Il fenomeno odioso del razzismo di genere

Gentile Direttore,

mi trovo a segnalare alla Sua attenzione un fatto frequente e davvero insostenibile ed odioso. Capita spesso infatti di fronte a cronache dove le vittime sono maschili di osservare reazioni di insensibilità, menegreghismo, peggio ancora di accanimento nei confronti di chi (papà, bambini, ragazzi, uomini) ha subito queste violenze. E' veramente indecente!

Quando c’è una violenza non bisogna indignarsi
in base al sesso o all'età della persona che l'ha subita.

Lo si vede ad esempio sui papà sottratti dei figli (come se non fosse anche una violenza sui figli sottratti dei papà!), dove si osservano questo persone aride far finta di niente e peggio interrompere o censurare con affermazioni davvero fuori luogo.. “ah ma anche le donne.. quindi..” provate a pensare se in una cronaca di stupro si affermasse “ah però.. ci sono tante donne che fanno violenza su uomini..”. Che cattivo gusto.

Anche gli uomini, e di tutte le età, hanno un cuore e quando sono vittime di un crimine, violenza o ingiustizia, soffrono. E provano dolore nel vedere tanta insensibilità e crudeltà nei loro confronti o nei confronti dei loro fratelli, amici, dei loro bambini, dei loro padri, che stanno soffrendo. Capisco che negli anni passati siamo stati così tanto inondati di violenza sulle donne, tanto da coniare addirittura un insano termine come “violenza di genere” (??, concetto pericolosamente vicino ad ideologie integraliste/naziste del passato, stile la “violenza è dei negri”, “l'avidità è degli ebrei”, ecc, ideologie che poi hanno causato ciò che sappiamo, ma basta molto meno per rovinare una società)… ma non esiste solo quella.

La violenza non ha sesso, e nessuno, nessuno
che la subisce può essere considerato meno di altri che la subiscono:

E’ una cultura, un pregiudizio, da cambiare, perché crea emarginazione, sofferenza,
conflitto tra i sessi, apatia, molti stanno cambiando, è importante capire.

un cordiale saluto.
Fabio Barzagli

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