L’AMM porta in Costa Rica una mostra sul Mantegna

“Mi sento il primo dei costaricensi senza che ciò m’impedisca di sentirmi il primo degli italiani. Nella mia anima questi sentimenti convivono senza escludersi e al contrario fortificandosi come gli affluenti di un'arteria che segna il cammino di un destino, questi due sentimenti patriottici…” ( José Albertazzi Avendano, 1931).

L’AMM porta in Costa Rica una mostra sul Mantegna .L’inaugurazione l’ 11 dicembre alla presenza del Presidente della Repubblica Arrias, Premio Nobel per la Pace

L'Associazione dei Mantovani nel Mondo Onlus è molto onorata di portare in Costa Rica una mostra dedicata al grande maestro rinascimentale Andrea Mantegna, la cui opera fece di Mantova una delle capitali artistiche più importanti d’Europa. Questo è stato reso possibile dalla preziosa collaborazione del critico d’arte Carlo Micheli, dalla Direttrice dell’Archivio di Stato di Mantova Daniela Ferrari, del Console Onorario del Costa Rica in Italia Luca Faccin nonché dallo staff dell’AMM formato da Marta Carrer e Patrizia Marcheselli ed infine da alcuni sponsor privati che hanno creduto nell’iniziativa. Dall’altro dobbiamo esprimere la nostra più sincera gratitudine al Presidente dei Lombardi in Costarica e Presidente del Comites Luigi Cisana che assieme alle autorità diplomatiche italiane nel paese e agli enti pubblici e privati costaricensi ci ha consentito di portare questa mostra in Costa Rica.Una scelta, la nostra non casuale, avendo questa terra accolto generosamente tanti emigranti italiani che nel corso di oltre un secolo, hanno lasciato una significativa impronta fatta d’impegno, di collaborazione e d’amicizia, grazie ad una grande storia collettiva e di centinaia di storie personali. Questo ci fa orgogliosamente dire che la storia del Costa Rica é strettamente legata alla presenza italiana sul suo suolo, essendo tra l’altro la nostra emigrazione al secondo posto per importanza dopo quella spagnola. Dopo la dichiarazione d'indipendenza del Costa Rica, era già presente una piccola comunità italiana di artigiani, agricoltori e commercianti. I cognomi di quelle famiglie erano Albertazzi, Canessa Escotto, Cinelli e De Benedictis ( la cui discendente Olga De Benedictis sposò l’ex presidente Mario Echandi). Una presenza destinata a diventare veramente significativa quando nel 1887, iniziò un flusso migratorio massiccio. Il 12 dicembre del 1887 entrò nel porto di Lèmon la nave a vapore Australia su cui viaggiavano 762 italiani; il 10 maggio del 1888 arrivarono con la nave a vapore Elisa Anna altri 671 immigranti italiani. Gli immigranti, provenienti prevalentemente dal Nord Italia e in particolare dal mantovano, avevano firmato un contratto per la costruzione della ferrovia verso l'Atlantico S.Jose' – Lèmon con l’azienda dall’impresario nordamericano Keith Minor Cooper.Essi erano stati reclutati in maggioranza in provincia di Mantova nelle cittadine di Ostiglia, Poggio Rusco, Sermide e Felonica. A causa delle cattive condizioni di lavoro e del clima, fu indetto il primo sciopero in Costa Rica con cui essi rivendicavano condizioni di lavoro migliori o il diritto di rimpatrio, ricordato come lo sciopero degli italiani: era il 20 ottobre 1888. Vista la fermezza degli emigrati e dato l'elevato numero di scioperanti, il Governo del Costa Rica firmó un decreto legge che consentiva agli italiani di lavorare nel paese. Molti ritornarono, altri andarono a costituire il primo nucleo di mantovani i cui discendenti sono presenti ancora oggi in posizioni di primissimo piano nella vita sociale, culturale, economica e politica di questo pacifico, democratico e ospitale paese con cognomi che rivelano non solo l'origine italiana ma quella prettamente mantovana come Piva, Bulgarelli, Bianchini, Besutti, Malavasi, Boschini,Cavicchioli,Bernini,Baroni ed altri.Cosicché da quando Costa Rica é stata scoperta, ha ricevuto con il cuore aperto gli italiani desiderosi di condividere gioie e pene, dal 1888 fino al 1952 con San Vito; a volte in molti, a volte in pochi; ma sempre con l'Italia ed il Costa Rica nel cuore.

