LETTERA APERTA a tutti i Responsabili della politica italiana che esercitano il loro potere nell’ambito della Repubblica Italiana – Roma

Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, Inc.

LETTERA APERTA a tutti i Responsabili della politica italiana che esercitano il loro potere nell’ambito della Repubblica Italiana – Roma

Sono nato nato in Italia, fiero di essere Italiano, cattolico ed amo la mia patria come ho amato i miei genitori. Desidero che la mia Italia, non debba scomparire dallo scenario della politica internazionale. Lo chiedo al Presidente della Repubblica, il garante della Costituzione. Il titolo di Capo dello Stato come massimo giudice al di sopra delle parti, nonche’ difensore della Democrazia in Italia.

Quando nel lontano 2 Giugno del 1946, l’Italia, in virtu’ di un responso referendario abrogo’ la Monarchia e accetto’ la Repubblica. Fu il Regno di Sardegna con altri alleati che allontano’ gli stranieri dall’Italia, e con l’Epopea del Risorgimento realizzo’ l’Unita’ d’Italia. La Famiglia Reale di Casa Savoia, il Regio Esercito e le istituzioni italiane, anche dopo l’8 settembre 1943, non subi’alcuna interruzione del percorso millenario della Storia Sabauda, che legittimo’ la continuita’dello Stato.

Lo Stato continuo' senza interruzione con tutte le Istituzioni. La Fondazione della Repubblica Italiana rispetto’ e riconosce le tradizioni della Nazione, sin dalle origini del Regno di Sardegna. Tuttavia con l’avvento della Repubblica inzio’ una nuova storia d’Italia. Le massime autorita’ della Repubblica sono consapevoli che ricevettero in eredita’ dal Regno d’Italia, un’Italia punita per una guerra perduta, ma Libera, Indipendente con la sua Sovranita’ Nazionale.

Come vero italiano, desidero che l’Italia sia sempre Integra, Laboriosa, Libera, Indipendente e non sia violata l’Unita’ della Nazione. Alcune domande al Presidente del Consiglio dei Ministri affinche’ il Suo Governo e le Istituzioni dello Stato, prestino piu’ attenzione agli Italiani residente all’Estero, ho la percezione che la linea politica preferenziale di 5 anni fa si stia modificando, se queste percezioni dovessero risultare positive, si confermerebbe la volonta’ politica che di fatto, rifiuterebbe gli italiani all’Estero, come risorsa per la nostra nazione.

Sono necessarie maggiore attenzioni, periodi di recupero ed iniziative, mirate a una piu’ effi- cente organizzazione nell’ambito dell’associazionismo operativo all’estero. Gli italiani all’estero da troppi decenni attendono attenzioni e oculati investimenti per lo studio della lingua e della cultura italiana. Queste sono le prime vere basi su cui dovrebbero poggiare le iniziative legate alle attivita’ produttive per un’Italia industrializzata che dovra’ rafforzare il commercio con i progetti ambiziosi che agevolino l’espansione delle esportazioni.

Gli Italiani all’estero sono una grande risorsa che se organizzata meglio potrebbe essere il volano necessario per migliorare i rapporti con i popoli di tutte le nazioni. Non ho difficolta’ nell’affermare che l’Italia non appartiene a nessun partito, l’Italia e di tutti perche’soltanto i cittadini costituiscono la societa’ italiana e la sua Repubblica.

Un’appello al Presidente del Consiglio dei Ministri, perche’ si faceia interprete delle esigenze e le istanze, che gli italiani oltre confine, chiederanno nel prossimo futuro. Sinceramente ho il dubbio che ancora una volta gli italiani all’estero saranno soli ed abbandonati.

Le risorse impiegate dal 1946 ai nostri giorni per gli innumerevoli “referendum’ sono state dispendiose, e’ opportuno non esercitarne l’abuso. Con le risorse che si potrebbero risparmiare si possono fare investimenti mirati alla diffusione della lingua e della cultura italiana, il volano, per fare conoscere le cose migliori della nostra Italia. Allo tempo stesso, un supporto economico che agevoli lo sviluppo delle associazioni italiane nell’ambito del volontariato, che operano oltre i confini d’Italia. Sarebbe utile la promozione di nuovi corsi di formazione per dirigenti di associazioni italiane all’estero.

Un maggiore controllo dell’immigrazione, soprattutto quella clandestina, avere la volonta’ politica per proporre con gli opportuni dispositivi d’accoglienza un progetto d’immigrazione che preveda un milione di giovani italiani residenti all’estero, da dividere in quote non superiori le 100.000 unita’ annue, per un periodo decennale. I giovani italiani rientrati dall’estero, piu’ utili dei clandestini provienienti dai vari paesi che non si sa chi sono e non si conoscono i nomi e cognomi. Quindi, meno clandestini stranieri nel suolo italico.

