BUCCHINO (PD): UNA MANOVRA CLASSISTA CHE PENALIZZA LAVORATORI E PENSIONATI IN ITALIA E ALL’ESTERO

La manovra da 24 miliardi del Governo Berlusconi impressiona soprattutto per la mancanza di misure mirate alla ripresa economica e l’accanimento contro lavoratori e pensionati.
E’ evidente che i massicci tagli alla sanità, alla scuola, alle amministrazioni pubbliche, agli enti locali genereranno risparmi indiscriminati ma butteranno fuori dal mercato del lavoro moltissime persone proprio in un periodo di altissima disoccupazione strutturale. Insomma contrazione senza sviluppo: ovvero come penalizzare i ceti più esposti e più deboli e tutelare rendite, patrimoni, grandi capitali e finanze.
Ma la manovra si accanisce direttamente anche contro gli italiani all’estero: primo perché molto probabilmente i nuovi tagli alla pubblica amministrazione e ai ministeri si faranno sentire sulle poche risorse destinate alle nostre comunità; e in secondo luogo perché l’innalzamento reale, ancorché dissimulato con la cosiddetta “finestra unica”, dell’età pensionabile di un anno per le pensioni di vecchiaia e di anzianità si applicherà anche ai pensionandi all’estero con l’aggravante che le misure di salvaguardia previste dal decreto per gli italiani in Italia non saranno applicabili agli italiani all’estero.
Infatti la manovra finanziaria – un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri e che dovrà ora essere discusso e convertito in legge dal Parlamento – prevede all’articolo 12 che tutti i soggetti i quali matureranno il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia (65 per gli uomini e 60 per le donne) e di anzianità del settore privato a decorrere dall’anno 2011 conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei requisiti se lavoratori dipendenti e diciotto mesi se lavoratori autonomi. Insomma un vero e proprio aumento dell’età pensionabile dissimulato dal meccanismo delle finestre.
Il decreto tuttavia introduce una clausola di salvaguardia (ripeto non applicabile agli italiani all’estero) che prevede che le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore delle nuove norme continuano ad applicarsi nei confronti delle seguenti fattispecie:

a) i lavoratori dipendenti che avevano in corso il periodo di preavviso, e che maturano i requisiti, alla data del 30 giugno 2010;
b) i lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiungimento di limite di età;
c) a certe categorie di lavoratori collocati in mobilità.

In sede di conversione presenterò senza meno degli emendamenti tendenti a escludere gli italiani residenti all’estero da queste nuove e penalizzanti misure. Ma già da adesso la consapevolezza dell’orientamento restrittivo e dell’indifferenza di questo Governo verso le nostre comunità all’estero, che si è già manifestato in maniera determinata in questi primi due anni di legislatura, non mi fa illudere.

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