L'inaugurazione della Mostra multimediale su Andrea Mantegna ( ad inviti)si terra' 11 di dicembre alle 19.00 , alla presenza del Presidente della Repubblica del Costa Rica Oscar Arias Sánchez, premio Nobel per la Pace,grande estimatore dell’artista. Il Presidente Arrias riceverà la delegazione mantovana in udienza privata il 6 dicembre .La mostra rimarra' aperta al pubblico dal 12 dicembre al 31 gennaio.La sede e'presso la Galeria Roberto Sasso,Universita' Veritas, Barrio Zapote,S.Jose'.
Costa Rica.
Daniele Marconcini
Presidente AMM Onlus

Andrea Mantegna, uno dei principali artisti rinascimentali attivi nel nord Italia. nacque a Isola di Carturo (dal 1963 Isola Mantegna) verso la fine del 1430, inizi del 1431.

Ancora bambino viene accolto, a Padova, da Francesco Squarcione, artista appassionato di archeologia classica, nella cui bottega Andrea Mantegna acquisisce una profonda conoscenza dell’arte antica, cosa che concorre alla sua formazione.A Padova la Cappella degli Scovegni già custodiva opere di Giotto ed in quel tempo, dipingevano pittori come Paolo Uccello e Filippo Lippi, mentre famose fonderie lavoravano per Donatello.In quel clima il genio di Mantegna trovò l’ambiente adatto per sviluppare ed esprimere la sua creatività e la sua carica innovativa.
Con gli affreschi eseguiti nei primi anni della sua attività, nella Cappella Ovetari, distrutta dalla guerra, il Mantegna utilizza un disegno incisivo dove le forme si stagliano nettamente sul fondo, con un profilo angoloso e con una prospettiva capace di dare monumentalità alle scene e ai personaggi che le animano dando vita alla sua opera più rivoluzionaria.Nel 1457 Andrea Mantegna riceve la commissione per il Polittico di San Zeno per la chiesa del Santo a Verona. e crea uno dei suoi massimi capolavori.La scena principale della Sacra Conversazione è rappresentata all’interno di un quadriportico classico. La cornice reale viene illusoriamente continuata dal portico, delimitato da colonne, in cui è racchiusa la Sacra Conversazione.Il Mantegna fece aprire una finestra per illuminare la pala da destra in modo da far coincidere l’illuminazione reale con quella dipinta.
Nel 1460 Andrea Mantegna fu invitato da Ludovico Gonzaga a Mantova dove diventerà artista di corte.Qui Mantegna lavora alla decorazione della Camera degli sposi nel Palazzo Ducale, per la quale idea una serie di grandi scene con punto di vista unico coincidente con il centro della stanza e una fonte di luce che corrisponde a quella reale, terminando gli affreschi presumibilmente nel 1474.
Durante la sua permanenza alla corte dei Gonzaga, Andrea Mantegna dipinge ritratti dei personaggi di corte ed una serie di piccole tavole che in origine dovevano essere collegate tra loro, ma che oggi si trovano smembrate in vari musei.Da ricordare “La morte della Vergine” del 1461, oggi al museo del Prado di Madrid ed il cosiddetto “Trittico degli Uffizi” di cui fa parte la famosa “Adorazione dei Magi”, del 1462.Negli sfondi dei dipinti di Andrea Mantegna ricorrono frequentemente frammenti architettonici e scultorei di età classica, come nel “San Sebastiano” dipinto nel 1480 e conservato al Museo del Louvre a Parigi.Probabilmente al periodo 1480-1490 appartiene il “Cristo morto”, la tempera su tela frutto della ricerca pittorica del Mantegna, un dipinto famoso per la prospettiva originale e conservato a Milano alla Pinacoteca di Brera. Alla fine del quattrocento, dopo due anni passati a Roma presso la corte papale, Andrea Mantegna è a Mantova dove dipinge la “Madonna della vittoria” commissionatagli da Francesco Gonzaga per celebrare la vittoria ottenuta nella battaglia di Fornovo del 1495 e, nel 1497, dipinge per la chiesa di Santa Maria in Organo a Verona “la Madonna di Trivulzio”. Per Isabella d'Este il Mantegna dipinge due tele a carattere mitologico: il “Parnaso” e “Minerva che caccia i vizi”, 1497, ed una terza tela rappresentante la “Favola del dio Como” rimasta incompiuta per della morte de pittore il 13 settembre del 1506.

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