Umberto Bossi si è divertito a lanciare il sasso. Adesso però deve nascondere la mano

Umberto Bossi chiede scusa alla Nazionale: “La mia era una battuta. Spero che gli azzurri vincano il Mondiale”

Umberto Bossi si è divertito a lanciare il sasso. Adesso però deve nascondere la mano. Mica tutti i leghisti sono anti-azzurri. E siccome il Senatur è abituato a coltivare con cura il suo orticello c’è restato molto male quando ha capito d’aver calpestato la sua insalatina. Così arriva il solito dietrofront tanto caro al mondo leghista: “Chiedo scusa alla Nazionale: la mia era una battuta, fatta alla buvette, mentre ero con i miei – ha aggiunto Bossi – e guarda che casino che è venuto fuori!”. Nel casino Bossi, furbacchione, ci sguazza a meraviglia.Il capo del Carroccio, adesso dice che si tratta di una battuta, “come ne fanno tutti quelli che seguono il calcio quando sono tra amici. Adesso starò più attento a fare battute, meglio non farle davvero, si rischia di far casino se non si è capiti. E comunque chiedo scusa alla Nazionale. Finirà che gli azzurri vinceranno il campionato del mondo, io gli faccio gli auguri”. Pentito? “Ho chiesto scusa alla Nazionale – replica Bossi deciso – Per il resto stop. Una cosa è chiara, anche se già la sapevo, ed è il vecchio proverbio popolare Scherza con i fanti ma lascia stare i santi. Toccare la nazionale è, in questo momento, come scherzare con i santi”. Un augurio da scongiuri: quando il Senatur ha governato con Berlusconi all'Italcalcio è andata sempre male. Un calcio alle polemiche lo dà un pedatore della Nazionale dei Parlamentari che ha colto l’occasione per scrivere al Commissario Tecnico: “Caro Lippi, un affettuoso in bocca al lupo per la partita con la Slovacchia. Le scrivo perché vorrei che da Varese, la città del più forte attaccante degli anni '50 (Gigi Riva da Leggiuno, atleta e uomo di raro spessore), Le arrivi anche un sincero augurio da tanti che, come me, da sempre sono tifosi della Nazionale''. A scrivere al ct della Nazionale è Daniele Marantelli, Pd, classe 1953, con un qualcosa in più rispetto ad altri parlamentari: “Sono un deputato, anche se non famoso come Umberto Bossi, però indosso, con un certo orgoglio, la maglia numero 10 della Nazionale Parlamentari. Mi è stata affidata qualche anno fa dalla mitica Carolina Morace e confermata più recentemente da una splendida persona qual è il nostro attuale allenatore Giancarlo De Sisti, un grande del nostro calcio”.Prosegue il numero 10: “Ho grande stima di Lei. Tuttavia, ancorché pratichi calcio fin da ragazzo, non mi permetterei mai di darle consigli tecnici. Sarebbe patetico. Anche se come tutti gli italiani in questi giorni “sparlo” di moduli e tattiche di gioco. Un altro motivo che mi ha spinto a mandarLe questa lettera è che non sono abituato a 'salire sul carro del vincitore'. Anzi, da sempre sono stato educato a stare dalla parte dei più deboli, di chi ha bisogno”. “In politica, nel lavoro e nello sport ho cercato, con alterni risultati, di ispirarmi sempre ai valori di libertà, uguaglianza, onestà, rispetto per gli altri. Valori che mi hanno insegnato i miei genitori. Due operai. Sento che la nostra Nazionale vive ore delicate. L'Italia, pur con i suoi ritardi storici e difetti recenti, è un Paese ammirato in tutto il mondo. Non c'é angolo del mondo in cui ci sia un bambino, ricco o povero, che non sogni di visitare un giorno il nostro Paese. Bambini che sicuramente non distinguono Varese da Viareggio, ma sanno perfettamente che cosa rappresentano Roma e l'Italia nel mondo”.
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