L’Australian Financial Review

L'Australian Financial Review e’ un quotidiano con una tiratura ‘limitata’ ma di elite, ed e’ diffuso soprattutto tra i capitani di industria e di aziende di un certo livello, notabili in generale e politici. L’articolo famigerato e’ stato difficile da recuperare. E’ uscito finalmente fuori grazie ad un amico giornalista australiano e non ho potuto fare a meno di notare la sua classificazione di archiviazione: “Classification: Crime/Organised Crime/Mafia People/Name/Berlusconi/Silvio/Politician/Italian Geographic area:Italy” e mi e’ venuto un ulteriore attacco di rabbia selvaggia. Sappiamo tutti che da tempo arrivano attacchi a Berlusconi da una certa stampa straniera. E molti hanno sospettato che si trattasse di trame ordite dall’opposizione di sinistra che si appoggiava su compiacenti amicizie estere per propria manifesta manifesta incapacita’ di proporre idee e strategie politiche alternative. Ma stavolta ci vengono i brividi, a vedere che sotto l’ombrello della liberta’ di stampa si smercia la piu’ ributtante e spregevole offesa ad un’Italia che troppo ha tollerato nei confronti di gentaglia priva di scrupoli nell’insozzarla.
Questa pseudo giornalista fonda la propria opinione sulle aspettative del dissenso che avrebbe trovato in Italia sulla base degli articoli scioccanti letti su giornali australiani, inglesi e francesi su Berlusconi, da lei definito il primo Prime Minister (anche se noi lo definiamo piuttosto Presidente del Consiglio) italiano ad essere affetto da un caso grave di eccessivo desiderio sessuale. Neanche fosse mai stata partecipe della sua vita intima. Pero’ insiste si aspettava che le sue relazioni con le prostitute e la sua presunta abitudine a ricompensare le piu’ carine con un ruolo nel partito o nei Parlamenti italiano ed europeo umiliassero gli italiani. E poi butta la’ anche la corruzione cronica di mafia e camorra dell’Italia, cosi’ tanto per farcire il discorso, senza una relazione logica. Se la prende anche con l’opposizione e il Vaticano! colpevole la prima di non aver affrontato la questione del suo monopolio mediatico, delle sue attivita’ imprenditoriali che lo hanno reso uno degli uomini piu’ ricchi del mondo o peggio l’essere adatto a governare mentre e’ inseguito da magistrati e prostitute adirate! e il secondo di reagire con lentezza, come se fosse intorpidito di fronte alle presunte azioni criminali e non cristiane dello stesso. Ce n’e’ poi ancora! L’unico dissenso? e’ lasciato agli individui che imprecano di fronte al cappuccino di meta’ mattina! La classe media che non partecipa piu’ alla politica. La Greco cita un professore disperato di Roma che sottolinea il fatto che TUTTI i politici di TUTTI i partiti si siano arricchiti e si sono dati uno stipendio tre volte superiore a quello della media europea, e un giornalista di Milano che le confida che i capi redattori spesso evitano certi argomenti perche lo reputano piu’ safe, fuori da pericoli. Quasi come se volesse suggerire che in Italia sia necessaria una certa timorosa prudenza da parte della stampa. La Greco si chiede da dove arrivi tutta questa apatia. Indubbiamente dal fatto che Berlusconi abbia usato i suoi canali televisivi per disorientare il Paese, schiacciare le voci dell’opposizione, e creare una societa’ grottescamente volgare piena di ragazze nude e politici arroganti. Altre cause? Una societa’ civile dormiente, una corruzione che dopo 20 anni di Berlusconi (come imprenditore e come politico) e’ diventata palpabile. Devo ammettere che analizzando l’articolo mi e’ passato per la mente una diabolica ipotesi! e’ troppo caricaturale, infondato, offensivo per essere autentico pensiero critico. Sembrerebbe piuttosto uscito da una sceneggiatura di un film sulle manovre della CIA per scuotere l’opinione pubblica e ‘guidarla’ volutamente verso certi sentimenti protettivi nei confronti di un leader amico ma perseguitato da tentativi di inchiodarlo a ‘presunte’ responsabilita’ e per giunta attaccato – insieme a tutti gli italiani stavolta pero’ – dalla stampa estera! Quasi ci spererei tanta e’ la rabbia per aver visto pubblicato un tale articolo offensivo oltre ogni misura. Adesso si discute nella comunita’ se la Silvia Greco sia stata o meno consapevole e co-responsabile dei “soprannomi” affibbiati alle varie citta’ e regioni italiane o se la ‘vignetta’ a tutta pagina che accompagnava l’articolo fosse una ‘bravata’ da attribuire unicamente all’illustratore Michael Fitzjames. Certo stupisce che tra quegli appellativi ci fossero insulti del gergo aussie piu’ volgare italianizzati, come pissanti (piss=piscia), slummi (slum=quartieri topaie, sporchi e affollati), messi (mess=casino), scitti (shit=merda) rott (rotten=putrido) bribissi (briber=corruttore ) slutti (slut=puttana) assi (ass=culo) crapi (crap=merda) scami (scum=feccia) croocci (crook=imbroglione, ladro) e via dicendo, perche’ ce n’e’ per tutti! Ma io dico, qualcuno l’avra’ pure aiutato in questa traduzione particolare, no? La Greco chiude il suo articolo esclamando: “Vi piacerebbe una nuotata lungo la Costa Nostra?” dopo aver raccontato dell’intercettazione della polizia della conversazione dei due camorristi che discutono dell’intenzione di far affondare una nave piena di rifiuti tossici lungo le coste della Calabria. Non si sara’ mica inventata lei stessa anche tutti gli altri nomi presenti nell’illustrazione? Vede Silvia Greco (le risparmio il titolo che si e’ guadagnata tra gli italiani ‘veri’ di qui), l’Italia di oggi non e’ fatta di ‘gente docile che ha una predisposizione al quieto cinismo, specialmente quando si tratta di fare soldi’ (a meno che parlava forse di se stessa?). L’Italia di oggi si indigna per questi insulti allucinanti e raccapriccianti e combatte. E’ opinione diffusa tra la brava gente della comunita’ che lei non meriti piu’ la cittadinanza italiana, se per caso ancora l’avesse, perche’ cio’ che lei ha fatto va oltre il vilipendio della Nazione. Chiediamo al Ministro dell’Interno di revocargliela per indegnita’. Perche’ lei ha ferito tutti i sentimenti di noi italiani. Ha infangato la reputazione della comunita’ italiana d’Australia. Il rispetto conquistato con tanti anni di sacrifici e duro lavoro. E nessuno la perdonera’. Per quanto ci riguarda, l’unica via Dolorosa che conoscera’ sara’ quella che si trova davanti. La comunita’ italiana d’Australia ha il dovere di agire con fermezza, per vie legali, contro questo sopruso inconcepibile. L’Italia – nostra Patria d’origine – e’ uno Stato ricco di storia umanistica ed economica, non puo’ tollerare che venga umiliata da questa associazione cosi’ drastica e riduttiva con l’idea della criminalita’ organizzata. Nemmeno se fosse solo opera di una povera squilibrata.
Federica Polegri

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