Apriamo la bocca ai blogger

I blogger non hanno soldi e gli italiani non hanno informazione. Per risolvere in parte questo problema il blog vuole fare incontrare domanda e offerta. Il meccanismo è semplice. I lettori del blog propongono l'inchiesta desiderata in un commento al post. La più votata, attraverso la funzione “vota il commento“, sarà valutata economicamente da un giornalista/blogger freelance. Il costo verrà coperto da microdonazioni direttamente al blogger, fino al raggiungimento della cifra richiesta. L'inchiesta sarà in seguito pubblicata su questo blog e replicabile ovunque in Rete con licenza Creative Commons.
In futuro il blog dedicherà un'area apposita per la raccolta delle richieste di inchiesta, le votazioni e le proposte dei giornalisti/blogger free lance. Claudio Messora, Byoblu, ci parla oggi dell'informazione libera in Rete. Proponetegli le vostre inchieste con un commento al post.
Da quanto tempo desideravate scrivere il menù dell'informazione, ordinare i vostri servizi? Ora, si può!

Intervista a Claudio Messora (Byoblu):

I blog e l'Informazione libera (espandi | comprimi)
Messora: “Mi chiamo Claudio Messora,sono il gestore del Blog byoblu.com , un blog di informazione libera come la definisco io, indipendente, laddove per libero si intende libera da una corrente editoriale, libera da una precisa corrente politica, non certo libera da sé stessi perché è evidente che le proprie idee hanno sempre un peso specifico nella scrittura degli articoli. È un Blog aperto da un paio di anni che ha riscosso anche l’approvazione in alcuni ambiti, con alcuni premi anche importanti e che sconta però nella mia esperienza ormai in tutto questo tempo, il problema della Rete italiana che è una Rete dove si nega la possibilità di essere interlacciati, interconnessi a una larga parte della popolazione italiana, negando 800 milioni per lo sviluppo della banda larga, proprio mentre negli altri Paesi Europei, la Rete, la connettività, è sancita come un diritto fondamentale dell’uomo, è una ragione, la nostra italiana dove c’è anche molta analfabetizzazione informatica, la gente banalmente ha dei problemi anche a registrarsi su un blog, a ricevere delle newsletter, quindi in questa condizione il modello con il quale un blog professionale, un blog che ti impegna nell’attività lavorativa tutto il giorno e non magari le solite due ore serali, è un modello difficilmente sostenibile che sta cominciando a pesare.
Tra le cose di cui si è occupato il Blog, molto a fondo c’è stata sicuramente la situazione del terremoto abruzzese che, tra gli altri problemi, ha scontato un forte indice di disinformazione. Disinformazione prima del terremoto, quando passava il tormentone che andava tutto bene nonostante lo sciame sismico fosse qualcosa che andava avanti da mesi e che avrebbe preoccupato chiunque, nonostante nessuno avesse mandato degli ingegneri con un martellino a controllare che le abitazioni fossero in grado di reggere a un eventuale urto, disinformazione sul fatto che doveva passare obbligatoriamente il messaggio che i terremoti non potevano essere in alcun modo prevedibili, nonostante ci fossero magari delle ricerche in corso, riconosciute anche in diversi paesi del mondo, disinformazione che è continua il 31 marzo, quando si è riunita la Commissione Grandi Rischi a L’Aquila composta di alti profili istituzionali come Bertolaso, Boschi, il Sindaco Cialente de L’Aquila, c’era Bernardo De Bernardinis vicecapo della Protezione Civile, il vulcanologo Barberi. Il 31 marzo è stato detto con chiarezza che i terremoti non potevano essere previsti e che conseguentemente non c’era nessun pericolo, un po’ come dire che non si può prevedere se sarà estratto un biglietto della lotteria piuttosto che un altro e conseguentemente non vincerà nessuno. Quella sera stessa, come sappiamo dalle intercettazioni, Barberi telefonava insieme a un suo collega a quelli che poi facevano parte un po’ della Cricca, quella che sarebbe stata definita La Cricca per dire che una parola chiara era stata detta finalmente sull’impossibilità di prevedere terremoti e quindi quello che doveva essere fatto era stato fatto, una frase un po’ messianica che lasciava capire a lungo quali erano i rapporti di potere e cosa c’era dietro in realtà a queste dichiarazioni.

La RAI complice del terremoto (espandi | comprimi)
Quello che molti non sanno è che nello stesso giorno, il 31 marzo, 6 giorni prima del forte sisma una troupe della RAI si recava a Coppito, nei laboratori di un tecnico aquilano che studiava particelle cosmiche da diversi anni all’Istituto di Fisica Nucleare Nazionale, per intervistarlo. Questo tecnico aquilano aveva messo a punto da 10 anni un metodo di ricerca sulla prevedibilità dei terremoti che sfruttava le emissioni di gas Radon dal sottosuolo in una maniera completamente innovativa, in un modo che non era mai stato fatto prima. Questa intervista che fu rilasciata dal tecnico aquilano a questi operatori della RAI non venne mai passata, non andò mai in onda perché sulla strada del ritorno, nello stesso giorno in cui si riuniva nello stesso giorno la Commissione Grandi Rischi, due alti profili istituzionali della stessa Commissione Grandi Rischi, telefonarono alla troupe che stava tornando in redazione a Roma, per impedirgli di mandare in onda l’intervista stessa, quindi un'ingerenza, uno sgambetto ancora una volta dell’informazione autoritaria che decide cosa i cittadini debbano ascoltare e cosa non debbono ascoltare, mentre l’atteggiamento corretto,a mio parere, sarebbe stato quello di mettere la voce di un ricercatore molto noto nell’aquilano e in tutta la Regione Abruzzo seguito da una decina di migliaia di persone e di fianco la voce di qualcuno delle istituzioni, magari degli INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), perché no? Magari il Prof. Boschi. Fargli fare un confronto televisivo dal quale le persone avrebbero potuto arguire poi in cosa credere, cosa scegliere di fare, invece la disinformazione è continuata durante il terremoto perché nonostante le persone che avevano accesso ai grafici di Giampaolo Giuliani potevano scegliere autonomamente se mettersi in salvo oppure no a fronte di una situazione che appariva catastrofica, in questo stesso contesto altre persone che invece erano raggiunte dagli operatori della protezione civile che gli dicevano di rientrare nelle case, nonostante le due forti scosse, non hanno avuto fare questa possibilità.
L’informazione negata, ha a loro negato la possibilità di mettersi in salvo, nello stesso momento chi aveva accesso a questa informazione, dicono per esempio della Prefettura, perché potevano accedere ai grafici di Giuliani, hanno, forse in maniera coincidente, per coincidenza deciso e scelto di abbandonare la nave, un po’ come in una nave quando il Capitano abbandona la nave prima dei suoi marinai, lo stesso è accaduto al Sindaco Cialente che aveva accesso ai grafici di Giuliani avendoglieli commissionati egli stesso per mettere in sicurezza le scuole, la cui famiglia, la famiglia della moglie si è salvata dalla palazzina che è crollata in Via XX settembre, perché quella notte inspiegabilmente avevano avuto paura e erano andati a dormire in un camper.

La scomparsa delle notizie (espandi | comprimi)
Una disinformazione che è continuata anche dopo la sera della tragedia del terremoto perché nonostante fossero ormai tantissime le persone che volevano approfondire qualcosa che sembrava molto interessante, molto promettente, l’informazione pubblica e quindi parliamo della RAI in questo caso, ha deciso comunque di continuare in questa situazione un po’ omertosa

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