2009: DODICI MESI CHE CONTANO

Siamo quasi a fine novembre e l’anno è agli sgoccioli. E’, quindi, possibile fare un primo bilancio di questo 2009 che si prepara a lasciarci. Questi sono stati tutti mesi ricchi d’eventi, interni ed internazionali, che lasceranno, come già hanno lasciato, un segno in Italia e nel mondo. Mesi di forte recessione economica, di tensioni e di dubbi sul nostro futuro. Certamente, il 2009 sarà ricordato come l’anno “della crisi economica venuta da lontano”. Nonostante le migliori intenzioni operative, il nemico da sconfiggere resta il declino economico di un Paese che, alla fine del secolo scorso, aveva sperato nel buon governo della Seconda Repubblica. Sessantaquattro anni di Democrazia sono stati tutti importanti e, spesso, decisivi. L’Italia è divenuta tessuto d’Europa; pur con tutti i suoi problemi non sempre in armonia con lo sviluppo dei Paesi vicini. L’Unione Europea (UE), col tempo, è diventata una solida realtà; ma il nostro Paese non si è sviluppato con le stesse note armoniche. Prenderne atto è necessario ed opportuno. Ora che sono stati focalizzati gli aspetti incoerenti dell’economia, è indispensabile tornare ad affrontare i complessi problemi che ancora condizionano il nostro sviluppo. Il 2010 è tanto vicino, ma ci sembra impossibile immaginarlo diverso da questo 2009 al lumicino. Del resto, l’anno che stiamo per lasciarci alle spalle, non potrà, in ogni caso, essere dimenticato. Sia per le polemiche ufficiali ed ufficiose che lo hanno contraddistinto, sia per la situazione d’incertezza politica che si è fatta più evidente proprio in questo l’ultimo periodo dell’anno. Per fortuna, non è più una questione d’instabilità di metodo. E’, però, possibile ipotizzare una lenta involuzione nelle alleanze di governo e d’opposizione. Il Paese ha saputo, però, affrontare, con gran dignità, le avversità che si sono presentate. Il tenore di vita è calato ed il ceto “medio”non esiste, in sostanza, più. I ricchi sono diventati più ricchi e per tutti gli altri si vedrà. I problemi interni della penisola, insomma, sono quelli di sempre e risolverli resterà un enigma anche per i meglio intenzionati. Eppure, il 2009 resta, di diritto, il nono degli anni dei quindici che noi abbiamo, da subito, considerato determinanti per dare una significativa impronta al Terzo Millennio. Obiettivamente, ci siamo bruciati la prima mossa, forse non decisiva ma, in ogni modo, molto importante. Gli anni a venire non ci consentiranno altri sbandamenti. Ogni altro errore politico o di valutazione economica andrebbe a condizionare il nostro futuro e non solo quello prossimo. Ora è importante avere le idee chiare. Le strade da percorrere non sono, poi, tante. C’è solo da scegliere quella giusta. Le altre ci porterebbero lontano; ma non nel senso desiderato.

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