Domenica 25 ottobre gli elettori del PD sceglieranno il nuovo segretario nazionale e regionale e, insieme, gli organismi dirigenti

Vorrei invitarvi ad andare a votare. So bene che alcuni di voi hanno dei dubbi e si chiedono perché andare a votare. Prima di tutto per dimostrare che c'è anche un Italia con la schiena diritta, che vuole una politica trasparente e partecipata, che crede nei valori della democrazia, che rifiuta il populismo mediatico.

Per rendere il PD più forte e autorevole, con una leadership indiscussa, con i tratti essenziali del progetto politico chiari a tutti e condivisi. Un PD più forte e autorevole per dare rappresentanza e speranza a tutti coloro che non si riconoscono nella politica di Berlusconi e del centrodestra, per un’opposizione più determinata e capace di costruire, con il consenso, l’alternativa. A Roma e in Lombardia.

I tanti avvenimenti di questo ultimo mese parlano da soli:

– 500.000 posti di lavoro persi, cassa integrazione insufficiente a coprire le effettive necessità, erogazioni che arrivano nelle tasche dei lavoratori a zero euro con mesi di ritardo e un governo che si rifiuta di metter mano alle riduzioni di tasse per lavoratori e imprese. Più Tremonti attacca le banche, più opera solamente con interventi di carattere finanziario, invece di sostenere direttamente lavoratori e imprese.

– al calo di entrate, solo in parte giustificate dalla crisi, ma ampiamente spiegabili con l'allentamento della lotta all'evasione fiscale, si risponde con l'ennesimo, indecente mega condono fiscale, che si cerca di nobilitare chiamando “scudo”. Gli evasori che riportano capitali in Italia vengono premiati due volte: perchè pagano solo il 5% invece del 43% e perchè vengono loro condonati anche i reati di falso in bilancio. Uno schiaffo per tutti gli italiani onesti.

– nella scuola si vive nell'incertezza normativa, nella carenza di risorse anche per il normale finanziamento, mentre i docenti non di ruolo vengono lasciati a casa a decine di migliaia per il doppio effetto dei tagli del famigerato 112 (Gelmini-Tremonti) dello scorso anno e della sospensione dei concorsi decisi dal precedente governo Prodi che avrebbero stabilizzato 150.000 precari (se ne assunsero 60.000). La battaglia dei precari e il sostegno loro dato dall'opposizione – non a caso Franceschini si è impegnato in prima persona – è riuscita a estendere loro gli ammortizzatori sociali, a riaprire la possibilità di assunzione a tempo indeterminato, a evitare insomma la macelleria sociale (altro che valore di posto fisso di cui vaneggia Tremonti in beata, quotidiana, contraddizione con se stesso). Ma è del tutto evidente che questi risultati sono solo una pezza e che se non si torna indietro sui tagli triennali e non si programmano i concorsi, l'anno prossimo si ricomincerà daccapo.

– in questo quadro, che ho richiamato schematicamente, è davvero esplosa la questione democratica, quella per cui il Times ha definito il nostro Paese con efficace sintesi “Berlusconistan”, assimilandoci alle nuove repubbliche centroasiatiche: sistematici attacchi alla stampa italiana e straniera che si permette di criticare l’operato del Premier e ricatti espliciti sulle concessioni pubblicitarie; virulenta reazione contro la Corte costituzionale che ha giustamente bocciato il lodo Alfano e contro lo stesso capo della Stato, del quale si mette in discussione la funzione di garanzia, riforme ritorsive già annunciate e parzialmente presentate (Intercettazioni telefoniche alla Camera e immunità per tutti i Parlamentari al Senato), appello al “popolo” contro tutti i poteri e i bilanciamenti che caratterizzano una democrazia moderna, Parlamento, Magistratura, stampa.

Per tutte queste ragioni, come dice Franceschini, occorre un'opposizione più forte e determinata. Questo non è in contrasto con il profilo riformista del PD, come qualcuno sostiene accusandolo di limitarsi all'”antiberlusconismo”. Forse che ci mancano le proposte? Su tutte le più importanti materie giacciono nostri disegni di legge – compreso quello sul dimezzamento di deputati e senatori – dal lavoro, alle riforme istituzionali; su ogni provvedimento del governo i nostri emendamenti cercano di introdurre modifiche e miglioramenti. Come è doveroso e come continueremo a fare. Facendo anche “più opposizione”, nelle aule parlamentari e nel Paese, se avremo il sostegno dei tanti che verranno a votare alle primarie.

Marilena Adamo

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