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Perdono cristiano con un "ma"

“Silvio Berlusconi perdona Massimo Tartaglia, ma allo stesso tempo chiede alla giustizia di non fare eccessivi sconti all'aggressore di piazza Duomo perché il rischio è di far passare il messaggio che chiunque può colpire liberamente un’istituzione”. Questa la notizia data dall'agenzia ANSA. In questo periodo in cui si sprecano i “senza se e senza ma”, mi aspettavo che anche il perdono cristiano del Cavaliere fosse senza se e senza ma. Invece il premier perdona con un “ma”. La Chiesa una volta era clemente verso l'eretico. Lo consegnava nelle mani dell'autorità civile, pregando quest'ultima di risparmiare la vita dell'imputato. Solo che se il tribunale secolare avesse rifiutato di procedere all'esecuzione del condannato, sarebbe caduto egli stesso in sospetto d'eresia. Il “ma” della Chiesa era sottinteso.

Veronica Tussi

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