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Arresti tra i Casalesi, Soldà  chiede risorse per gli inquirenti

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti dalla parte di una magistratura sotto scacco:molti risultati con pochi mezzi

«Lo sforzo quotidiano della magistratura è evidente. Gli inquirenti fanno tantissimo, con mezzi sempre più ridotti». Commenta così Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, la notizia dei 14 provvedimenti di custodia cautelare emessi ai danni di esponenti del clan dei Casalesi, tra i quali spicca quello per Carmine D'Aniello, avvocato del boss Francesco Bidognetti.

Dagli accertamenti dei carabinieri emerge la trama di una fitta attività di riciclaggio svolta attraverso agenzie di pompe funebri e compravendita di immobili, in particolare attraverso la «Impregica costruzioni» dell’imprenditore Carmine Diana.

«Ai magistrati occorre dire grazie per i rischi che corrono ogni giorno – spiega l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – Non c’è settimana che passa senza risultati concreti. Eppure si riducono le risorse. Si cerca addirittura di stopparli, con provvedimenti-bavaglio come quello per le intercettazioni telefoniche».

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