Convegno Legacoop del 18 giugno

Cari/e amici/e e colleghi/e

Generalmente non sono solito chiedere esplicitamente il vostro sostegno. In questo caso sì.
Sono infatti a chiedervi gentilmente di dare il massimo spazio al convegno previsto venerdì a Villa Manin (qui di seguito vi ripropongo il comunicato stampa che ho già inviato). Tratterà un tema oltremodo delicato non solo per le migliaia di lavoratori alle 'dipendenze' delle Cooperative sociali in Friuli Venezia Giulia, quanto anche per le (ancor di più) migliaia di utenti-beneficiari dei servizi erogati dalle Cooperative. Senza dimenticare che una buona parte dei soci lavoratori delle stesse (mi riferisco alle Coop B di produzione lavoro) sono persone svantaggiate, ovvero disabili, anche fisici, persone con sofferenza mentale, ex alcolisti, ex carcerati, e via dicendo. Persone che stanno cercando di ricostruire la propria vita e per le quali il (re) inserimento lavorativo risulta propedeutico ad un (re) inserimento nella società.
Non vado oltre. Qui sotto c'è il comunicato. Dateci il maggiore spazio possibile e, se potete, partecipate ai lavori di venerdì.
Un abbraccio e grazie in anticipo per quanto vorrete fare!

Fabio Della Pietra
348 8721497
(Segreteria organizzativa del convegno a cura di Legacoop Fvg: Federica Visentin tel. 0432 299214)

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Obbligo di applicazione dei Contratti e continuità occupazionale dei lavoratori
Le clausole sociali negli appalti pubblici
Quale futuro per gli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate?

Villa Manin di Passariano (Ud)
Sala Ristorante “del Doge”
Venerdì 18 giugno – ore 10-12.30

Passariano

Quale continuità occupazionale e quale rispetto dei Contratti di lavoro oggi, in una società dove l’occupazione – non conta se stabile o temporanea, a tempo pieno o a tempo parziale – sembra esser diventata ogni giorno che passa sempre più un miraggio. A volte fuori portata, per molti, soprattutto per le persone svantaggiate o disabili. Peraltro di uomini e donne che senza lavoro sono rimaste, all’improvviso, ce ne sono eccome. Già perché il lavoro non sempre c’è, neanche nel ricco ed un tempo opulento Nordest. Almeno non più come un tempo. E se anche si trova, segue regole che regole non sono, almeno non sempre. A volte, addirittura, sono fuori legge. Una sorta di ‘far west’. Qualche esempio? La cattiva abitudine degli appalti cosiddetti al “massimo ribasso”, che non si fondano su criteri di qualità del lavoro svolto, ma sul prezzo più conveniente dal punto di vista strettamente economico. Un vertice tra amministrazioni pubbliche del Friuli Venezia Giulia, organizzazioni sindacali e società cooperative affronterà venerdì 18 giugno a Villa Manin di Passariano (Ud) due temi particolarmente delicati: l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e “Le clausole sociali negli appalti pubblici”, che dà anche il titolo alla giornata.

