GONNELLA (PIE) COMMENTA L’ONOREVOLA

GARAVINI (PD):“Servizi meno burocratici, ma più efficaci e più vicini alla gente? Per le comunità all’estero è un sogno – e resterà tale, a giudicare dalla posizione del Governo sulla convenzione-quadro tra patronati e Farnesina”. Lo dice con amarezza la deputata democratica Laura Garavini, prima firmataria di un’interrogazione nella quale si sollecita il Ministero degli affari esteri a “disporre l’immediata firma” dell’accordo che prevede di affiancare i patronati ai consolati nell’erogazione di tutta una serie di servizi ai cittadini” https://archivio.politicamentecorretto.com/index.php?news=24938

Si vede carissima Onorevola.che Lei anche se residente all’estero non ha mai vissuto tra I comuni mortali! Non sono i patronati che andrebbero affiancati ai Consolati, bensi’ I Comites, come da noi proposta tramite petizione di commune necessita’, un anno fa, oggi in Commissione Affari Esteri. Tutti I patronati invece andrebbero aboliti, inutile e troppo costosi, di fatto delle mangiatoie elettorali. E’ una riforma pragmatica quella da noi proposta , le rinfresco la memoria:

PETIZIONE N: 607

Il PIE è per l'abolizione del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE), organismo ormai del tutto pletorico, estremamente costoso e inefficiente. Il PIE intende esercitare un severo controllo sulla correttezza, sull'efficienza e sulla trasparenza delle nostre rappresentanze all'estero (Ambasciate, Consolati, Uffici Commerciali, Istituti di Cultura, Camere di Commercio, ecc). La lotta agli sprechi e ai soprusi andrà a beneficio di tutti gli italiani.

– Il PIE è per la riorganizzazione dei vecchi Comites con sistemi elettivi trasparenti sotto il controllo preventivo del dipartimento estero e con la possibilità, una volta alleggeriti dall'elefantismo dei CGIE, di poter incaricare, con nomine ufficiali, delegati governativi che organizzino le operazioni di voto con funzioni ispettive e di controllo. Questi nuovi organismi faranno da strutture locali per le esigenze degli Italiani ivi residenti.

I compiti dei Comites debbono restare ben distinti da quello dei Consolati. I Presidenti dei Comites vanno eletti direttamente e non scelti dai Consiglieri. Il compito del Presidente, sarà quello di coordinatore senza diritto di voto, mentre il potere decisionale resterebbe ai Consiglieri a maggioranza relativa con voto segreto.

Per evitare ulteriori sprechi occorre spostare le sedi e le segreterie nei Consolati. Le riunioni da tenersi negli stessi o negli Istituti di Cultura con dibattiti ed interrogazioni da parte dei partecipanti.. In altre parole, coinvolgere ed invogliare di più’ i cittadini e in primis i giovani.

I Presidenti dei Comites avranno il compito di presentare agli eletti all’estero nelle rispettive Circoscrizioni, un’appropriata relazione di proposte e interrogazioni, scaturita dalle riunioni. Almeno fino a termine di legislatura.

Va istituita una Commissione di monitoraggio dei Comites all’interno del Comitato Permanente Italiani all’Estero, sanzionando con dei richiami i Comitati dormenti o poco efficienti, dopo il terzo richiamo prevederne la chiusura.

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