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BRUNETTA: Fermiamo i furbi. Il federalismo ci fara’ risparmiare

L’intervista del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, a “Il Giornale” di mercoledi’ 12 maggio 2010

Ministro Renato Brunetta, dopo emergenza eu­ro, ci dobbiamo aspettare una stagione di riforme per contenere la spesa pubblica?
“Bisogna cercare di uscire dalla mitologia delle rifor­me. Anche perché i due pilastri sui quali si possono ba­sare tutti i cambiamenti dei quali ha bisogno il Paese ci sono già. Sono la riforma della pubblica amministrazio­ne e il federalismo fiscale. SeIVono proprio a fare funzio­nare lo Stato, quindi l’amministrazione e i vari livelli di governo, fare aumentare la produttività e risparmiare”.

Rimane il problema del come risparmiare.
“La risposta sta sul concetto chiave che è presente in entrambe le riforme: costi e qualità standard».

Standard che adesso non esistono nemmeno nella pubblica amministrazione. Nord e Sud sono radi­calmente diversi. Gli stessi prodotti o servizi vengo­no acquistati a prezzi molto diversi a seconda del­l’amministrazione. Possibile colmare le differen­ze?

“Le due riforme seIVono proprio a questo. Stop ai fur­bi. Una Tac deve essere della stessa qualità in tutto il territorio nazionale e deve costare più o meno la stessa cifra. Solo facendo funzionare la pubblica amministra­zione, facendo valere i principi della responsabilizza­zione, dei costi e della qualità standard, si può tenere sotto controllo la spesa corrente. E questo è l’unico mo­do per fare la riforma fiscale”.

Ridurre le spese comporterà altre decisioni.
“Le misure segnalate da Feltri, come le pensioni, sono un corolla­rio di quelle riforme. Logiche con­seguenze della stessa strategia che già riguarda scuola, universi­tà, giustizia, sicurezza”.

Il rischio è che, prima di far ri­sparmiare, le riforme costino.
“Niente di più sbagliato del mantra secondo il quale ilfedera­lismo fiscale costa. È una stupi­daggine: facendo aumentare la produttività e la responsabilità non si può che fare risparmiare. Il regionalismo fu invece una molti­plicazione dei costi. Non deve ri­petersi. Se il federalismo costas­se, sarebbe una sconfitta per la Le­ga e per il governo. lo stesso ho messo clausole di garanzia che prevedono invarianza di costi, di pressione fiscale, di personale”.

E se serve più personale agli enti locali?
“Utilizziamo la mobilità, varata con la riforma Brunet­ta. Questa è la dimostrazione che le due riforme rappre­sentano le facce della stessa medaglia. Gli approcci par­ziali confondono, è giusto quello strategico: non c’è ri­sparmio senza efficienza dello Stato. Se non responsa­bilizzi chi governa, al centro e in periferia, non c’è effi­cienza nè risparmio”.

Ora sta prendendo di mira le auto blu.
“Intanto mi faccio dire dalle amministrazioni quante auto hanno, a beneficio di chi, quanto costano, quante persone ci lavorano. Tra un mese vediamo i buoni e i cattivi, chi darà le informazioni e chi no. Ai dirigenti che non daranno informazioni sarà tagliato lo stipen­dio. lo non sono contrario per principio alle auto blu, ma per risparmiare bisogna partire dalla trasparenza”.

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