E’ nostro dovere credere alle alte cariche dello Stato

Gli americani in questo sono inflessibili. Essi giustificano qualsiasi cosa ma non la bugia. Se una carica dello Stato viene colta in errore e gli viene contestata una bugia, questa si dimette immediatamente. In tutta onestà non si fa nessuna fatica ad ammettere che ci sia una sorta di esagerazione parossistica in questo atteggiamento. La bugia, in fondo, è un fatto umano e qualche volta anche necessario se a fin di bene. Ma la questione che vogliamo porre non è questa.
Dobbiamo credere alla alte cariche dello Stato quando ci dicono qualcosa di importante e di ufficiale proprio perché esse sono “alte”. Deve essere lontano da noi ogni sospetto che queste ci stiano raccontando una fandonia per coprire atteggiamenti spergiuri. Le alte cariche dello Stato hanno giurato solennemente fedeltà alla Repubblica su una montagna di Bibbie, godono della benedizione di Dio, sono forti del loro elettorato che le ha indicate. In queste noi elettori abbiamo riposto ogni aspettativa ed ogni speranza. Per noi ed i nostri figli. Crederci anche quando dicono una piccola bugia, se nel novero calcolato del bene del paese, è quasi un nostro dovere. Mai dobbiamo pensare che queste alte cariche dello Stato possano macchiarsi di bugie gravi ed importanti per nascondere nefandezze o reati. Se lo facessimo, e ci convincessimo di questo, dovremmo ammettere che queste cariche così importanti siano ricoperte da malfattori. In questo caso, avere la consapevolezza di essere governati da un Presidente del Consiglio malfattore, o di avere un Presidente della Repubblica dichiaratamente delinquente, o un Presidente della Camera o del Senato mafioso e via discorrendo, ci obbligherebbe a prendere delle decisioni drastiche. Quali sarebbero queste decisioni? La loro rimozione, è ovvio. Come e con quali mezzi non posiamo sapere né vogliamo entrare nel merito. Il solo pensiero che una di queste cariche possa essere “sporca”, di aver scelto male mettendo letteralmente un maiale tra le mele, ci dovrebbe far preoccupare seriamente e vergognare, ci dovrebbe parimenti convincere della posa in essere di un disegno eversivo riuscito senza colpo ferire.
L’aggettivo “alta” che precede il sostantivo “carica”, sta proprio a significare questo: al di sopra di tutti e di ogni sospetto, all’apice delle gerarchie governative dell’intero paese, di condotta specchiatissima ed illibata.
Dal momento che non è lecito né auspicabile certo, Dio ce ne salvi e liberi, che vi possa essere un malfattore tra queste cariche, dal momento che la cosa, fosse così, rivestirebbe i crismi della congiura e dell’inganno ai massimi livelli, è nostro dovere allora riporre in esse la nostra fiducia incondizionata.

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Come previsto dall'art. 93 della nostra Costituzione, il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

Questa la formula del giuramento in Italia:

Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.
Il giuramento costituisce l'atto sostanziale attraverso il quale il Presidente del Consiglio ed i Ministri, che svolgono funzioni pubbliche fondamentali, esprimono fedelta' alla Repubblica, e giurano di osservare lealmente la Costituzione e le leggi fondamentali dello Stato e di esercitare le proprie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.

[Fonte: Governo Italiano]

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