Il Terzo Polo sarà  presto una realtà 

di Laura Madrigali

Il Segretario organizzativo nazionale di Rinascita Popolare, Cinzia Cammarere, ha portato al 1° Meeting di Forza Popolare il saluto dell'on. Publio Fiori e ha annunciato la formazione immediata di un Comitato promotore cui sarà affidata la gestione della ‘Convention costituente del Terzo Polo’. Nel corso del meeting, che ha avuto luogo a Roma domenica 16 maggio presso il Teatro Ettore Petrolini, Forza Popolare ha dunque presentato il proprio progetto diviso in tre step, prospettando una soluzione concreta e immediatamente praticabile al problema della disoccupazione e alla perdita di appeal dell'Italia presso gli investitori stranieri. Nel corso del 2009, l'utilizzo della sola cassa integrazione in deroga è aumentato del 1.293,7%, con una spesa di 1,2 miliardi di euro che corrispondono al 20,8% del totale della spesa annuale per la cassa integrazione (fonte Uil). Finita questa, in deroga, ai 775 mila lavoratori che ne beneficiano ne dovremo aggiungere altre migliaia e migliaia. Saranno tutti disoccupati. Tutto questo mentre le aziende italiane sane da anni trasferiscono all'estero gli stabilimenti di produzione avendo deciso di avvalersi di manodopera straniera a minor costo, oltre alle agevolazioni che vengono offerte. A che serve allora, come esortano da più parti, investire in ricerca e sviluppo quando poi le innovazioni vengono regolarmente trasferite e prodotte all'estero? Salvaguardare il patrimonio italiano non è un rebus di poco conto. Le grandi scelte che siamo chiamati a fare per il nostro Paese devono considerare, ancor prima delle modifiche costituzionali, ancor prima del presidenzialismo, ancor prima del federalismo, la scelta primaria che ci porta ad occuparci della cosa pubblica: il rispetto e la tutela della dignità dell’uomo innanzi tutto. A maggior ragione il rispetto e la tutela delle donne e degli uomini, dei beni, del suolo e della natura, dei prodotti, delle risorse naturali come di quelle intellettuali e del patrimonio storico e culturale che concorrono a formare quella struttura vasta, complessa e delicata fatta di umanità e materialità che si chiama “nazione”, nei confronti della quale chi assume su di sé la responsabilità di rappresentarla deve imparare a rispondere del proprio operato. C’è innanzi tutto bisogno di ritrovare un’etica, il criterio di moralità e recuperare quel senso di giustizia che la politica pare aver completamente perduto, abbandonata com’è alle logiche di un sistema produttivo spinto all’eccesso verso un liberalismo economico non in grado di preservare la dignità degli imprenditori, dei lavoratori, né i loro diritti civili.(Laici.it)

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