Ronde: si sprofonda nel ridicolo

“La mia ronda ha più ragione della tua”. Sembrerebbe una banale affermazione sulla quale poter fare commenti benevoli o su cui sorridere. Se non ci fosse invece da piangere. Nel comune di Massa, prima che altrove, si è purtroppo concretizzato ciò che, da un lato, si paventava e, dall’altro, era stato abbondantemente previsto e denunciato in Parlamento, non solo da Italia dei Valori.

Nella notte tra sabato e domenica scorsi, infatti, si sono verificati scontri tra ronde che hanno avuto tutto il sapore di un revival anni settanta, quando i ‘confronti dialettici’ erano tra fascisti e comunisti. Si tratta, c’è da temere, solo del primo degli episodi che con ogni probabilità caratterizzeranno questa corsa alla ronda.

Quello che hanno riportato finora le cronache giornalistiche, però, dà soltanto un’idea di quello che è successo. In verità oltre a una notte di guerriglia urbana che ha visto coinvolto anche turisti seduti ai tavoli di un bar, gli scontri sono proseguiti durante la notte con il risultato che alle 4 del mattino è stata bloccata la stazione ferroviaria, in mattinata è stata assediata la questura, cui sono seguiti arresti, e cinque poliziotti sono stati condotti in ospedale, per fortuna con ferite lievi.

Dunque, questo è il primo risultato dell’istituzione delle ronde volute dal ministro Maroni e inserite in un dispositivo del cosiddetto pacchetto sicurezza, dopo essere state in un primo momento bocciate a sorpresa, con votazione a scrutinio segreto. Non riusciamo a intravedere in tutto questo alcunché riferibile alla sicurezza; sembra, invece, si stia ingenerando insicurezza perché il paradosso evidente è che le stesse forze di polizia, piuttosto che impegnate in una lotta incessante contro la criminalità, gli spacciatori e quanti delinquono nella riviera apuo-versigliese, si sono trovate nella necessità di dover inseguire idioti alternativamente vestiti con una divisa diversa.

Così, mentre si sollecitano gli animi sulla mancanza di sicurezza e si costruisce il consenso sulla paura, questo Governo continua a trascurare le necessità delle forze dell’ordine, arrivando – addirittura – a lasciare senza benzina le volanti della polizia, per non parlare dei 7 euro per gli straordinari a poliziotti e carabinieri a fronte dei 27 dati ai soldati che fanno mostra di sé agli angoli di alcune città italiane.

Del resto, cosa ci si poteva aspettare di diverso? Un impegno così costante a innescare sensazioni di pericolo sociale e paura non poteva che trovare terreno fertile nella destra di questo Paese. E’ chiaro che l’approvazione della legge che riconosce l’utilizzazione delle ronde, sia pure non armate, per il controllo del territorio determinerà un’alterazione sia in termini di competenze in materia di sicurezza sia in termini di regressione culturale e giuridica.

Insomma, si attribuiscono ai privati fette di competenza statale in materia di servizi di sicurezza e ordine pubblico senza tuttavia risolvere i problemi, anzi creandone con riferimento soprattutto alla incostituzionalità di alcune norme. E proprio questa era anche il senso della preoccupazione del Presidente Napolitano espressa nella sua lettera alle alte cariche dello Stato, dopo aver promulgato il ‘pacchetto sicurezza’. Il ministro dell’interno deve farci sapere al più presto come intende correggere questo provvedimento per evitare che le ronde possano degenerare in milizie o squadracce di partito o, soltanto, sprofondare nel ridicolo.

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