Il Ripudio di un prete a Palazzo Chigi, Don Paolo Farinella

L’oggetto è questo: una lettera vera , con tanto di indirizzo, inoltrata sul web Lettera di Ripudio.
Ricevo anche io ed inoltro, per me è un dovere.

Il soggetto è Silvio Berlusconi, scritta da Don Paolo Farinella, prete nella diocesi di Genova

Buona lettura Comunità laica e religiosa e inoltrate…per il bene comune…

Doriana Goracci

Sig. Presidente «pro tempore»
del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi,
Palazzo Chigi

00100 Roma

Lettera di ripudio

Il mio nome è Paolo Farinella, prete della Chiesa cattolica residente nella
diocesi di Genova. Come cittadino della Repubblica Italiana, riconosco la
legittimita formale del suo governo, pur pensando che lei abbia manipolato l'adesione
della maggioranza dei pensionati e delle casalinghe che si formano un'idea di
voto solo attraverso le tv, di cui lei ha fatto un uso spregiudicato e
illegittimo. Lei in Italia possiede tre tv e comanda quelle pubbliche nelle
quali ha piazzato uomini della sua azienda o a lei devoti e proni. Nel mese di
agosto 2009 ha inaugurato una nuova tv africana, Nessma, a cui ha fatto
pubblicità sfruttando illecitamente la sua posizione di presidente del consiglio
e dove ha detto il contrario di quello che opera in politica e con le leggi
varate dal suo governo in materia di immigrazione. Se lei è pronto a smentire,
come e suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da lei perche
potrebbe trattarsi di Veronica Lario travestita da lei:

< >.

Faccia vedere il video ai suoi amici leghisti e nel frattempo ascolti cosa dice
il sindaco di Treviso, lo sceriffo Giancarlo Gentilini del partito di Bossi, ad
un raduno del suo partito xenofobo dove ha esposto «Il vangelo secondo
Gentilini» con chiarezza diabolica: «Voglio la rivoluzione contro gli
extracomunitari . Voglio la rivoluzione contro i bambini degli immigrati . Ho
distrutto due campi di nomadi e ne vado orgoglioso. Voglio la rivoluzione contro
coloro che vogliono le moschee: i musulmani se vogliono pregare devono andare
nel deserto, ecc. ecc. Questo e il Vangelo secondo Giancarlo Gentilini (sindaco
di Treviso): "Tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri, ma non avanzera
niente"». Questo il link con la sua voce in diretta; si prepari ad ascoltare il
demonio in persona:

< >.

Legittimità elettorale e dignità etica

Riconoscere la legittimità del suo governo, con riserva etico-giuridica, non
significa riconoscere anche la sua legittimità morale a governare il Paese
perchè lei non ha alcuna cultura dello Stato e delle sue Istituzioni, ma solo
quella di difendere sè stesso dalla Giustizia e i suoi interessi patrimoniali
che sotto i suoi governi prosperano alacremente. Il conflitto di interessi pesa
come un macigno sulla Nazione e la sua economia, ma lei è bravo ad imbrogliare
le carte, facendolo derubricare nella coscienza della maggioranza che ne paga le
conseguenze economiche e democratiche. Cornuti e mazziati dicono a Napoli.

Quando la sua maggioranza si svegliera dall'oppio che lei ha diffuso a piene
mani sarà troppo tardi e intanto il Paese paga il conto dei suoi avvocati,
nominati da lei senatori, cioe stipendiati con soldi pubblici. Allo stesso modo
stiamo pagando i condoni fiscali che lei si è fatto su misura sua e della sua
azienda, sottraendo denaro al popolo italiano. In morale questo viene definito
come doppio furto.

Da quando lei «è sceso in campo», l'Italia ha iniziato un degrado inesorabile e
costante che perdura ancora oggi, codificato nel termine «berlusconismo» che e
la sintesi delle maledizioni che hanno colpito l'Italia sia sul piano economico
(mai l'economia e stata cosi disastrata come sotto i suoi governi), su quello
sociale (mai si sono avuti tanti poveri, disoccupati e precari come sotto i suoi
governi), e su quello civile (mai come sotto i suoi governi e sorta la categoria
del «nemico» da odiare e da abbattere). Lei, infatti, usa la menzogna come
verità e la calunnia come metodo, presentandosi come modello di furbizia e di
utilizzatore finale di leggi immorali e antidemocratiche come tutte quelle «ad
personam».

