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L’Italia e’ Una ed indivisibile!!!

Il Regno di Sardegna e tutto il Popolo Italiano fondarono nel 1861 il Regno d’Italia e lo Stato Unitario, la Prima Capitale Torino, la Seconda Firenze e finalmente la Citta’ eterna nel 1870 proclamata Capitale d’Italia. Roma la Capitale del Regno d’Italia! L’Unita’ d’Italia non fu un’impresa facile e per molti secoli impossibile!

Sia prima e dopo l’Unita’ d’Italia, il Popolo Italiano per conquistare uno spazio ed essere alla pari con le altre nazioni che ci precedettero, l’Italia con tutto il Popolo Italiano affronto’ duri sacrifici, motti, rivoluzioni, duri scontri, subiti e provocati inevitabilmente morti per avere affrontato guerre giuste e non giuste, ma quello era il prezzo da pagare per raggiungere l’Unita’ d’Italia.

Ancora sacrifci, distruzioni, morti ed altre guerre per fare galleggiare la nave del Regno d’Italia e tutti i Governi avvicendatosi dal 1861 al 1946 prima del Referendum Costituzionale che cambio’ la forma dello Stato per sostituirla con una repubblicana, forse l’intenzione era quella di migliorare la democrazia rispetto quella del Regno d’Italia ed il 2 Giugno osservata come Festa della Repubblica. Allora la Monarchia, il giorno 4 Giugno, Celebrava l’anniversario dello Statuto ed era la Festa Nazionale in tutto il Regno e continuo’ anche nel periodo del ventennio Fascista.

Poiche’ siamo alla vigilia del 150mo dell’Unita’ d’Italia e’ doveroso ricordare che il frettoloso Referendum, a un anno dalla fine del II Conflitto Mondiale, con il territorio di sovranita’ nazionale occupata dalle truppe anglo-americane non fu richiesto dal popolo e nemmeno da Re Umberto II di Savoia. Evento frettoloso perche’ mirato ad escludere dal voto alcuni milioni di persone e senza una corretta motivazione che giustificasse il ricorso alle urne e soprattutto senza descrivere sufficientemente cosa fosse nella realta’ lo Stato repubblicano.

Al di la’, di quanto sopra citato, emersero lacune che offesero i principi elementari di espressione democratica ed in molte zone d’Italia non fu garantita la copertura del servizio d’ordine sul territorio italiano, una situazione che favori’ probabilmente turbolenze e da non escludere l’inquinamento del clima ai limiti del soffocamento della vera atmosfera di liberta’ e di democrazia.

Quindi, intuibile il danneggiamento morale a tutti coloro che volevano esprimere liberamente il loro voto e come se non bastasse, storicamente accertato che ci furono non pochi brogli che si potrebbe pensare abbiano orientato il lago della bilancia alterarandone l’esito della consultazione refendaria che indubbiamente modifico’ la storia italiana relegando la Monarchia come cimelio da essere messo in mostra in un qualche museo nazionale italiano.

Una certa classe di italiani dirigenti dell’allora politica che rappresentarono l’Italia del periodo post-bellico ebbi la percezione che alcuni furono educati politicamente a Mosca, chi a Parigi ed altri a Londra, detti dirigenti, con molta probabilita’, loro, la guerra l’hanno combattuta, ma sfortunatamente contro il Regno d’Italia.

La storia non e’ un romanzo e forse e’ arrivato il momento di evitare le solite chiacchere che usualmente si ascoltano al Bar incluse le storielle da salti in banco, il regime Fascista con a capo del Governo, Cav. Benito Mussolini, la notte del 24/25 luglio del 1943 fu sfiduciato dal Gran Consiglio, massimo organismo del Fascismo e da quel momento, scomparve dalla scena politica italiana.

Se ci fu l’errore di Vittorio Emanuele III di Savoia, Re d’Italia e d’Albania ed Imperatore d’Etiopia, per il coinvolgimento nella II Guerra Mondiale, dallo stesso non voluta, non puo’ essere addebitata come unico responsabile e comunque pago’ con l’esilio, ma tutti gli altri, furono candidi e innocenti? Altre conseguenze dovette subire il Regno d’Italia ed il Popolo Italiano, come quello del Nord e del Sud. Italia e come detto l’errore non fu causato dal Re, ed e’ significativa la tragica sentenza “guai a vinti”. Anche in questo caso la storia ha ancora molto da raccontare.

