Lolicato: Sicilia e federalismo. Regione a Statuto Speciale con norme federaliste mai applicate

Era il 15 maggio 1946 quando un decreto regio promulgava la legge sull’autonomia siciliana e il 26 febbraio 1948 l’Assemblea Costituente convertiva in legge costituzionale lo Statuto della Sicilia. Interessante sottolineare alcuni passaggi dello Statuto:
Il Titolo V – Patrimonio e Finanza: l’art.36 dello Statuto Siciliano recita “Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della Regione e a mezzo di tributi, deliberati dalla medesima”. E non solo. L’art.37 dice al primo comma:“ Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell’accertamento dei redditi, viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi” – secondo comma: “L’imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima” .
Uno degli obiettivi che il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli si pone con il federalismo fiscale è “Rendere via via più speciali le regioni ordinarie e più ordinarie quelle a statuto speciale” .
Ho intervistato Santo Mario Lolicato, ex “perla” dell’area MPA, che disocciatosi dalla politica di Lombardo già da tempo,ora ” forte attivista “nell’ambito dell’area del PDL, sta portando avanti il suo progetto nella valorizzazione dei principi fondamentali che sono alla base della tradizione politica del nostro Paese, e cioè basato sul rapporto quotidiano con il territorio, volendo far tornare la politica sul territorio, ascoltando i cittadini e lavorare per risolvere i problemi che essi pongono all’attenzione del politico. Gli ho chiesto di un suo interevento nel dibattito sul federalismo, e risponde alla mia richiesta di come si pone, secondo lui, la Sicilia, e cosa cambia per una regione che già avrebbe dovuto godere di una sorta di leggi federaliste, perché a Statuto Speciale.
Secondo Lolicato, non è stato mai dato respiro allo Statuto della Regione Sicilia, infatti lo Statuto speciale ha attribuito alla Regione siciliana competenza esclusiva in alcune importanti materie: agricoltura e foreste, industria e commercio, urbanistica, acque pubbliche, pesca e caccia, turismo, tutela del paesaggio, conservazione delle antichità e delle opere artistiche, regime degli enti locali, istruzione elementare, musei, espropriazione per pubblica utilità. Quasi nulla di tutto questo è stato applicato, anzi molto di quanto è stato fatto è finito per far si che l’autonomia siciliana è stata asservita al Governo romano scivolando nel clientelismo elettorale, e spesso fonte di business legato al malaffare.
E inoltre ha aggiunto, riferendosi anche al federalismo fiscale: ” Il federalismo fiscale è un passo fondamentale per responsabilizzare i governi regionali, ma siccome come ho già detto prima, ci stiamo dimenticando che ad oggi che lo statuto della Regione Sicilia non è pienamente applicato. Baserebbe pensare che è una regione dove il sottosuolo e la produzione delle energie rinnovabili dovrebbero essere solo proventi della Sicilia e dei siciliani. Quindi il federalismo, dovrebbe essere realmente applicato, e in Sicilia, come in altre regioni a statuto speciale, non dovrebbe cambiare quasi nulla”. – e ancora con vigore di chi ama l’Italia e la sua Sicilia e crede nell’Europa – “Io parlo da siciliano che crede nelle autonomie locali, ma che però non vuole alimentare nessun localismo e nessuna secessione ma solo un autogoverno che garantisca,da Nord a Sud uguali diritti, uguali doveri e soprattutto uguali opportunità in relazione alle esigenze, caratteristiche etniche e storiche ed alle tradizioni di ogni Regione d'Italia e d'Europa. Smettiamola con le solite ipocrisie, sin a quando la Sicilia dovrà essere ancora il granaio di Roma.”
Posso solo aggiungere che forse siamo tutti d’accordo nell’attuazione del federalismo che metta fine al depreda mento dello stato sulle singole regioni, e viceversa. Il federalismo deve responsabilizzare entrambi, ma deve tener conto di alcune aree che per motivi annosi, di malgoverno, di politica sociale vergognosa, criminalità organizzata e non, mai estirpata non solo per difficoltà oggettive, ma magari non si è voluta estirpare per la sua collusione con i poteri romani, spesso provenienti dalle stesse regioni.
Quindi ha ragione Lolicato, basta con l’ipocrisia, si applichi il federalismo, ma si applichi tutto nella giusta misura e nella piena solidarietà ai cittadini delle aree rimaste indietro per motivazioni non sempre volute o addirittura depredate.

Gennaro Ruggiero

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