Nei confronti dell'ultima illegalità, che grida giustizia al cospetto di Dio, il
decreto 733-B/2009, che segna una pietra miliare nel cammino di incivilta e di
negazione di quelle radici cristiane di cui la sua maggioranza ama fare i
gargarismi, sappia che siamo cento, mille, diecimila, milioni che faremo
obiezione di coscienza all'ignobile e illegale decreto, pomposamente detto
«decreto sicurezza»: diventeremo tutti clandestini e sostenitori dei cittadini
di altri Paesi, specialmente africani, in quanto «persone», anche se
clandestini, a costo della nostra vita. Dobbiamo ubbidire alla nostra coscienza
piuttosto che alle sue leggi razziali e disumane. La legge che definisce l'immigrazione
come illegalita e un insulto a tutte le Carte internazioni e nazionali sui
«diritti», un vulnus alla dottrina sociale della Chiesa e colloca l'Italia tra
le nazioni responsabili delle stragi degli innocenti, perseguitati e titolari
del diritto di asilo.

Essere «alto» ed essere »grande»

Lei non è e non sarà mai uno «statista» se sente il bisogno di fare vedere alle
sue donnine i filmati che lo ritraggono tra i «grandi». Per essere «grande», non
basta rialzare le suole delle scarpe, ma occorre avere una visione oltre se
stesso, una visione «politica» che a lei e estranea del tutto, incapace come e
di vedere oltre i suoi interessi. Per potere emergere dallo squallore in cui lei
è maestro, ha profuso a piene mani il virus dell'antipolitica, il qualunquismo
populista, trasformando la «polis» da luogo di convergenza di ideali e di
interessi a mercato di convenienza e di sopraffazione. Lei, da esperto di
vecchio pelo, ha indotto i cittadini ad evadere il fisco che in uno Stato
democratico e prevalentemente un dovere civile di solidarieta e per un cristiano
un obbligo di coscienza perche strumento di condivisione per servizi essenziali
alla corretta e ordinata convivenza civile e sociale. Durante il suo governo le
tasse sono aumentate perche incapace di porre un freno alla spesa pubblica che
anzi galoppa come non si e mai visto. Non faccia confusione tra «essere alto» e
«essere grande», come insegna Napoleone che lei ben volentieri scimmiotta, senza
riuscire ad eguagliare l'ombra del dittatore.

Lei non può negare di essere stato piduista (tessera n. 1816) e forse di esserlo
ancora, se come sembra, con il suo governo cerca di realizzare la strategia
descritta nei documenti sequestrati al gran maestro Licio Gelli, a Castiglion
Fibocchi (Comunicato Ansa del 17 marzo 1981 ore 12:18, da cui emerge il suo
numero di tesserato; cf intervista di Licio Gelli su Repubblica.it del
28-09-2003).

La maledizione italiana

A lei nulla importa dei valori religiosi, etici e sociali, che usa come stracci
a suo comodo esclusivo, senza esimere di vantarsi di essere ossequioso degli
insegnamenti etici e sociali della Chiesa cattolica, di cui si e sempre servito
per averne l'appoggio e il sostegno. Partecipa convinto al «Family-Day» in
difesa della famiglia tradizionale, monogamica formata da maschio e femmina e
poi ce lo ritroviamo con prostitute a pagamento che registrano la sua voce nel
letto di Putin; oppure spogliarelliste che lei ha nominato ministre: è lecito
chiedersi, in cambio di cosa? Come concilia questo suo comportamento con le sue
dichiarazioni di adesione agli insegnamenti della Chiesa cattolica? La
«corrispondenza d'amorosi sensi» tra lei, il Vaticano e la gerarchia cattolica e
la maledizione piombata sull'Italia ed una delle cause del progressivo e
costante allontanamento dalla Chiesa delle persone migliori. I prelati, come
sempre nella storia, fanno gli affari loro e lei che di affari se ne intende si
è lasciato usare ed ha usato senza scrupoli offrendo la sua collaborazione e
cercando quella della cosiddetta «finanza cattolica» legata a doppia mandata con
il Vaticano. Se volesse avere la documentazione di legga il molto istruttivo
saggio di Ferruccio Pinotti e Udo Gumpel, «L'unto del Signore», BUR, Rizzoli,
Milano 2009.