La situazione dopo il1946 lo Stato repubblicano inizio’ un nuovo capitolo e s’ integro’ nella nostra Storia d’Italia. La Repubblica Italiana, eredito’ dal Regno d’Italia, l’Unita’ dello Stato, una ritrovata Patria ed un’Italia tutta intera mirata a difendere i valori piu’ alti e l’espressione piu’ nobile di un’Italia solidale, libera, indipendente e putroppo in questo periodo, repubblicano, l’Italia e’assoggettata da una democrazia un po troppo liberale ed e’ assolutamente necessaria che si ristabilisca piu’ ordine e disciplina, piu’ controlli all’amministrazione pubblica e maggiore severita’ fiscale su tutti i settori della societa’ civile italiana e la promozione di nuove strategie per il debellamento totale della criminalita’ organizzata.

La reintroduzione di una mini Leva Militare per coloro che hanno compiuto 18 anni, a scopo educativo, formativo, sociale, militare e civile. Il periodo delle sette vacche vitrualmente grasse e scomparso per sempre come e’ vero che nel corso di oltre cinquant’anni tutto il popolo beneficio’ di un benessare al di sopra delle reale possibilita’ dell’economia italiana. Quindi, Oggi piu’ che mai, serve un nuovo indirizzo politico di unita’ nazionale. piu’ senso dello Stato, ed onesta’ come risparmiare e spendere meglio il denaro pubblico. Ricalcolare gli stipendi, definire l’eta’ pensio- nabile della donna,quanto prima possibile. Piu’controlli razionali per ridurre al minimo gli sprechi generati dalla macchina burocratica dello Stato.

Riduzione del numero dei parlamentari e di determinati privilegi, ridimensionamenti degli stipendi, riduzione drastica del numero delle macchine blu, la riduzione del 50% del numero delle Provincie per istituirle piu’ grandi e meglio funzionali e l’ avvio del procedimento per l’accorpamento di piccoli Comuni consentone l’allargamento per costituirne altri piu’ grandi e meglio organizzati.

La politica italiana per risolvere i problemi accumulatosi negli anni, dovra’ dotarsi di un Governo Centrale e forte, efficiente,competente e razionale per controllare meglio il settore nazionale della Sanita’, del Lavoro e pensare alle promozioni di tutte le iniziative che riconducano allo sviluppo ed alla crescita dell’industra, del commercio interno ed estero e programmare tutti gli organismi che aiutino la competitivita’ e produttivita’, colonne portanti, per alzare il livello del Pil Nazionale e la programma- zione degli Investimenti piu’ coraggiosi a medio e lungo termine per finanziare il Mezzogiorno d’Italia potenziando l’industria del turismo e valorizzando le loro risorse locali dotato di bellezze naturali.Investire molto di piu’ per le Universita’ e stimolare i settori della ricerca.

Su iniziativa del Parlamento italiano nel periodo, anni1970, si costituirono le Regioni ed applico’ la Costituzione delineandola a livello amministrativo e non politico, infatti l’art. 5 cosi’ recita: La Repubblica e’ una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua servizi che dipendono dallo Stato il piu’ ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento. Quindi, le Regioni, se in quarant’anni dalla loro costituzione non hanno prodotto ricchezza, ma al contrario lo spreco del denaro contribui’ notevolmente l’avere alzato il livello del Debito Pubblico.

C’era d’immaginare una reazione piu’ incisiva del Governo e del Parlamento, che procedesse alla penalizzazione di quelle amministrazioni irresponsabili ed invece con sorpresa, orientato a fare un’altro salto al buio, con la prospettata riforma del Federalismo fiscale e l’introduzione di un modello di Stato Federalista, iniziera’ la demolizione di fatto dello Stato unitario, ridimensionandone l’immagine e le potenzialita’ dell’Italia.

Con la Monarchia queste pretese non avrebbero mai avuto cittadinanza, ma con lo status di una Repubblica rispettosa e troppo concilante, ma debole come potere politico e con un Governo che la democrazia ha voluto fosse debole e talvolta insensibile alla logica nazionale ed il Parlamento imbrigliato dal sovraccarico di mille problemi irrisolti, che genera democrazia troppo liberale, a questo stato di cose fa presagire che a coloro che l’hanno prospettata detto modello di Stato Federale, sono convinti che ci sono tutti i presupposti che si puo fare, ma se si realizzasse non e’ quello che gli italiani vorrebbero avere. Prima che sia troppo tardi, spero che dal Popolo Italiano, emerga una reazione positiva d’orgoglio nazionale capace a creare una nuova era rinascimentale e risorgimentale per la difesa deIl’Italia.

