L’opposizione non si farà  ridurre al silenzio

Abbiamo espresso, tra i primissimi, la nostra solidarietà al presidente del consiglio colpito al volto da un oggetto scagliato da un signore che tutte le cronache, ma proprio tutte, definiscono una persona malata, afflitta da gravi disturbi psichici Per quali ragioni questo signore sia riuscito ad arrivare a pochi centimetri da un presidente che già si sentiva in pericolo, sarà compito degli inquirenti riuscire a farcelo capire. Resta comunque la gravità di un gesto che non può trovare forma alcuna di giustificazione e neppure di comprensione Fatta questa doverosa premessa, non si può tuttavia fingere di non vedere e di non sentire la cinica e bieca strumentalizzazione in atto da quel lancio. Sono scattati politici d’assalto, giornali di famiglia, direttori Rai al grido convenuto di: “La colpa è di chi semina odio, di chi critica Berlusconi, di chi sfila contro il governo..”. Si ripete il copione di sempre: un gesto orrendo, ma isolato e senza collegamenti politici, viene sfruttato per infangare, umiliare, insultare milioni di persone che non intendono accettare a capo chino leggi ad personam, esaltazioni dei vari Mangano, demolizione della Costituzione, avvertimenti contro la corte costituzionale e persino contro la presidenza della Repubblica e contro la presidenza della Camera.

In queste ore, in modo plateale e persino volgare, si sta tentando di ridurre al silenzio chi ama la Costituzione e non intende accettare la costruzione di una repubblica presidenziale a reti unificate. Per raggiungere questo traguardo non si esita a ricorrere alla menzogna, alla denigrazione dell’avversario, all’uso di parole violente che finiranno per alimentare un pericoloso clima di tensione. Guai a cadere in questa trappola ben architettata, ma guai anche a farsi intimidire, a chiudersi in casa, a rinunciare a manifestare in modo pacato, civile, fermo,la propria contrarietà ai progetti che, ancora ieri, prima dell’incidente Berlusconi aveva annunciato, senza nulla concedere alla moderazione e alla pacatezza. Non a caso era tornato a insultare i giudici, la corte costituzionale, quei pochi giornalisti e giornali che ancora sfuggono al suo diretto. Ora vorrebbero mettere sotto tutela anche la rete, considerata un covo di pericolosi sovversivi.

Le prossime ore, i prossimi giorni saranno difficili, ma bisognerà reagire, rompere l’assedio politico mediatico, non rinunciando a manifestare il proprio punto di vista e rifiutando la logica dello stato d’emergenza. La costituzione è un bene troppo grande per lasciarlo in balia del cinismo e della arroganza di chi vorrebbe metterla in soffitta. Le vicende di queste ore, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ci rendono ancora più convinti della necessità di promuovere una grande iniziativa nazionale che metta insieme quanti ancora amano la legalità repubblicana e credono in quei valori di tolleranza, rispetto reciproco, e divisione tra i poteri che rappresentano l’anima della nostra Costituzione.

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