Gli ecclesiastici, da perfetti «uomini di mondo, hanno capito che con lei al
governo potevano imporre al parlamento leggi e decreti di loro interesse,
utilizzandolo quindi come braccio secolare. Per questo obiettivo, devono pero
rinunciare alla loro religiosita e adeguarsi alla paganita del potere che esige
la contropartita. Lei, infatti, e sostenuto dall'Opus Dei, da Comunione e
Liberazione e da tutte le organizzazioni e sette cattoliche che si lasciano
manovrare a piacimento con lo spauracchio dei «comunisti» e con l'odore satanico
dei soldi.

Il Vaticano e i vescovi, non essendo profeti, ma esercenti gestori di una ditta
pagana, non hanno saputo o voluto cogliere le conseguenze nefaste che sarebbero
derivate al Paese da questo connubio incestuoso; di fatto sono caduti nella
trappola che essi stessi e lei avevate preparato. L'incidente di Vittorio
Feltri, da lei, tramite la famiglia, nominato direttore del suo «Il Giornale»
con cui uccide sulla pubblica piazza Dino Boffo, direttore di «Avvenire»
portavoce della Cei, va oltre le vostre intenzioni e come un granellino si
sabbia inceppa il motore. Oppure, secondo l'altra vulgata, tutto sarebbe stato
progettato da lei e Bertone per permettere a questi di mettere le mani sulla Cei
e a lei di fare tacere un sussurro appena modulato di critica sui suoi
comportamenti disgustosi. Senza volersi arrampicare sugli specchi forse si è
verificato un combinato disposto, non nei tempi e nelle forme da voi progettato.

Il giorno 7 agosto 2009, in un colloquio riservato con il cardinale Angelo
Bagnasco, lo misi in guardia: «Stia attento - gli dissi - e si prepari alla
guerra d'autunno perche con la nomina di Feltri al Giornale di Berlusconi
(20-07-2009), la guerra sara totale e senza esclusione di colpi. Berlusconi non
puo rispondere alle domande di la Repubblica e non puo andare in tv a dare
spiegazioni. Puo continuare a negare sulle piazze per gli allocchi, ma nemmeno
lui, menzognero di professione potrebbe negare davanti a domande precise e
contestazioni puntuali. Per questo non lo farà mai, tanto meno in Parlamento.
Non ha che un mezzo: sguazzare nel fango facendolo schizzare su tutti e su
tutto, in base al principio che se tutto e infangato, nessuno è infangato». Il
cardinale mi guardo come stupito e incredulo, reputando impossibile la mia
previsione. Credo che ora si morda le labbra.

Eppure credo anche che lei sia finito: per la finanza internazionale e per gli
interessi di coloro che lo hanno sostenuto, Vaticano compreso, lei ora è
ingombrante e impresentabile e deve essere sostituito, ma lei non cadra indenne,
fara piu danni che potra, un nuovo Sansone in miniatura. Lei sa che deve
andarsene, ma sa anche che passerà alla storia non come quel «grande, immenso»
presidente che è stato lei, ma come «l'utilizzatore finale di prostitute che
altri pagavano per conto suo». Non c'è che dire: lei è un grande in bassezza e
amoralita.

Spergiuro

Nella trappola non è caduto il popolo di Dio, formato da «cristiani adulti» che
tanto dispiacciano al papa «pro tempore» Benedetto XVI: lei non potrà mai
manipolarli come non potra mai possedere le coscienze dei non credenti austeri,
cultori della laicita dello Stato che lei vilipende e svende, sempre e comunque,
per suo inverecondo interesse. Lei ha la presunzione ossessiva di definirsi
liberale, ma non sa cosa sia il liberismo, mentre è l'ultima caricatura di
promettente e decadente comunista sovietico di stampo breshnieviano, capace di
usare il popolo per affermare la propria ingordigia patologica di potere. D'altronde
il suo amico per la pelle non e l'ex «kgb» Vladimir Vladimirovic Putin, nella
cui dacia e ospitato secondo la migliore tradizione comunista italiana?