Se sara’ concesso Il Federalismo fondato da qualsiasi salsa politica-amministrativa demolira’ per sempre la nostra grande e bella Italia e della nostra amata patria restera’ semplicente un romantico ricordo. Ecco perche’ sara’ necessario ad organiz- zarsi democraticamente con le opportune strategie mirate allo smantellamento totale delle 20 Regioni d’Italia. Il Regno di Sardegna con il Popolo Italiano nel 1861 fonda- rono il Regno d’Italia e l’Unita’d’Italia, il nostro Bel Paese, come le cosa piu’ bella ha una superfice territoriale molto contenuta, ma sufficiente per poter essere governata da un potere democratico e centrale, l’idea di un frazionamento territoriale e poteri politici causeranno nel tempo gravi danni non solo all’Italia meridionale, ma alla nazione. Un accorato Appello al Parlamento affinche’ non perda tempo e provveda ad avviare un serio dibattito condiviso dalla maggioranza ed opposizione per evitare la crisi di mortificazione ambientale di carattere socio-politico-culturale con il pericolo di arricchire le Regioni economicamente piu’ forti e danneggiandone altre senza risorse e piu’ deboli. Per migliorare e contenere la spesa pubblica provvedano ad avviare il processo d’inviduazione delle Istituzioni parassitarie per l’economia dello Stato.Tutti i Deputati e Senatori dovranno essere disponibili a tempo pieno per i lavori parlamentari alla Camera ed al Senato della Repubblica. Non si concedano doppi ruoli istituzionali contemporaneamente a un parlamentare, quelli che ci sono attualmente entro un anno decideranno il ruolo che intendano ricoprire.

Agli Onorevoli Ministri esponenti della politica della Lega Nord, repubblicani convinti, in quanto sognano la loro Padania ed il Federalismo Fiscale, ma non hanno la certezza dell’applicabilita’ della riforma, in quanto sara’ ostacolata dalla crisi economica che imperversa in moltissime nazioni, inclusa l’Italia e con l’attuale situazione politica-economica credo sia il momento di agire con fermezza con un’ altro giro di vite di 360 gradi. Alcuni Ministri della Repubblica Italiana, membri della Lega Nord, che sono italiani, a meno che per incanto coptati dai marziani, sbagliano quando condizionano la loro presenza a Celebrazioni nazionali solo e quando si fara’ il Federalismo Fiscale.

Ad alcuni Onorevoli e Ministri meriterebbero che venissero rieducati da appropriati interventi di protesta che dovrebbero essere promossi dai vertici responsabili della politica italiana e l’attuale Governo od a un’altro Governo di turno, non dovrebbero tollerare questi snaturati comportamenti politici generati dalla Lega Nord. Il Governo e tutto il Parlamento dessero un po di piu’ attenzione alle sopra menzionate linee propositive che ho provato a tracciare e se venissero applicate, non sarebbero necessari ne il Federalismo Fiscale e tanto meno lo Stato Federale.

Onorevoli Ministri del Governo e Deputati e Senatori del Parlamento Italiano, siate responsabili ed abbiate la consapevolezza di riflettere, meditare e valutare, perche’ piu’ amministrazioni Regionali equivalgono a costi di piu’ governi nello stesso territorio, 40 anni di esperienze di politiche regionali non solo non hanno risolto problemi, ma corresponsabili dell’alzamento del livello del Debito Pubblico. Concludo che la Repubblica Italiana eredito’ dal Regno d’Italia, uno Stato Unitario e un Italia tutta intera, libera ed indipendente. La Repubblica ha il diritto e il dovere di difendere l’Italia ed ad ogni costo, la sua unita’ e la sovranita’ del territorio Nazionale.

Boston, 7 giugno 2010

On. Michele Frattallone Presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, Inc. Consigliere eletto e membro del Comitato Esecutivo e Tesoriere del COM.IT.ES.,Circoscrizione consolare di Boston,Massachusetts.

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