BUCCHINO DENUNCIA CON UNA INTERROGAZIONE LA VERGOGNA DELLO STALLO DEGLI ACCORDI CON IL CANADA

“Sono costretto per l’ennesima volta a denunciare la situazione di stallo e di inadempienza dello Stato italiano (badate bene le responsabilità sono di tutti i Governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni) che si è creata in merito agli accordi di sicurezza sociale e contro le doppie imposizioni fiscali con il Canada”. E’ l’amaro sfogo dell’On. Gino Bucchino che da anni si batte per l’approvazione dei due importanti accordi – peraltro già ratificati dal Parlamento canadese – ma finora senza risultati concreti.
“Ho presentato una nuova interrogazione – informa il parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero per il Nord e Centro America – per denunciare l’inottemperanza, per chiedere il rispetto di accordi già presi e quindi per sollecitare la presentazione da parte del Governo dei disegni di legge di ratifica degli accordi previdenziale e fiscale, consapevole tuttavia della assoluta mancanza di volontà politica e di sensibilità sociale da parte degli organismi politici e legislativi competenti”.

“Pensate – sottolinea Bucchino – che il nuovo accordo di sicurezza sociale con il Canada è stato firmato nel 1995 e subito dopo approvato dal Parlamento canadese; quello contro le doppie imposizioni fiscali è stato firmato nel 2002 e ovviamente subito dopo approvato dal Parlamento canadese”.
I due accordi, spiega il parlamentare nella sua interrogazione, porterebbero importanti benefici ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori e ai pensionati e rappresenterebbero uno stimolo per lo sviluppo di scambi commerciali e investimenti tra i due Paesi.
Il Governo canadese ha ripetutamente sollecitato le autorità competenti italiane a rispettare gli impegni assunti e ratificare quindi i due accordi, ma presunte difficoltà di bilancio e la conseguente limitatezza dei fondi disponibili non avrebbero consentito di perfezionare l’iter di ratifica.
Tuttavia l’On. Bucchino fa notare che nonostante le presunte ragioni di mancanza di copertura finanziaria, l’Italia ha continuato a stipulare accordi previdenziali e fiscali con altri Paesi dove tra l’altro non esistono folte comunità di italiani emigrati e con cui i rapporti e gli scambi economici e commerciali non sono così importanti, sviluppati e strategici come quelli con il Canada.
Il parlamentare nella sua interrogazione chiede ai Ministeri competenti i motivi degli ingiustificabili ritardi e di onorare gli impegni presi con lo Stato canadese e con le collettività degli italiani residenti in Canada e dei canadesi residenti in Italia.

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