Nega l’aborto a tre donne e le insulta, dura reazione della Piredda

La viceresponsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti:”Le donne devono avere piena libertà di scelta nel portare avanti una gravidanza”

Roma – 28 ottobre 2009 – “Scandaloso, irrispettoso e inammissibile. In questo modo la figura femminile è bistrattata moralmente e fisicamente “. Questo è stato il commento di Maruska Piredda, viceresponsabile lombarda dell'Italia dei Diritti, riguardo gli eventi accaduti al nosocomio di Melzo, in provincia di Milano, dove tre donne in procinto di fare le analisi per l'aborto sarebbero state aggredite verbalmente dal responsabile di Ostetricia e Ginecologia, un noto primario antiabortista, simpatizzante di Comunione e liberazione, che le avrebbe chiamate assassine davanti al personale e ai degenti, violandone la privacy e la sensibilità. La parte lesa ha denunciato il medico e la struttura sanitaria e l'udienza dovrebbe tenersi in dicembre: “Questa è l'ennesima violazione che dimostra il mancato rispetto per i diritti delle donne – ha continuato l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – e che il gentil sesso è ancora considerato un oggetto. Oggi la donna deve essere libera di decidere in piena autonomia e senza pressioni se portare avanti una gravidanza, poiché non si può giudicare senza conoscere i fatti, in quanto ogni storia è unica e può essere valutata solo da chi la vive specie se si tratta di un argomento delicato come l'aborto”.

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