BUTTIGLIONE NON SI SENTE UN ASCARO E SPIEGA IL CENTRISMO AD ASSETTO VARIABILE

ESTRATTO DA PAG 2 DE IL FOGLIO DI MERCOLEDI’ 3/02/2010

CI SCRIVE IL PRESIDENTE DELL’UDC

BUTTIGLIONE NON SI SENTE UN ASCARO E SPIEGA IL CENTRISMO AD ASSETTO VARIABILE

Ma davvero l’UDC fa una politica opportunista appoggiando, da una parte e dall’altra, chi vince in cambio di una manciata di assessorati? Vediamo: in Lombardia, in Veneto, in Emilia Romagna, in Toscana, in Umbria, in Puglia, l’UDC va da sola. In Piemonte, Liguria, Marche e Basilicata fa alleanze di centro-sinistra, mentre in Lazio, Campania e Calabria fa alleanze di centro-destra. Capisco che gli elettori siano un poco confusi ma mi permetto di contestare l’accusa di opportunismo. Se ancora oggi telefonassimo a Bersani per chiedergli un assessorato in Umbria o in Toscana o in Emilia Romagna in cambio dei nostri voti non c’è dubbio che ce lo darebbe, e ci ringrazierebbe anche. Se a suo tempo avessimo accettato una alleanza con il PDL e la Lega in tutto il nord non c’è dubbio che avremmo avuto come contropartita assessori in quelle regioni. Non lo abbiamo fatto ed abbiamo dato così un calcio a un buon numero di poltrone. La ragione è semplice: in quelle regioni non siamo decisivi, si vince anche senza di noi. Potevamo chiedere poltrone ma non impegni seri di programma sui nostri valori e sulle questioni che stanno a cuore ai nostri elettori. Avremmo dovuto salire sul carro del vincitore. Non lo abbiamo fatto e abbiamo scelto piuttosto una posizione di testimonianza. È vero che la politica non è solo testimonianza, ma è vero che la politica è anche testimonianza e che in questi ultimi anni di testimonianza in politica se ne è vista poca. In sei regioni su tredici noi scegliamo una posizione di testimonianza culturale e politica. Non chiediamo che questa posizione sia condivisa da tutti, chiediamo però che sia rispettata. La si può contestare dicendo che è utopistica ma certo non si può dire che sia opportunistica.
In Campania, in Calabria, e nel Lazio faremo alleanze di centro-destra. In tutto il Mezzogiorno la sinistra ha governato ad ha governato male. Il Popolo delle Libertà ha scelto candidati rispettabili che sentiamo vicini a noi ed ai nostri valori. Un discorso a parte merita il Lazio. Qui c’è l’esigenza di sbarrare la strada ad un candidato scelto provocatoriamente contro di noi e contro i valori che noi difendiamo. Per di più con la Polverini nel Lazio si sperimenta un centro-destra diverso, un centro-destra che coniuga la difesa della vita con l’impegno sociale. È un centro-destra che ci piace.
In Piemonte, Liguria, Marche e Basilicata facciamo alleanze di centro-sinistra. Abbiamo trovato un incontro sul programma e sulle cose da fare. Ci viene rimproverata soprattutto l’alleanza in Piemonte con Mercedes Bresso. Non è stata una scelta facile nemmeno per noi. La Bresso ha espresso nel passato una posizione di laicismo radicale estremo. L’alternativa era però l’alleanza con la Lega. Nella nostra attività politica noi abbiamo sempre difeso i cosiddetti “valori non negoziabili”: vita, famiglia, educazione. Ma abbiamo anche difeso gli altri valori cristiani che toccano la vita politica: l’accoglienza e la solidarietà. Difendiamo inoltre l’unità nazionale. Su tutte queste cose la Lega non c’è. Non solo non c’è ma spesso ha aggredito aspramente singoli rappresentanti della realtà cristiana del Paese e talvolta la stessa CEI per le posizioni prese su questi temi. Il parlamento ha approvato (con solo il nostro voto contrario) una legge sul federalismo che non funzionerà, e quando quella legge non funzionerà la Lega dirà: “il federalismo non ha funzionato, ci resta solo la secessione”. Se quel giorno la Lega avrà il governo delle regioni del nord la crisi sarà gravissima. Per questo non abbiamo voluto alleanze con la Lega in tutto il nord. Mercedes Bresso, inoltre, ha accettato di sottoscrivere un documento impegnativo sui temi della vita, della famiglia e della educazione, che molto sconcerto ha provocato negli ambienti della sinistra radicale. Noi custodiremo gli impegni contenuti in quel documento, i nostri voti non consentiranno che si intraprenda nulla contro di essi.
In sei regioni andiamo da soli, in quattro con la sinistra, in tre con la destra. Abbiamo fatto alleanze lì dove eravamo decisivi e potevamo imporre le nostre condizioni a difesa dei nostri valori e del bene comune del popolo di quelle regioni. Forse quello che dà fastidio a molti è proprio il fatto che siamo decisivi, in molte regioni e forse a livello nazionale, e dove siamo decisivi non ci sottraiamo al dovere di decidere.

On. Rocco Buttiglione

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