Dal punto di vista della morale cattolica, lei è uno spergiuro perche ha giurato
sulla testa dei suoi figli, senza pudore e alcuni giorni dopo il «ratto di
Noemi», ha dato dello stesso fatto diverse versioni differenti, condannando sè
stesso e la testa dei suoi figli alla pena dello spergiuro che gia Cicerone
condannava con la «rovina» e l'esposizione all'umana infamia: «Periurii poena
divina exitium, humana dedecus - La pena divina dello spergiuro e la rovina e l'infamia/il
disprezzo degli uomini» (De legibus, II, 10, 23; cf anche De officis, III, 29,
104;in Cicerone, Opere politiche e filosofiche, a c. di Leonardo Ferrero e Nevio
Zorzetti, vol. I, UTET, Torino, 1974, risp. p. 489 e p. 823). Anche il Diritto
Canonico, per sua informazione, riserva allo spergiuro «una giusta pena» (CJC,
can. 1368), demandata all'Autorita, in questo caso il papa, che avrebbe dovuto
comminarle la pena canonica, invece di indirizzarle una lettera diplomatica per
il g8 e i suoi «deferenti saluti». Non ci puo essere deferenza, tanto meno
papale, per un uomo che ha toccato il fondo della dignita politica e morale.

Gli ultimi fatti di Villa Certosa e Palazzo Grazioli hanno sprofondato lei (non
era difficile), ma anche l'Istituto Presidenza del Consiglio in un letamaio
senza precedenti. Mai l'Italia e stata derisa nel mondo intero (ormai da quattro
mesi continui) a causa di un suo presidente del consiglio che, su denuncia della
moglie, frequenta le minorenni e sempre per ammissione della moglie che lo
frequenta da oltre trent'anni, per cui si presume lo conosca bene, e malato e
come un dio d'altri tempi esige per la sua perversione, sacrifici di giovani
vergini per nascondere a sè stesso i problemi del tempo che inesorabilmente
passa, nonostante il trucco abbondante.

Affari privati o deriva di Stato?

Lei dice di volere difendere la sua privacy, ma non c'e privacy per uno che ha
portato i suoi fatti «privati» in tv attaccando indecorosamente la sua stessa
moglie che ha intrapreso la strada del divorzio. Forse lei ha dimenticato che
sull'immagine della sua «felice famiglia italiana» lei ha costruito se stesso e
la sua fortuna politica ed economica. Lei si comporta per quello che e: uno
spaccone che in piazza si vanta di tutto cio che non ha mai fatto e poi pretende
che nessuno ne parli. Se lei mette il segreto di Stato sulle sue ville, queste
diventano ipso facto «affare politico» perche lei le usa anche per incontri
istituzionali e quindi fanno parte dell'Istituzione della presidenza del
consiglio. Lei non ha diritto alla vita privata, quando si comporta da uomo
pubblico e promette carriere tv o posti in parlamento a donnine compiacenti che
la sollazzano nel suo «privato». Non e lei che ha detto in una intercettazione,
parlando con Sacca che «le donne piu son cattoliche piu son troie»? Puo
spiegare, di grazia, il significato di queste parole altamente religiose e
rispettose delle donne e indicarci a chi si riferiva? C'entrano le due donne che
siedono nel suo governo e che si vantano di essere cattoliche: la Carfagna e la
Gelmini?

Lei e suoi paraninfi continuate a dire che si tratta di questioni private senza
rilevanza pubblica, sapendo di mentire ancora e senza pudore. Sarebbero affari
privati se Silvio Berlusconi non fosse presidente del consiglio che alle donnine
che gli accompagnano anche a pagamento, non promettesse incarichi in aziende
pubbliche (tv) o posti in parlamento se non addirittura al governo. Vorrei
chiederle per curiosita: quali sono i meriti e le benemerenze delle ministre
Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini per essere assurte, non ancora quarantenni,
a posti di rilievo nel suo governo? Perche Mara Carfagna posava nuda o la
Gelmini prendeva l'abilitazione in Calabria?

Le sue ville sono ancora sotto la tutela del segreto di Stato e quindi guardate
a vista da polizia, carabinieri, esercito? A spese di chi? Puo ancora dire che
sono residenze private? Fu lei in persona ad andare dal suo devoto suddito Bruno
Vespa a rispondere pubblicamente a suo moglie, Veroni Lario, rendendo pubblici i
fatti che la riguardavano e attaccando sua moglie senza alcuna pieta, facendo
pubblicare dal suo «killer mediatico» le foto di sua moglie a seno nudo di
quando faceva l'attrice. Non credo che lei possa dire che le sue vicende sono
private perche ci riguardano tutti, come cittadini e come suoi «sovrani»
costituzionali perche una cosa e certa: noi non abdicheremo mai alla nostra
dignita di cittadini sovrani figli orgogliosi della nostra insuperabile
Costituzione. Noi non permetteremo mai che lei diventi il «padrone» della nostra
dignita.

