Poliambulatorio di via Canova: chiusura del servizio di Continuità  Assistenziale rinviata al 1 febbraio

Smi-Lazio: il 30 gennaio in piazza in segno di protesta

Il rinvio della chiusura del servizio notturno di continuità assistenziale (ex guardia medica) ubicato presso il Poliambulatorio di via Canova, prevista per il 1 febbraio 2010, è il risultato dell'impegno profuso dal Sindacato Medici Italiani del Lazio e delle varie fazioni politiche, in primis il Senatore Stefano Pedica, Segretario regionale dell’Italia dei Valori (IDV). Un rinvio che lascia più margini di manovra, con l'auspicio della definitiva archiviazione della sospensione del succitato servizio sanitario, fondamentale per decine di migliaia di cittadini.

“In caso contrario, il prossimo 30 gennaio dalle ore 11, i sindacalisti dello Smi-Lazio scenderanno in piazza in segno di protesta – afferma Paolo Marotta, esponente del Sindacato Medici Italiani – Non va dimenticato, sottolinea il sindacalista, che la decisione di chiudere il punto sanitario è stata presa senza consultare le varie sigle sindacali”. Inoltre, in relazione alle dichiarazioni rilasciate dall'On. Augusto Battaglia, vicepresidente alla commissione Lavoro e Politiche Sociali della Pisana su alcuni organi di stampa, secondo le quali la chiusura dell’ex guardia medica “non provocherà alcun indebolimento nella rete sanitaria, poichè il servizio notturno di continuità assistenziale sarà garantito presso la struttura del Nuovo Regina Margherita”, lo Smi-Lazio intende chiarire quanto segue: “Ai circa 50mila cittadini residenti nel cuore del centro storico di Roma – spiega ancora Paolo Marotta – vanno aggiunti quelli della zona Flaminio (sprovvista di presidi notturni) e, non ultimi, tutti i cittadini non residenti, i pendolari ed i turisti, oltre ai cittadini della zona limitrofa del quartiere Prati. Il presidio del Nuovo Regina Margherita, citato dall'On. Augusto Battaglia, è situato al margine periferico del quartiere di Trastevere, ben lontano dalla struttura sanitaria di via Canova”. L'On. Augusto Battaglia ha inoltre affermato che “l'attivazione del servizio H24 di via Canova era stata decisa, in via sperimentale, all'indomani della chiusura dell'Ospedale San Giacomo, con l'esplicita determinazione di verificarne il tasso di utilizzo nelle ore notturne da parte dei residenti e che, proprio la scarsità di ricorso al servizio, ha indotto, dopo un anno, a deliberarne la sospensione”. In tal senso lo Smi-Lazio evidenzia come, nonostante tutte le sollecitazioni, “la Asl RmA non abbia mai fatto nulla per far decollare, concretamente, le attività del Poliambulatorio. Lo dimostra il fatto che l’Azienda sanitaria locale non ha mai provveduto ad una illuminazione, seppur minima, per segnalare l’accesso notturno del presidio ed il servizio svolto. Stesso discorso per l’ospedale San Giacomo, progressivamente affogato all’interno della ZTL, nonostante i progetti alternativi possibili non apparissero in grado di arrecare grave pregiudizio alla mobilità della zona ma, per contro, potessero ridare ossigeno e vitalità all’ospedale, con tutte le punte di eccellenza e di professionalità in esso esistenti”. Infine, è bene chiarire, che “le prestazioni svolte dal servizio di continuità assistenziale di via Canova – conclude Paolo Marotta – sono in numero più che sufficiente a giustificarne il mantenimento. Si tratta, infatti, di diverse migliaia in un anno. Ovvero un significativo numero di prestazioni risparmiate ai pronto soccorsi limitrofi”.

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