Il regresso tecnologico

di Mario Mariotti

Dovete stare a sapere, carissimi lettori, che fra i tanti titoli che mi sono autoattribuito, (occhio vigile dell'internazionalismo proletario, segretario politico del movimento per la riedificazione del muro di Berlino, presidente del comitato per il silenzio del Papa, così non da danno, ecc. ecc.) c'é anche quello di presidente, consigliere delegato e quasi unico socio privilegiato del movimento per il regresso tecnologico.Questo titolo del movimento andrebbe completato esplicitandone la finalità: regresso tecnologico per la solidarietà. Per me essa finalità sarebbe una cosa scontata, e poi c'e anche il problema che uno, autoqualificandosi in questo modo, sembra proprio che voglia fare il furbo, come quando i cattolici si autoqualificano come cristiani. Questi i motivi dell'omissione del “per la solidarietà”.
Ma torniamo al punto: natura e finalità del movimento sono estremamente semplici ed accessibili: si tratta di rifiutare i bisogni indotti dal mercato, che propone continuamente le novità tecnologiche; di usare ciò di cui si ha bisogno finché funziona e di destinare ciò che eccede dal necessario in solidarietà. Un esempio concreto se per trent'anni uno usa la stessa automobile, il non-cambiamento della stessa lo mette in condizione di sostenere iniziative concrete e verificate di solidarietà verso coloro che mancano del necessario (Emergency, Medici senza Frontiere, AiFo, Rete Radié Resch, Amnesty, Libera ecc, ecc.)
Ora tornando al generale e cambiando il tono del discorso, a me sembra proprio che anche del suddetto movimento, del suo obiettivo, della sua finalità il mondo di oggi avrebbe un estremo bisogno. La situazione attuale, infatti, vede nei Paesi ricchi un progresso tecnologico talmente avanzato ed esasperato, che, per essere seguito da quelli che sono in condizione di farlo assorbe tutto il loro tempo e le loro risorse, e nessuno sembra più pensare a che cosa avrebbe dovuto essere finalizzato lo stesso progresso, cioè al miglioramento della qualità della vita delle persone, di “tutte” le persone.
E cosi siamo arrivati alla situazione blasfema del mondo attuale, che bestemmia ogni etica ed ogni religione, dove da una parte si sta gia studiando, e cercando le risorse, per una spedizione di astronauti su Marte, coi relativi costi, e dall'altra muoiono ogni giorno migliaia di piccini per mancanza di uno spicciolo. Siccome è il capitalismo privato, sono le Multinazionali, a manovrare le ricerche, le invenzioni, le loro applicazioni e la diffusione delle stesse attraverso il mercato, e questo col quasi unico scopo del profitto, il quadro che ne esce é allucinante: ormai le automobili sembrano delle astronavi, nei telefonini mancano solo i servizi igienici, con internet ci si collega a tutto, compresi i casini, i televisori sono diventati schermi cinematografici, ormai siamo al punto che, nel Nord ricco e cristiano, anche se vecchi non ci si può più permettere il lusso di morire…
Dall'altra parte centinaia di milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile; oltre un miliardo di esse soffre la fame le malattie da noi curabilissime fanno morire uno sterminato popolo di non-garantiti del pianeta. Le differenze fra i primi e gli ultimi sono blasfeme, in aggiunta anche i primi non é che vivano bene, perché si trovano terminali di una macchina che ormai non riescono più a controllare, e si trovano non padroni, ma servi di lei, che li spreme e li sfrutta fino al limite dell'esaurimento nervoso, perché i bisogni indotti dal mercato si moltiplicano, per essere competitivi non si può neppure dormire la notte, la cultura maligna del Beati i ricchi, di cui la TV é il fondamentale strumento di diffusione, ha ormai incancherato anche la parte più profonda della psiche, l'imperativo categorico é quello di fare tutti, a qualsiasi costo, quello che fanno tutti. Sarà mai possibile, a questo punto, uscire dal sopraddetto casino? Certo che sarebbe possibile, ma, purtroppo, sarà anche estremamente improbabile. Se noi scegliessimo, in piena razionalità e libertà il socialismo, l'economia di comunione, la pianificazione della stessa economia, in modo da far avere il necessario, e per necessario intendo il cibo, il lavoro la scuola, l'assistenza sanitaria e il diritto alla Verità, a tutti quanti i cittadini del pianeta, ecco che lo stesso progresso tecnologico, prima pianificato per raggiungere i suddetti obiettivi, cioè il necessario a tutti dopo potrebbe essere usato, e sempre sotto controllo pubblico, per migliorare la qualità della vita di tutti. Ecco che lui, come oggi produce schiavitù, ansia, dipendenza, invidia, domani potrebbe produrre qualità della vita e libertà, perché la liberta ha come precondizione la libertà dal bisogno, e questa si avrà solo quando i frutti del progresso tecnologico saranno accessibili a tutti.
Dicevo che sarebbe possibile, ma sarà purtroppo molto improbabile. Prendiamo, ad esempio, il diritto umano fondamentale al lavoro, che é di attualità per le esternazioni di Tremonti, il quale dichiara di credere nel valore del posto fisso. Mentre il benemerito, alla TV, fa questa bellissima esternazione, e comunica il proprio credo nel posto fisso di lavoro, contemporaneamente, in Parlamento passa una legge messa a punto da lui stesso che sbadila nella disoccupazione decine di migliaia di precari del mondo della scuola! Di fronte a questa cristallina coerenza, potremo mai avere qualche speranza? Il fatto é che chi dovrebbe parlare per far capire che la vera condizione eucaristica é il lavoro, perché é in esso che ognuno spende la sua vita per il bene comune, (si fa pane per gli altri), e che il rispetto di tale diritto é anche la condizione fondamentale per il sostegno alla famiglia, che non é affatto minacciata dai Dico, ma ferita, sfaldata e soffocata dalla precarietà e dalla perdita del lavoro, il fatto é che chi dovrebbe parlare, se ne rimane zitto, e invece chi dovrebbe stare zitto, perché ha speso tutta la sua vita per servire Mammona, capitalismo, mercato e competizione, ha il coraggio di pontificare sulla positività e sulla necessita del posto fisso di 1avoro! La Verità, rifiutata dalle labbra di chi la dovrebbe annunciare, viene accalappiata e proclamata da chi la bestemmia nei fatti per tutto l'arco della propria carriera politica.
Mi sa che il progresso del1'ipocrisia, della malignità, della testo-cavolite, sia ancora più veloce di quello tecnologico! Non ci siamo proprio, e ci sono poche prospettive. Il progresso tecnologico sforna continuamente il nuovo; la categoria del “giusto” é già stata spedita su Marte, e con poca spesa; il tempo della nostra vita viene assorbito più nel perseguire che nell’usare il nuovo stesso. I nostri supermercati sono pieni di tutto, i consumatori sono assatanati per non rimanere indietro a nessuno, i piccini al Sud cercano un barattolo per raccogliere l'acqua infetta che mette a rischio la loro vita. Progresso tecnologico inarrestabile, regresso blasfemo nella qualità della nostra umanità, che vive il proprio inferno rifiutando la consapevolezza che essa la sta imponendo, l’inferno, alla maggior parte quella povera, di sé stessa.

Mario Mariotti

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