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IL POSTO FISSO E I PRECARI SCUOLA

presidente del gruppo del Pd al Senato

Credo purtroppo che quella sul posto fisso sia una battuta. Di che stiamo parlando? Siamo di fronte a provvedimenti specifici del governo, che so un disegno di legge, un decreto, un piano? No, siamo di fronte a un quesito del tipo: è meglio la pizza o la polenta? Non capisco di cosa si stia parlando, forse del posto fisso come metafora.
Si tratta di un dibattito accademico, disancorato dalla realtà alimentato da un governo che non produce più niente se non provvedimenti che servono solo al Presidente del Consiglio. Parla Tremonti, risponde Brunetta, poi arriva Berlusconi con la Confindustria che si dice assolutamente contraria. Ma che roba è?
Tra l'altro si parla di posto fisso proprio nel giorno in cui alla Camera è stato bocciato per pochi voti un emendamento del Pd a favore dei precari della scuola. Forse Berlusconi e Tremonti dovrebbero ripetere che il posto fisso è un valore di fronte a queste persone, precari della scuola che sono stati appena lasciati a casa e che magari insegnavano da 15 anni. Sono in malafede.
Per me un discorso sul posto fisso e sul lavoro è serio se viene affrontato parlando delle legittime aspettative di reddito di chi lavora e insieme delle esigenze delle imprese di organizzazione del lavoro. Forse sarebbe più utile parlare concretamente di tutela e garanzia del posto di lavoro e di certezza del reddito, dunque di ammortizzatori sociali. Il resto sono chiacchiere, o appunto, battute”.

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