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Soldà  si esprime sull’annunciato ripristino del carcere di Pianosa

Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti auspica un confronto istituzionale tra governo e enti locali prima di procedere a iniziative così importanti e delicate

Roma, 6 novembre 2009 – Commentando l'annuncio del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di voler riaprire il carcere di massima sicurezza di Pianosa, isola della Toscana, chiuso undici anni fa per carenza di fondi, e ora pronto a tornare efficiente per “ospitare” mafiosi e terroristi sottoposti al regime duro del 41 bis, il vicepresidente dell'Italia dei Diritti, Roberto Soldà, ha dichiarato: “Il problema delle carceri italiane sovraffollate necessita sicuramente di soluzioni a brevissimo termine, che ovviamente non devono contemplare indulti o indultini. Vorrei sottolineare che, in proporzione, il numero delle guardie penitenziarie è nettamente inferiore a quello dei detenuti. I carcerati hanno diritto a condizioni di vita idonee, ma lo stesso diritto spetta anche ai sorveglianti, sottoposti a orari e stress lavorativi non da poco”.

Quanto alle polemiche politiche sorte tra i fautori del ripristino di vecchie case di detenzione (oltre a Pianosa si parla anche dell'Asinara) e strenui difensori delle zone naturali dove tali strutture sorgono (come il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo), l'esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro ha aggiunto: “Preferisco non entrare nel merito del dibattito, per altro interno ai ministri di questo governo, poiché credo sia opportuno valutare caso per caso se convenga riportare in vita istituti dismessi o costruirne altri ex novo. Tuttavia, quello che auspico maggiormente è un doveroso dialogo tra istituzioni centrali e locali prima di procedere a iniziative così importanti e delicate”.

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