Nelle recentissime elezioni per il nuovo Parlamento Europeo sostanzialmente hanno vinto il PdL, uno scossone negativo al PD che tuttavia ha resistito all’urto, ma la Lega del Nord e quella IdV hanno ottenuto un’ottima affermazione, l’UDC ha guadagnato un punto in percentuale per tutti gli altri piccoli partiti sono scomparsi dalla scena politica.Non si puo’ minimiz- zare l’astensionismo in quest’ ultima tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo che ha registato circa 33/% ed a livello, europeo, la media molto piu’ alta ovvero il 56%.

Questo fatto in valori percentuali non crea alcun problema, pero’ i voti assumono altri significati come l’allontanamento degli elettori che non sono piu’entusiasti alla fondazione di un nuovo stato sovranazionale. L’Unione Europea non potra’ sottovalutare che il vento soffi da tutt’altra direzione. La domanda che pongo a tutti i Responsabili della Politica Italiana e’ un’ altra: Non credete che sia piu’ giusto preoccuparsi di piu’ per la nostra Italia?

I padri fondatori, firmarono un patto di intesa per una cooperazione europea legata al carbone e per l’acciaio, materie prime indispensabili per le industrie dei rispettivi paesi. Il concetto di questa prima fase di cooperazione, evitare altre pericolose guerre in Europa, questo concetto o patto preventivo e’ fuorviante perche’ nello stesso periodo le guerre furono scongiurate con altri organismi militari internazionali come la Nato ed il Patto Atlantico?

Con le fasi successive, da nazioni consorziate per la cooperazione europea alla creazione di un nuovo mostro politico, che annualmente inghiotte oltre 200 miliardi di Euro. Ancora una volta, si annullano le sovranita’dei popoli. Tali argomenti, come mai, non e’ stato oggetto alla decisione di un Refendum? Soprattutto quando e’ in gioco il destino dell’Italia, che e’ Libera e a un tale giorno ammainera’la bandiera della sua Sovranita’Nazionale? Le decisioni epocali sono di competenza del Popolo? Non e’ stato detto che il popolo e’ sovrano? Decisioni di tale portata spettano al popolo!!! Perche’ mai, si sono promosse e si promuovono iniziative referendarie costosissime per i problemi che potrebbero essere risolte dal Parlamento?

In questo periodo all’Italia serve un governo forte, determinato e capace a draghettare la nave per evitare sorprendenti turbolenze sviluppate dalla crisi economica globale, l’obiettivo e’ approdare in un porto piu’ sicuro. I responsabili della politica Italiana, sono convinti che l’Europa quella piu’ forte, potra’ avere la luce come quella degli Stati Uniti? E se cio’ fosse realizzabile quale sorte spettera’ alla Nazione Italia, alla mia Patria, ed all’identita’ nazionale ed alla sovranita’ nazionale?

Per l’Unita’ d’Italia ci vollero molti secoli prima che si realizzasse ed a questo punto e’ logi- co chiedersi a che cosa e’servito il Risorgimento Italiano, La Vittoria del 4 Novembre, un frutto meritato ma doloroso e costosissimo in vite umane, tutti dovremmo meditare che il coinvolgimento della prima guerra mondiale costo’all’Italia oltre 600.000 seicentomila morti e milioni di feriti? L’Italia non poteva evitarla perche’ l’obiettivo era concludere l’ultima guerra risorgimentale che corono’ definitivamente l’Unita’ d’Italia. Cosa e’ servita la caduta del Fascismo? L’abrogazione dell’Ististuzione Monarchica? E quale ruolo per la Repubblica?

Questo governo, ha la forza e la sua maggioranza, si faccia promotore per riqualificare entro la prossima legislatura perche’ gli addetti ai lavori della politica, abbiano una maturita’a un livello educativo e culturale d’eccellenza e si facciano rispettare le leggi con piu’ determinazione e perche’ no, applicandosi di piu’ come promotore di una risolutiva politica interna e una piu’efficace politica estera, ma soprattutto, si faccia di piu’ per gli Italiani all’estero, si metta un limite, zero tolleranza, all’emigrazione clandestina e si crei maggiore difesa ai nostri confini nazionali, piu’aiuti e solidarieta’ per le fascie deboli della societa’ italiana.

Il governo Berlusconi avvii realmente il progetto per la realizzazione del Ponte di Messina. Provveda avviare anche le riforme che sono state invocate dai partiti d’opposizione, dalle confederazioni sindacali e dalle associazioni commerciali ed industriali, dette riforme sono necessarie e utili alla nostra nazione, e’ il momento di proporle e soprattutto farle condividere al Parlamento e poi, l’attuale governo, potra’ entrare di diritto nell’autobus della storia.

Il modello federale adottato dagli Stati Uniti d’America, come nazione fondata nel 1776 da 13 Stati, costa nord orientale atlantica, queste, tutte colonie inglesi e una sola lingua. L’ Unione degli Stati come quello degli Stati Uniti, in Europa, e’ impensabile. Meglio pensare alla nostra Italia, maestra della civilta’occidentale. Piu’ coraggio per un migliore futuro all’Italia ed a tutti gli italiani residenti nei 5 Continenti.

Boston, 13 giugno 2009

On. Michele Frattallone, presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, Inc.,

gia’ candidato al Parlamento Italiano alle ultime Elezioni Politiche del 13-14 aprile 2008

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