Per lei è cominciato l'inizio della fine perche il suo declino e iniziato nel
momento stesso in cui e andato nella tv di Stato compiacente e, senza
contraddittorio, alla presenza del solo cerimoniere e maggiordomo fidato, ha
cominciato a farfugliare bugie, contraddizioni, falsita che non hanno retto l'urto
dei fatti crudi. Se lei fosse onesto, anche solo per una parte infinitesimale,
dovrebbe rassegnare le dimissioni, come aveva promesso nel suddetto, compiacente
recital.

Strategie convergenti

Lei può fare affari col Vaticano e chiudere nel cassetto morale e dignità, ma
sappia che il Vaticano non è la Chiesa, per nostra fortuna e per sua e vostra
disgrazia. Noi, uomini e donne semplici, vogliamo onorare e difendere la nostra
dignita e la nostra fede, contro ogni tentativo di manipolazione e di incesto
tra altare e politica. Purtroppo lei, supportato da parte della gerarchia, ha
fatto scadere la «politica» da arte a servizio del bene comune a mercimonio di
malaffare e a sentina maleodorante. Le istituzioni cattoliche che lo hanno
appoggiato ne portano, con lei, la responsabilita morale, in base al principio
giuridico della complicita.

Strana accoppiata: i difensori della moralità ufficiale, costretti a tacere per
mesi di fronte a comportamenti indegni e a leggi inique, perche lautamente
ricompensati o in vista della mancia promessa. Trattasi solo di un baratto di
cui i responsabili dovranno rendere conto. I vescovi hanno ritrovato la parola
quando si sono visti attaccare, inaspettatamente, da lei con avvertimenti di
stampo mafioso (per interposta persona). La gerarchia, in genere felpata e
compassata, in questo frangette e risorta come un sol uomo, arruolando anche il
papa alla bisogna, ma cogliendo anche l'occasione per dare corpo alle vendette
interne e regolare i conti tra ruiniani e bertoniani. Come insegna l'amabile
Andreotti «la vendetta è un piatto che si gusta freddo». Strategie convergenti
che hanno sprigionato il disgusto del popolo cattolico e dei cittadini che
ancora pensano con la propria testa.

Ripudio

Io, Paolo Farinella, prete mi vergogno della sua presidenza, per me e la mia
Nazione e, mi creda, in Italia siamo la maggioranza che non è quella elettorale,
ottenuta da una «legge porcata» che ben esprime l'identità della sua maggioranza
e del governo e di lei che lo presiede (o lo possiede?). Lei potrà avere il
sostegno del Vaticano (uno Stato estero) e della Cei che con il loro silenzio e
le loro arti diplomatiche condannano se stessi come complici di ingiustizia e di
immoralita.

Per questi motivi, per quanto mi concerne in forza del mio diritto di cittadino
sovrano, non voglio piu essere rappresentato da lei in Italia e all'Estero, io
la ripudio come politico e come presidente del consiglio: lei non può
rappresentarmi nè in Italia e tanto meno all'estero perchè lei e la negazione
evidente di tutto quello in cui credo e spero di vedere realizzato per il mio
Paese. sia perchè non mi rappresenta sia perchè è indegno di rappresentare il
buon nome dell'Italia seria, laboriosa e civile e legale che amo e per la quale
lotto e impegno la mia vita. Non importa che lei abbia la maggioranza
parlamentare, a me interessa molto di piùche non abbia la mia coscienza

Io, Paolo Farinella, prete ripudio lei, Silvio Berlusconi, presidente pro
tempore del consiglio dei ministri e tutto quello che rappresenta insieme a
coloro che l'adulano, lo ingannano, lo manipolano e lo sorreggono: li/vi ripudio
dal profondo del cuore. in nome della politica, dell'etica e della fede
cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l'Italia dal flagello nefasto della
sua presenza.

Genova 09 settembre 2009

Paolo Farinella, prete

fonte:

http://kiows.files.wordpress.com/2009/06/berlusconi-14.jpg

Lascia un commento