alcun vincolo.Gli europei mascherano il mancato successo. ''Il G20 ha riconosciuto che una tassa sulle banche e' legittima, e l'Europa fara' da apripista'', ha detto il presidente francese, Nisolas Sarkozy. Anche per Barroso ''i nostri partner hanno ritenuto la tassa uno strumento utile''. Sconfitta soprattutto della Merkel la decisione del G20 di non menzionare l'ipotesi di una tassa sulle transazioni finanziarie, che la cancelliera tedesca e' comunque determinata a portare avanti anche solo a livello europeo. (ANSA)

Berlusconi: “Azzeramento del deficit è possibile” – Gli Stati hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità, è giunto il momento di tirare la cinghia e stringere i cordoni della borsa: l'Italia lo può fare anche raggiungendo l'ambizioso traguardo di abbattere il deficit nel 2016, Ma tutti – compresi i riottosi governatori – devono mettersi in testa che gli sprechi devono essere eliminati. Silvio Berlusconi tira le somme del G20 di Toronto. Un vertice, sostiene, che si è svolto in un clima decisamente diverso da quell'atmosfera ''drammatica'' dei giorni della tempesta che ha scosso le economie di mezzo mondo. Ora, sostiene il presidente del Consiglio che siede in sala stampa in compagnia di Giulio Tremonti, è convinzione di tutti che la crisi sia ''alle spalle''. Ma ciò non significa che i sacrifici siano finiti.Il Cavaliere rivendica i meriti del governo – “Siamo stati i primi a imboccare la strada” del consolidamento di bilancio accompagnato da un sostengo allo sviluppo. La manovra del governo, sostiene, persegue entrambi gli obiettivi: da un lato mette in sicurezza i conti, dall'altro non affossa la crescita visto che le tasse non sono aumentate e il governo ha investito “quasi 10 miliardi” per sostenere il mondo delle imprese. Berlusconi rivendica poi di aver previsto il flop della proposta di Berlino di tassare le transazioni finanziarie. “L'esplicita richiesta della cancelliera tedesca non ha trovato seguito e io sono stato buon profeta nel dire che trovare accordo di tutti sarebbe stato difficilissimo'', sottolinea il premier. Circa il formato dei summit, Berlusconi da un lato riconosce che il G20 ormai è il club dove si prendono le decisioni, dall'altro conferma la sua predilezione per il G8. ''Questo G20 si è definitivamente affermato come il vertice per la govenance economica e non solo del mondo'', ammette. Tuttavia, aggiunge, ''tutti sono convinti che il G8 debba continuare a esistere''. Parla dell'incontro con il premier turco Erdogan e del sempre meno intenso desiderio dei turchi di entrare nell'Ue.Ma è sulla politica economica che il premier concentra la sua attenzione. Prima definisce ''ottimistico'' l'obiettivo di azzerare il deficit entro il 2016. Poi dice di averlo definito cosi' solo perche' il ministro dell'Economia ''era già preoccupato'' di dover raggiungere il target nel 2013 (di dimezzare il disavanzo, come previsto nella dichiarazione conclusiva). Insomma, spiega sorridendo Berlusconi, ''ho detto ottimistica per fargli una carezza, pero' penso che si possa raggiungere, questo è il mio pensiero''. Ma Tremonti, la butta sullo scherzo: ''Ma stava parlando del mondo, del G20…''. Ma Berlusconi riprende il filo del discorso e serio aggiunge: ''Quando si dice che molti Paesi anche fuori dall'Europa sono vissuti al di sopra delle proprie possibilita' si dice la verita'''. Insomma, prosegue, ''ci dovremo rassegnare a diminuire le nostre spese''. Da qui, la richiesta alle regioni di guardare in faccia alla realta': ''Abbiamo messo gli occhi dentro l'amministrazione dello Stato, le regioni, le province e i comuni e ci si e' accapponata la pelle: E' chiaro che chi ha comuni e ci si e' accapponata la pelle: E' chiaro che chi ha la responsabilita' di governare le regioni difende lo staus quo'', ma pur essendo ''difficile e doloroso, ma non si puo' andare avanti cosi' a sprecare i soldi dei cittadini''.Draghi: “Nuove regole non rallenteranno la ripresa” – “Ci assicureremo che le nuove regole non creino scompiglio sui mercati e non rallentino la ripresa” economica. Lo ha detto il presidente del Financial Stability Board (Fsb) e governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, al termine del G20. I leader si sono impegnati ad adottare Basilea III a novembre a Seoul, precisando che “é ancora presto” per decidere quali saranno i tempi degli accordi transizione prima dell'adozione complessiva. Nella lettera invita al G20, Draghi spiega che per le riforme di Basilea III “è opportuno prevedere tempi di attuazione ragionevoli che tengano conto delle diverse situazioni nazionali. Le differenze nazionali verranno a ridursi man mano che i vari paesi saranno pronti ad accogliere l'accordo globale”. “E' stato un buon meeting”: i leader hanno utilizzato “un linguaggio molto forte su capitale e liquidita”. Lo ha detto il presidente del Financial Stability Board (Fsb) e governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, sottolineando che i leader del G20 hanno espresso il proprio appoggio sul lavoro svolto dall'Fsb per risolvere l'azzardo morale legato alle società troppo grandi per fallire.”Buoni progressi sono stati registrati nelle ultime settimane sui nuovi standard per rafforzare la liquidità e il capitale delle banche e limitare il leverage”. E' quanto afferma Mario Draghi, presidente del Financial Stability Board, nella lettera inviata ai leader del G20, nelle quale constata che “la qualità e l'ammontare di capitale nel sistema finanziario deve essere significativamente maggiore per migliorare la resistenza” delle banche agli shock. Le autorità – aggiunge Draghi – dovrebbero garantire degli accordi “di transizione che consentano di muoversi verso più robusti standard di capitale senza mettere la ripresa a rischio”.Al G20 Draghi consegna anche un report preliminare, quello definitivo arriverà al G20 di novembre, nel quale delinea sei principi per fissare un contesto normativo internazionale, fra le quali avere a disposizione strumenti di risoluzione, imporre requisiti supplementari prudenziali, rafforzare le infrastrutture del sistema finanziario per ridurre i rischi di contagio. Ai grandi della Terra, Draghi consegna anche un rapporto sui progressi effettuati sugli altri temi importanti della riforma regolatoria, ovvero migliorare i derivati over-the-counter, rafforzare la trasparenza e l'adesione agli standard internazionali. “Il 2010 è un anno critico per far avanzare riforme globali in queste aree”.http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/10/06/28/g20-si-rigore-niente-tasse-banche-ue-scelte-difficili.html

Lascia un commento