Crocifissi e corni

Ad una giornalista del Tg2 che chiedeva ai cantanti del Festival di Sanremo quale portafortuna portassero addosso, il signor Emanuele Filiberto ha risposto: “Io ho un corno napoletano e un’immagine di Padre Pio”. Adnkronos del 20 febbraio riferisce: “Tre delle quattro donne schierate dal Popolo della libertà, hanno scelto come portafortuna una collanina d'argento con un crocifisso ricoperto di piccoli brillanti, dono beneaugurante del premier Silvio Berlusconi…Renata Polverini, candidata nel Lazio, avrà sempre in borsa una serie di amuleti…Nichi Vendola, porterà con sé un corno di corallo”. Ora, sebbene io sia persuasa che il frate di Pietrelcina sia stato fatto santo per non deludere milioni di fedeli e per ragioni economiche (è il santo più «gettonato»), penso sia sempre cosa poco simpatica metterlo sullo stesso piano di un amuleto. Però, considerare portafortuna un crocifisso con brillantini mi sembra un'offesa al Crocifisso. Certamente gli ecclesiastici, la cui voce è quotidiana, non mancheranno di far osservare sia al Cavaliere, sia al singor Emanuele, che non è bene confondere superstizione e religione.

Attilio Doni

Genova

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