IL PIE E GLI ITALIANI DALL’ESTERO

“To all persons of good will abroad”

Per oltre un decennio siamo stati sempre definiti italiani all’estero, come qualcosa di diverso, distante, un peso e un’anomalia, non e’ cosi signori politici presenti e futuri!

Noi del Pie (Partito degli italiani dall’estero), abbiamo impostato la nostra ideologia su di un concetto innovativo e controcorrente, “L’essere italiani a tutti gli effetti culturalmente e costituzionalmente.” Culturalemente non dipende da noi ma dallo Stato, istituire delle scuole e creare dei ponti informativi* all’estero e’ una priorita’ dei governi e della Farnesina, costituzionalemnte lo eravano e lo siamo con l’articolo 35: “lo Stato riconosce la liberta’ d’emigrazione salvo gli obblighi satabiliti dalla legge, nell’interesse generale e tutela il lavoro italiano all’estero, anche questa e’ una priorita’ dello Stato”. Con l’articolo 48, il voto (diritto/dovere) e’ eguale e personale, nel 2001 la priorita’ dello Stato e’ stata quello di creare delle ripartizioni, isole e riserve indiane per i pochi, la cosidetta legge Tremaglia, invece di garantire il voto paritario** via posta, che tra l’altro era la cosa giusta e costituzionale da fare.

Vorrei ricordare ancora una volta a coloro che indebitamente nel 2006/2008, dall’estero hanno gridato, brogli, brogli sul voto postale***, che i disonesti vannno affrontati con una campagna di educazione ed informazioni riguardo al voto, Molti, la stragrande maggioranza hanno delegato il voto a patronati ed enti per incapacita’ di comprendorio. A coloro che invece l’anno messo all’asta, dico solo che il mio non lo vendo, a meno di dieci mila euro (pattuibile se qualcuno e’ interessato visto che per principio non voto). Oggi noi del Pie, dall’etsero rivendichiamo i nostri diritti violati da decenni. E no caro Feltri**** non siamo dei papponi casomai il pappone e lei, che grazie alle nostre rimesse decennali (pari al 10% del Pil) puo’ tranquillamente sparare tutte le fesserie ed essere anche pagato (adesso mi sento meglio) Dall’estero non chiediamo elemosine ma diritti!

All’estero, dobbiamo rivitalizzare e rinnovare un associazionismo sano ed equisistante dalla politica dei partiti o enti istituzionali e istitutalizzati, per gestire e partorire un nuovo rinascimento. Basta con l’associazionismo preconfezionato!

I hope that all persons of good will abroad join us in this great mission.

* con l’avvento di internet e sistemi satellitari la carta stampata all’estero potrebbe anche essere abolita, ponendo fine all’informazione cosidetta, “contagogge e di ritorno”

**voto passivo/attivo postale o digitalizzato a tutte le tornate elettorali

***plichi spediti dai comuni e da questi scrutinati

****editore italiano che ascolta solo la voce del Padrone e del Dio denaro

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