Sono ancora diverse le aziende, piccole o medie o anche grandi, in Friuli Venezia Giulia come in Veneto, che riducono le maestranze, licenziano, mettono in mobilità, fanno ricorso alla cassa integrazione a causa della imperante crisi generalizzata di questi ultimi tempi. Che ha coinvolto anche alcune Cooperative della nostra regione. Lasciando a casa uomini e donne.Va evidenziato però che qualcosa si muove. Le “clausole sociali” sono diventate un elemento importante di un sistema di appalti che, grazie alla più recente normativa comunitaria e nazionale in materia (Direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, recepita ed integrata dal Decreto Legislativo 163/2006 “Codice degli appalti”), tende a muoversi sempre più verso l’orizzonte della procedura economicamente più vantaggiosa – basata sui criteri di qualità – abbandonando progressivamente la modalità antiquata del “massimo ribasso”, che tiene conto esclusivamente del prezzo.
All’interno di tale quadro, particolare interesse rivestono le normative che, con i richiami di legge alla Contrattazione Collettiva Nazionale e di II livello territoriale, si pongono il problema di tutelare la condizione ed i diritti dei lavoratori (in grandissima parte donne) sia durante l’appalto (con il rispetto delle condizioni retributive, previdenziali, assistenziali e normative), sia al momento cruciale del passaggio da un appaltatore ad un altro. Un esempio positivo è stato l’accordo sindacale di II livello FVG del 2005, che ha introdotto un importante precedente, in anticipo sulla contrattazione nazionale, con il riconoscimento dell’anzianità e dei diritti acquisiti dei lavoratori nei cambi di appalto.
In particolare, le normative specifiche relative alla figura del socio lavoratore di cooperative e quelle che hanno definito la responsabilità solidale della stazione appaltante e dell’appaltatore (Legge 142/2000; art. 29 del Decreto legislativo 276/2003; Protocollo Cooperazione sottoscritto dal Ministero del Lavoro il 10 ottobre 2007), offrono oggi un quadro all’interno della quale si collocano le tutele dei lavoratori, garantiti anche sotto l’aspetto dell’indicazione esplicita del CCNL di riferimento minimo da prendere in considerazione, in sede di procedure di aggiudicazione.
Particolare attenzione alla qualità del servizio da rendersi all’utenza è dedicata dalla normativa in materia di servizi alla persona che – in particolare con la Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 febbraio 2009 sull’economia sociale – rafforza il dettato delle leggi 381/1991 sulla Cooperazione Sociale e 328/2000 di riforma del sistema integrato dei servizi sociali, che prevedono una progressiva “fuoriuscita dalla necessità dell’appalto”, verso forme di affidamento adeguate alla delicata natura delle prestazioni in materia sociale, sanitaria ed educativa. Un percorso che arriva fino alle leggi regionali 6 e 20/2006 FVG, e confermato dal Decreto Legislativo 163/2006 (Codice dei Contratti, specificamente nell’incipit dell’articolo 52).

In questo contesto, le “clausole sociali” diventano particolare strumento di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e disabili, anche nell’ambito delle procedure di affidamento “superiori alla soglia comunitaria”, con un percorso che vede le due regioni più nordorientali d’Italia sperimentare diverse modalità – sempre più estese – di utilizzo degli spazi concessi dalla normativa comunitaria e nazionale, sia in termini di affidamento di servizi volti all’inserimento lavorativo, sia di affidamento di servizi socio-sanitari-educativi.
La prospettiva comparativa fra la situazione del Friuli Venezia Giulia e del Veneto appare quanto mai stimolante, proprio nel momento in cui sta per essere emanato dall’Amministrazione regionale l’atteso Atto di indirizzo di attuazione dell’art. 35 della l.r. 6/2006 FVG, relativamente agli affidamenti dei soggetti del Terzo Settore.
Venerdì 18 giugno a Villa Manin di Passariano, nella Sala ristorante “del Doge”, avrà luogo dalle 10 alle 12.30 il convegno “Le clausole sociali negli appalti pubblici. Continuità occupazionale dei lavoratori, obbligo di applicazione dei CCNL specifici, inserimenti lavorativi di persone svantaggiate”. A presiedere i lavori Loris Asquini e Nicola Comunello, responsabili regionali di Legacoopservizi Fvg e Veneto; relatori Gianfranco Piseri, della Presidenza di Legacoopservizi nazionale, Gian Luigi Bettoli e Loris Cervato, rispettivamente responsabili regionali Legacoopsociali Fvg e Veneto. Parteciperanno al vertice le società cooperative, le pubbliche amministrazioni, le organizzazioni sindacali e gli operatori del settore.

Organizzano: Legacoopservizi e Legacoopsociali – Fvg e Veneto.
Segreteria organizzativa Federica Visentin tel. 0432.299214 – visentinf@fvg.legacoop.it

Per Legacoopservizi e Legacoopsociali Fvg e Veneto

Fabio Della Pietra
Ufficio Stampa
Cooperativa sociale Itaca
Pordenone
www.itaca.coopsoc.it
Prot. 840

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