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Operaio morto dentro cabina Acea

Il vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori: “Servono garanzie che rispettino la dignità e la sicurezza del lavoratore. Troppe le vittime che pagano ingiustamente per un'errata logica nell'aggiudicazione degli appalti”

Roma, 19 gennaio 2010 – “La situazione è di estrema gravità. L'attività dell'azienda sembra muoversi solo verso un interesse privato legato al criterio 'del ribasso', mettendo a serio rischio e in secondo piano il servizio che invece dovrebbe garantire ai cittadini e le garanzie in materia di sicurezza sul lavoro”. Commenta così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori, la notizia dell'operaio, dipendente di una ditta appaltatrice che lavora per conto dell'Acea, morto folgorato lo scorso 8 gennaio dentro una cabina elettrica.

Sul caso è intervenuto anche Alessandro Leone, referente del Circolo Acea dell'Italia dei Valori, che punta il dito contro l'uso, da parte della società, di eccessive esternalizzazioni nelle attività operative attraverso appalti incuranti della qualità del lavoro e della sicurezza dei dipendenti. Il volantino diffuso dal circolo, condiviso dall'esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro, chiede che l'Acea rivisiti le modalità per l'aggiudicazione degli appalti con criteri non legati solamente alla logica del massimo ribasso che porta ad avvalersi di personale spesso non adeguatamente preparato professionalmente.

“Seguendo quest'impostazione è chiaro – continua Tortosa – che l'evento non è considerabile alla stregua di una 'tragica fatalità' perché sono troppo ricorrenti gli episodi analoghi. Per questo – conclude – ci aspettiamo risposte precise dalla magistratura e dall'azienda affinché ci siano condizioni di lavoro più umane, civili, dignitose e rispettose dei bisogni dei lavoratori”.

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