“MARTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto”. Presentato il catalogo-album

di Nino Bellinvia

Grande interesse ha suscitato la recente presentazione a Massafra, nel Salone Don Antonio La Porta, de “Il Museo e il suo libro” – “MARTA”, primo catalogo-album del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (Scorpione Editrice). Serata organizzata con particolare cura dal Comune di Massafra e dalle Associazioni Lions Club Massafra-Mottola “Le Cripte”, Rotary International Massafra, Liceo Scientifico “De Ruggieri”, F.I.D.A.P.A. (federazione italiana donna arti professioni affari), Alliance Francaise, Il Corifeo, la Consulta delle Associazioni, UCIIM, Kikau Store.
La presentazione è stata introdotta dal prof. Gino Convertino, ex dirigente scolastico) e dall’Assessore alla cultura del Comune di Massafra, avv. Giandomenico Pilolli. Relatore della serata è stato l’editore, prof. Piero Massafra.
Il volume, in edizione trilingue, propone in grandi pagine alcuni tra i segni residui di una storia antica ed è firmato da Antonietta Dell’Aglio, direttrice del Museo Archeologico e da Armanda Zingariello, apprezzata operatrice della Sovrintendenza ai beni archeologici della Puglia che ha realizzato il progetto grafico, e dai fotografi della Sovrintendenza. Le traduzioni sono state curate da Teresa Bosco francese) e da Elisa Lanza (inglese).
Editore, autrici, traduttrici, “Amici dei musei”, e una delegazione dell’Alliance Française, avevano già presentato l’opera in Francia, in Bretagna, a Daoulas, presso Brest città gemellata, dove fino al tre febbraio 2010, si è tenuta un’importante mostra su Grecia, Roma e gli splendori del Mediterraneo, cioè su Taranto, presente con circa centocinquanta pezzi del museo.
Il catalogo-album, il primo che fa riferimento al rinnovato contenitore di S. Pasquale, si muove per più di 250 immagini in 120 pagine, stampate con nuove tecniche tipografiche da Stampa Sud di Mottola e distribuite in maniera corrispondente ai piani del “Marta”, alla logica degli allestimenti, al muoversi delle sale e alla qualità degli oggetti. Un volume che, difficilmente sarebbe nato se non ci fosse stata la convinta partecipazione dell’imprenditore tarantino Umberto Andrisano.
Le autrici, nell’interpretazione critica di Piero Massafra, nella doverosa ricerca della tridimensionalità, hanno presentato gli oggetti in tensione dinamica, come stessero muovendosi nello spazio circostante e così quel movimento suscita il contesto, che sia l’abituro preistorico, il tempio, la casa, e ogni luogo nel quale l’uomo pensò di collocare quelle opere. I reperti, demusealizzati, partecipano di una vita arricchita spesso di sorprendenti nuove dimensioni.
Il prof. Massafra ha illustrato il volume attraverso un percorso alla ricerca della storia, del valore documentario e scientifico, delle ascendenze e delle discendenze, ma soprattutto trasmettendo le intense emozioni delle quali le forme si sono caricate nei secoli. Nella foto vediamo (da dx) il prof. Gino Convertino, il prof. Cosimo Damiano Fonseca e l’editore prof. Piero Massafra.
Ricordiamo che il Museo, istituito nel 1887, occupa fin dalle origini l'ex Convento dei Frati Alcantarini, costruito a metà del XVIII secolo e, in seguito ad interventi di ingrandimento a metà del XX secolo, l'adiacente corpo settentrionale dell'Ala Ceschi.
A partire dal 1998 sono iniziati i lavori di ristrutturazione che hanno portato alla parziale riapertura al pubblico del Museo, avvenuta il 21 dicembre 2007.
Attualmente è visitabile il primo piano che ospita le collezioni greche, romane e apule, tra cui alcuni degli ori che hanno reso celebre il Museo in tutto il mondo.

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