Eutelia: vietato manifestare

Autore Francesco Barbato

Pubblico il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati in merito ai 2500 euro di multa notificati a 21 lavoratori Eutelia per aver bloccato il 10 marzo scorso il traffico in via del Corso a Roma durante una manifestazione di protesta. Se protestare e rivendicare delle ragioni sacrosante, quali il diritto al lavoro, è diventato osceno in questo Paese, che cosa dobbiamo fare? Ero presente alla manifestazione di protesta e sono stato sanzionato di oltre 2500 euro perché mi sono permesso di stare insieme a dei lavoratori dinanzi a Palazzo Chigi. Sono contento di aver ricevuto insieme a loro il verbale, sarò sempre presente insieme a tutti questi lavoratori che non hanno più un futuro, che rischiano il loro lavoro.

Testo dell'intervento

Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto vorrei stigmatizzare anche la sua conduzione di quest'Aula e glielo dico senza peli sulla lingua perché lei non può fare intervenire tre parlamentari sull'ordine dei lavori e, poi, dire ad altrettanti parlamentari, che avevano chiesto di intervenire: «lei interviene dopo». Lei ha consentito, discrezionalmente, allo stesso parlamentare di intervenire due volte sull'ordine dei lavori. Questo suo «governo» dell'Aula – abbastanza fazioso per la verità – è da stigmatizzare ed è anche troppo discrezionale e l'ho vissuto sulla mia pelle già qualche altra volta quando lei mi ha contestato e mi ha tolto la parola semplicemente perché avevo detto «viva l'Italia». Se anche dire «viva l'Italia» non va bene, mi dica che cosa dobbiamo dire, oppure ci farà lei il «dettatino» ed interverremo secondo quanto lei ci dirà, così saremo, forse, più bigotti e filosofici.
Fatta questa contestazione al suo modo di presiedere, volevo parlare, dopo l'intervento del collega Boccia, di quanto è avvenuto con i lavoratori di Agile-ex Eutelia, perché sono tra quei parlamentari che hanno già ricevuto, notificata a casa, la sanzione di oltre 2.500 euro che dovremmo pagare perché ci siamo permessi di stare insieme a dei lavoratori dinanzi a Palazzo Chigi, su via del Corso. Anzi, ci viene addirittura contestata l'istigazione di cittadini perché stavamo con loro a protestare.
Non condivido, inoltre, anche l'impostazione del collega Boccia, perché mi sembra un'impostazione troppo burocratica nel trattare quel che è accaduto. È accaduta una cosa gravissima e non perché è stata notificata a me parlamentare e agli altri parlamentari una sanzione, perché sotto questo profilo sono contento di essere come tutti gli altri cittadini e pagherò gli oltre 2.500 euro che mi ha contestato la polizia con quel suo verbale. Contesto e mi ribello per questa modalità inusuale con la quale, per la prima volta, vengono individuati dei cittadini che stanno manifestando il loro sdegno, la loro protesta, la loro disperazione, perché, probabilmente, non si sa che in questo Paese ci sono cittadini che protestano sui tetti dei capannoni industriali, sulle gru della Innse di Milano, sui terrazzi dei Provveditorati agli studi. Insomma, sono sulle vette dei capannoni, sulle nuove vette della disperazione del terzo millennio, cioè le vette dove si stanno disperando lavoratori e lavoratrici di questo Paese, che vedono a rischio il loro futuro, il loro lavoro e il loro salario.
Allora, se protestare e rivendicare delle ragioni sacrosante, quali il diritto al lavoro, è diventato osceno per questo Parlamento e in questo Paese, di che cosa dobbiamo parlare? Che cosa dobbiamo fare? Per la verità, sono contento di aver avuto quel verbale, anzi vi dico: «fatemene ancora di più», perché sarò presente insieme all'Italia dei Valori, insieme a tutti questi lavoratori che non hanno più un futuro, che rischiano il loro lavoro.
Questo è il compito dei deputati! Per fortuna che c'era un gruppo di parlamentari insieme a quei lavoratori i quali si sentono sempre più soli e abbandonati, soprattutto dalla politica e dalle istituzioni. Questo è il motivo per il quale ero insieme ai lavoratori davanti a Palazzo Chigi e saremo anche davanti al Parlamento ed eventualmente alzeremo ancora di più la voce a difesa della dignità di questa gente che oggi in questo Paese viene calpestata. In questo Paese non ci si occupa più delle ragioni vere e allora si sta, forse, tentando di bloccare, di mettere il bavaglio. Concludo, signor Presidente, tutte le volte che sono andato dove ci sono i lavoratori che protestano davanti agli stabilimenti e davanti alle fabbriche, troppo spesso ho visto decine di cingolati, centinaia di operatori delle forze dell'ordine, mancavano soltanto i carri armati! Ma che volete fare, volete caricare chi in questo momento sta protestando perché vede un suo diritto sfuggirgli di mano, vede sfuggirgli il suo futuro?
Dunque, caro Presidente, su questioni come quella che era stata annunciata prima in Aula, sollevata dal collega Boccia, cioè sul fatto che abbiamo ricevuto un verbale, noi quel verbale lo paghiamo, ma vi diciamo: fatecene altri di verbali perché l'Italia dei Valori starà nelle piazze tra la gente, davanti agli stabilimenti con i lavoratori, con le vere ragioni del Paese. Siamo contenti di pagare tanti e tanti altri verbali ancora, perché è nostro lavoro stare a fianco dei cittadini!

I 40 ANNI DELLO STATUTO DEI LAVORATORI

Lo Statuto dei lavoratori compie oggi 40 anni, ma un terzo dei lavoratori non ha le garanzie previste dalla legge. Una persona di buon senso e non in malafede, come il ministro della disoccupazione Sacconi, dovrebbe per prima estendere i diritti dello statuto dei lavoratori a chi ne è privo. Invece, la proposta di uno Statuto dei Lavori e non dei lavoratori indica la gravità di un progetto che intende spersonalizzare una legge che ha nella persona il punto su cui si costituisce il diritto. In questo modo la persona non esiste più. Non esiste più il precario, il lavoratore dipendente e quello pubblico. Sacconi ha in mente un piano eversivo e anticostituzionale che stravolge totalmente la Costituzione repubblicana e propone di riportare l'Italia al Medioevo. Il ministro della disoccupazione sara' il miglior nemico di Berlusconi perché porterà il centrodestra a rotture sociali clamorose anche nel mondo del lavoro che vota il centrodestra, in particolare a quello della Lega. Il Governo sta esagerando nell'attaccare ciò che la storia ci ha consegnato come il diritto inalienabile. L'Italia dei Valori si è opposta ai tentativi di demolizione del diritto del lavoro, come e' accaduto con l'arbitrato, ed è pronta ad alzare barricate contro il nuovo progetto del ministro Sacconi. La nostra proposta è quella di estendere i diritti dello Statuto a tutti i lavoratori, perché siamo convinti che sia anche nell'interesse delle imprese. Del resto, un’azienda che ha dipendenti precari, e quindi privi di diritti, è destinata a non funzionare. L'Italia dei Valori punta a valorizzare il merito, la professionalità, la formazione permanente, il contratto di lavoro a tempo indeterminato e la regola che nessuno può essere licenziato senza un motivo giustificato.

Maurizio Zipponi

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