Riforma forense, Oua: l’Antitrust non vuole vedere la realtà  e così danneggia i giovani avvocati

“Non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere: il presidente dell’Antitrust ancora una volta sbaglia obiettivo, l’abolizione delle tariffe minime ha danneggiato solo i giovani avvocati a favore dei poteri forti (pubbliche amministrazioni e grandi committenti). Basta girare l’Italia, magari senza pregiudizi e ideologismi, per vedere la realtà. La futura riforma forense vuole rimediare un errore causato dalla legge Bersani”. Così Maurizio de Tilla, presidente Oua, ha commentato, l'ultima dichiarazione al Consumer’s Forum, del presidente dell' Antitrust, Antonio Catricalà.

“In un grande studio legale i minimi non si sa nemmeno quali siano – ha spiegato – li conoscono invece benissimo i grandi committenti. Infatti, il giorno dopo l’entrata in vigore della “legge Bersani” alcune importati società e le pubbliche amministrazioni hanno pensato bene di ritoccare al ribasso, sotto i minimi, tutti i compensi per gli avvocati. E non a caso sono gli stessi che oggi si scagliano contro questa riforma. Insomma, una deregulation che ha reso i forti più forti e i deboli più deboli”.

“In quanto all’esclusività della consulenza legale – ha concluso – in Italia vige il più assoluto disordine. Nel settore del diritto fioriscono esperti di ogni tipo, senza alcun controllo: allora vi invito ad immaginare se domani un avvocato aprisse un ambulatorio medico, ci preoccuperemmo e questo professionista verrebbe giustamente denunciato per esercizio abusivo della professione. Ecco, anche nella “cura” del diritto dei cittadini è necessaria la stessa attenzione e professionalità. Quella appunto degli avvocati. La proposta in discussione al Senato, ispirata dal mondo forense, chiede solo di mettere ordine affinché si abbia un maggiore livello di garanzia per tutti”.

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