Ulteriori discussioni sul voto all’estero:” La legge Tremaglia e’ incostituzionale, perche’ non equiparata a quella nazionale”

Nella seduta di ieri del Comitato Permanente sugli Italiani nel Mondo, “capitanata” dal Sindaco e Onorevole Marco Zacchera, l’obiettivo era quello di individuare proposte, indirizzi e valutazioni riguardante l’esercizio del voto all’estero.Antonio Razzi che ha illustrato i vantaggi connessi all’introduzione del voto elettronico, in relazione al quale egli stesso ha presentato nei mesi scorsi una proposta di legge, e segnalato la necessità di procedere alla abolizione delle preferenze nell’espressione del voto per corrispondenza.
Marco Fedi (Pd) ha rilevato la necessità, al fine di evitare brogli elettorali, di un’equiparazione della disciplina che regola il voto all’estero a quella attualmente vigente in Italia, fatto salvo il voto per corrispondenza. Egli non si oppone alla possibilità del voto elettronico, pur precisando che al momento l’ipotesi appare prematura e che “il voto all’estero non deve essere il luogo per sperimentare eveftuali innovazioni rispetto al voto nazionale”. Fedi conclude annunciando la presentazione da parte del suo gruppo di una proposta di legge sulla questione del voto degli italiani all’estero, apprezzando l’indicazione di metodo evidenziata da Zacchera e finalizzata alla verifica di un consenso bipartisan sulle principali tematiche riguardanti le materie di interesse del Comitato. Guglielmo Picchi (Pdl) ha rilevato la possibilità di un miglioramento delle procedure elettorali e ha concordato sulla necessità di inserire in esse correttivi, quali la preventiva registrazione al voto per corrispondenza. Pur guardando alla possibilità del voto elettronico, “con particolare interesse”, anche Picchi, alla stregua di Fedi, ha segnalato però la necessità di evitare “fughe in avanti rispetto alle procedure nazionali”. A favore del voto per corrispondenza anche Amato Berdardi (Pdl), che ha richiamato in proposito l’esperienza statunitense, in cui viene richiesta la registrazione degli aventi diritto garantendo “procedure corrette e riduzione dei costi”, e Laura Garavini (Pd), che ha inoltre manifestato apprezzamento per il metodo di lavoro seguito dal Comitato e per la presenza alla seduta dei parlamentari della maggioranza.
Razzi (Idv), nell’approvare il richiamo all’omogeneità delle procedure di voto nazionali e per la circoscrizione Estero, con l’unica particolarità del voto per corrispondenza, ha precisato come quest’ultimo debba essere “rigorosamente disciplinato per scongiurare eventuali indebite interferenze”. Dal canto suo Fedi ha invece rilevato l’opportunità di approfondire “in sede informale e tecnica” i temi sin qui sollevati. ( fonte: Imform)

Tre punti basilari da prendere in seria considerazione quando si passera’ ai fatti

1) Il voto all’estero deve essere passivo e attivo equiparato a quello nazionale, ossia a tutte le tornate elettorali

2) Il cittadino deve essere messo in grado e in piena liberta’ di poter scegliere le modalita’ di voto e iscrizione al registro elettorale ad ogni tornata elettorale ( voto postale, seggi e voto elettronico)

3) Occorre altresi’ garantire al cittadino italiano all’estero il voto passivo con una rappresentanza in proporzione al registro Aire in tutte le liste presentate ( abolendo circoscrizioni estere e Cgie)

Abbiamo chiesto troppo? I leghisti ci hanno insegnato che per ottenere il dito, bisogna chiedere il braccio

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