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MOVIDA NOTTURNA SUL TEVERE, CALGANI APPOGGIA LE PROTESTE DEI RESIDENTI

Il responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti: “È Fondamentale il rispetto dei principi della legalità”

“E' inutile schierarsi pro o contro qualcosa, va trovata una soluzione conciliante tra residenti e necessità di manifestazioni che una grande città come Roma garantisce a cittadini e turisti”. È quanto sostenuto da Alessandro Calgani, responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti in merito all’allarme lanciato questa mattina dall’Associazione abitanti centro storico della Capitale sull’occupazione estiva delle banchine del Tevere da parte dei gestori delle bancarelle allestite ogni anno a pochi metri dalle rive del fiume, causa secondo i residenti di rumori e schiamazzi. Inoltre, l’Associazione lamenta le promesse non mantenute dal sindaco Alemanno che solo qualche giorno fa garantiva più controlli per contrastare il caos notturno. Infatti a suscitare l’indignazione dell’Associazione, è anche l’assoluta mancanza di rispetto per i degenti dell’ospedale Fatebenefratelli che saranno costretti a tollerare fastidiosi rumori provocati dalla movida romana.

“Il paletto fondamentale è il rispetto di un regime di legalità – continua Calgani- , ma dire questo non significa che avere l'autorizzazione all'esercizio di attività commerciali si traduca automaticamente nello stare in regola. Innanzitutto le assegnazioni degli spazi devono rispettare i requisiti previsti dai regolamenti, la valutazione dell'impatto acustico deve avere carattere vincolante alla concessione, gli strumenti di controllo attraverso vigili urbani devono essere costanti ed ove sussistano cause di forza maggiore che rendano un disagio ai cittadini, a questi dovrebbero essere concessi indennizzi sotto varie forme. Ciò a ragione del fatto che indirettamente prestano servizio al benessere sociale ed economico della città. Mi piace sempre lanciare una provocazione – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, ma neanche poi tanto: sarebbe bello che chi sbandiera decisioni, trascorra anche una sola notte nelle condizioni di chi vive il disagio denunciato”.

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